di Simone Casarin, Chiara Cazzaniga, Niccolò Ciampolini


Continua la pubblicazione  degli articoli dei nostri studenti sugli interventi allo IAB Seminar Video Advertising: tra Storytelling, Creatività e Innovazione. Buona lettura!


 

Al centro dello IAB seminar 2016, la tavola rotonda composta da Davide Mondo, Amministratore Delegato Mediamond, Paola Marazzini, Director of Agency and Strategic Clients Google Italia, Sylvain Querné, Head of Marketing Facebook e Aldo Agostinelli, Chief Digital Officer Sky Italia si è focalizzata sulle possibilità offerte dall’ascesa del video advertising nei vari ambiti crossmediali.

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Gli ospiti della tavola rotonda. Da sinistra: Paola Marazzini, Director of Agency and Strategic Clients Google Italia, Sylvain Querné, Head of Marketing Facebook Davide Mondo, Amministratore Delegato Mediamond e Aldo Agostinelli, Chief Digital Officer Sky Italia

Analizziamo nel dettaglio quelli che sono stati gli interventi degli esperti che vi hanno preso parte:

Paola Marazzini ha dato una panoramica di quello che è l’attuale scenario di YouTube: una forte crescita sia a livello di content che di reach; confermata dal fatto che diverse figure istituzionali, quali il Papa, Obama e la regina Elisabetta, utilizzano la piattaforma come uno dei canali di comunicazione ufficiale. Aggiunge inoltre che negli ultimi anni diverse aziende siano riuscite nell’incremento della brand awareness sfruttando la grande audience a disposizione della piattaforma, riuscendo ad ottimizzare il ROI e conseguentemente a monetizzare. L’inserimento dei brand su YouTube ha altresì permesso di poter meglio cogliere quello che fosse il sentiment dei consumatori.

Sylvain Querné conferma la crescita del trend video oriented anche sulla piattaforma di Mark Zuckerberg: negli ultimi due anni le video views sono passate da 1mld a 2mld al giorno. Attualmente i video hanno assunto lo stesso valore che due anni fa aveva il mobile. Lo strumento su cui Facebook pone sempre più attenzione è il live, che ha avuto il suo esordio su iOS e successivamente sul terminale Android, portando questo strumento ad un diffuso utilizzo. Un caso interessante è quello di Candace Payne che in sole 24h ha raggiunto oltre 150mln di visualizzazioni, semplicemente ridendo e indossando la maschera di Chewbacca

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Questo dimostra che l’interesse della rete sia più improntato verso contenuti genuini e non necessariamente di alta qualità: si premia lo user generated content.

A riguardo, Facebook sta pensando di impiegare una logica simile a quella dell’algoritmo utilizzato su Instagram: all’utente verranno proposti nel suo feed contenuti live simili a quelli precedentemente fruiti.

Anche Mediamond, concessionaria pubblicitaria, evidenzia l’importanza del trend video che in questi anni sta assumendo sempre più importanza: il consumo dei video online è infatti passato dal 20% al 40% e nei prossimi 5 anni raggiungerà il 60%. Questo porta ad una considerazione, non è presente un’offerta quantitativa e qualitativa adatta a rispondere alla relativa domanda. Per colmare questo gap la soluzione risiede nella produzione di contenuti qualitativi che siano in grado di ingaggiare l’utente. I comportamenti che non possono essere ignorati da un broadcaster al fine della monetizzazione sono: la distribuzione di un contenuto qualitativo piuttosto che frequency oriented  e che sia ben segmentato.

Infine anche Sky, come servizio premium pay per view, sta seguendo il trend del video digitale home-made, ma pur sempre di qualità, finalizzato ad allargare il proprio bacino di utenza anche su canali terzi.

Tirando le somme il video advertising si sta sviluppando oltre che a livello quantitativo e qualitativo anche a livello crossmediale, offrendo agli utenti esperienze digitali sempre più complete.


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