di Letizia Conte e Xenia Gea Rinaldi
Immaginiamo di trovarci in ascensore con la persona che potrebbe decidere di investire su di noi e sul nostro progetto: cosa le diremmo per convincerla in un tempo così limitato?
Il discorso che faremmo è il cosiddetto elevator pitch. Quel tragitto sarebbe per noi un’occasione unica: è bene arrivare preparati al massimo.
Il CV non è altro che questo: una presentazione efficace di noi stessi, per la quale non avremo una seconda opportunità.

La Dott.ssa Anna Raffaelli, consulente e project manager per G&A Group e formatrice di The Vortex, è tornata a trovarci, per tenere una lezione su come creare un CV vincente nell’era del social recruiting.
Che cos’è il CV?
Cominciamo da cosa si intende per CV: il Curriculum Vitae et Studiorum è un documento auto-prodotto che costituisce il racconto della nostra vita professionale, contenente informazioni indispensabili (dati personali, istruzione, esperienze lavorative, conoscenze linguistiche e ICT e consenso al trattamento dei dati personali) e facoltative (obiettivi professionali, altre esperienze, certificati, interessi e hobby). Il CV ha lo scopo di colpire la persona che lo leggerà, cioè il recruiter, che non ci conosce e che dobbiamo convincere a chiamarci per un colloquio vis-à-vis. Il CV è la fotografia della nostra situazione attuale: deve essere sempre modellato e personalizzato.
Uno o più CV?
I modelli di curriculum esistenti oggi sono moltissimi. Si passa da quello classico secondo lo standard europeo, al CV grafico, a quello infografico (grafici, schemi e mappe), al CV creativo, passando per i curriculum video e i Guerrilla CV (trovate pubblicitarie intese a sorprendere).

Non esiste un modello di CV adatto a tutte le realtà aziendali, e soprattutto ognuno di noi non può avere un unico curriculum: al contrario, è necessario che venga personalizzato sulla base di chi lo leggerà e della posizione per la quale ci si candida. Quando si procede alla stesura del proprio CV (e della Cover letter o lettera di presentazione) bisogna sempre declinarlo in base al proprio interlocutore. Per compilare un CV vincente si può seguire lo schema offerto dal modello Personal Branding Canvas, che identifica chiaramente tutti gli aspetti su cui fare leva nel nostro documento e i metodi per comunicarlo efficacemente.
Il CV non basta: l’importanza della SEO e del posizionamento online
Uno degli aspetti cruciali per chi cerca lavoro oggi, è quello di farsi trovare dai recruiter che selezionano in rete i profili più interessanti. Il mercato del lavoro è sempre più saturo di candidature ed è necessario ottimizzare il proprio profilo per renderlo più visibile. Quindi, cercare di essere sempre nella prima pagina della serp di Google è una buona pratica perché, come si suol dire, “Se vuoi nascondere un cadavere, mettilo nella seconda pagina di Google”. Effettivamente, è davvero raro che si vadano a cercare informazioni in altre pagine che non siano la prima.
Per riuscire ad essere trovati dalle aziende e selezionati per un colloquio, dunque, non basta la stesura di un buon CV. Il personal branding non si ferma alla costruzione del curriculum, anzi è necessario fare una vera e propria attività di SEO (Search Engine Optimization): un buon posizionamento online dipende dai contenuti, che devono essere originali, coerenti, di valore, condivisibili e soprattutto senza errori.
Alcuni consigli della Dott.ssa Raffaelli per migliorare la propria SEO sono: evitare il keyword stuffing, quindi di inserire tra le pagine del proprio sito grandi quantità di parole chiave; è sconsigliato creare contenuti senza valore o fuorvianti nella ricerca; non creare link building artificiali. Al contrario suggerisce di fare un piano editoriale preciso e coerente, con link mirati e collegamenti interni.
In un mondo pervaso dai social network è necessario costruire una personal reputation coerente per rendersi più credibili e, al tempo stesso, per mettere in luce le proprie doti agli occhi delle aziende. In questo senso i social network giocano un ruolo fondamentale: è indispensabile prestare estrema attenzione alla nostra web reputation e dunque mantenere coerenza tra i profili online proprio per consentire alle aziende di avere un panorama preciso e completo della nostra identità, delle nostre esperienze e interessi.
«Non c’è mai una seconda occasione per fare una prima buona impressione.» O. Wilde
