di Silvia Maria Valerio e Filippo Rossello
Venerdì 2 Marzo è stato ospite, al corso di Teorie dei Linguaggi e della Pubblicità Digitale, Alessandro Cappellotto.
Dopo un breve resoconto sul suo passato da copywriter per diverse agenzie di comunicazione, ha illustrato come sia arrivato a lavorare per Zooppa: la passione per la pubblicità e la comunicazione lo portano a diventare in poco tempo community manager presso Zooppa e, successivamente, gestore del sito.
Zooppa, considerato uno tra i pochi progetti italiani ad avere successo nel panorama della pubblicità mondiale, è una startup che nasce nel 2007 con Davide Lombardi e si sviluppa all’interno di H-Farm.
L’obiettivo di Zooppa è stato sin dal principio quello di creare uno spazio comune per aziende e utenti in cui sono questi ultimi, e non le angenzie pubblicitarie, a creare contenuti e spot pubblicitari per i prodotti delle aziende. In questa prospettiva, l’innovativa sturt up stravolge quella che era la procedura tradizionale con la quale veniva strutturata una campagna pubblicitaria: una vera e propria scossa tellurica che non vede più le agenzie protagoniste ma gli utenti. 
Infatti, spiega Cappellotto, servendosi della piattaforma Zooppa le aziende possono proporre un brief direttamente all’utente mentre quest’ultimo ha la possibilità di mettere in campo la propria abilità e inventiva. Grazie alla riuscita di numerosi contest, che hanno consolidato il rapporto con grandi brand, il progetto Zoppa è riuscito a concretizzarsi ma non senza difficoltà. Effettivamente, da principio, le aziende erano reticenti a questo nuovo modello di social media marketing ma soprattutto erano spaventate all’idea di lasciare il proprio marchio nelle mani di sconosciuti. Inoltre il sistema di votazione era inizialmente affidato esclusivamente agli utenti che, in alcuni casi, promuoveva contenuti non necessariamente creativi e belli.
Tuttavia, nonostante queste piccole difficoltà iniziali, le aziende si accorgono presto di come l’iniziativa di Zoppa aiutasse i brand ad acquisire maggiore visibilità e viralità a costi estremamente bassi. Fu così che il progetto Zooppa decollò.
Ma come funziona Zooppa oggi?
L’azienda entra in contatto con lo staff tecnico e insieme decidono il brief e la strategia da lanciare sul sito. È soprattutto il brief uno degli elementi che contraddistingue Zooppa dalle tradizionali agenzie pubblicitarie: utilizzando un linguaggio più vicino agli utenti, e quindi meno professionale, spiega all’utente i contenuti da utilizzare, i requisiti tecnici richiesti e i premi in palio.
Per i partecipanti, quindi, il procedimento è semplice: una volta individuato il contest, si realizza lo spot e lo si carica sulla piattaforma dove sarà commentato e votato sino alla data di scadenza della gara. «Chiaramente saranno quasi tutti lavori “artigianali” con una qualità non particolarmente eccelsa. Quello che farà la differenza sarà soprattutto la creatività dell’idea!» sostiene Cappellotto.
Le ragioni che spingono un’azienda ad affidarsi a Zooppa, piuttosto che ad un’agenzia specializza, sono molteplici: la differenza economica, in quanto Zooppa possiede una community già collaudata alla quale aderisce un vasto numero di utenti, tra cui anche professionisti; la capacità di Zooppa di creare viralità online attraverso l’autopromozione e il buzz tra gli utenti stessi; il vantaggio di essere uno strumento concreto che permette all’azienda di instaurare conversazioni reali con i consumatori e, quindi, di misurare il grado di engagement; infine si può monitorare l’andamento della campagna servendosi di dati concreti (commenti, numero di visualizzazioni, voti, ecc) per ciò che concerne la percezione del marchio.
Cappellotto tiene a precisare che Zooppa è una piattaforma che può tranquillamente coesistere con l’agenzia pubblicitaria: non deve essere considerata come una diretta concorrente ma, bensì, parte integrante di un progetto più grande che include diversi canali di comunicazione e che abbraccia un target più ampio.
