di Federica Mannino e Deborah Russo
Caffeina, agenzia digitale creativa indipendente con sede principale a Parma e fondata nel 2012, ci accoglie con la sua quinta presenza allo IAB Forum, durante un workshop svoltosi il primo giorno dell’evento IAB.
La tematica trattata durante l’incontro si poneva l’obiettivo di far luce su come fosse possibile creare un impatto reale, sull’utente e sull’azienda, grazie all’utilizzo degli strumenti digital.
Alla domanda risponde Tiziano Tassi, CEO & Partner di Caffeina, affermando che ogni brand ha un’energia unica al suo interno che proviene dal DNA, dal cuore interno della marca, dal purpose, dalla vision, dai valori, attributi che rendono unico e differente un brand rispetto ad un altro. E l’unico modo per poter ottenere un impatto reale sul pubblico, è dato dalla capacita di sprigionare questa energia che ogni brand ha. Questo è l’obiettivo che Caffeina si pone nei confronti di ogni nuovo cliente.

Tassi ci mostra come oggi per i brand si ponga una nuova sfida, che si concentra sul tema della rilevanza, poiché è l’unico modo per emergere sui social. E parlando di rilevanza bisogna fare i conti con il fatto che l’attenzione è un bene scarso; per questo per affrontare questo problema bisogna creare cultura, creare contenuto e infine sviluppare un impatto reale. Fondamentale per Tassi è considerare come i social media abbiano un impatto reale sul tutto il funnel di marketing, dall’awareness passando per la consideration fino ad arrivare al purchase. Per questo dovremmo considerare i social come un vero e proprio strumento di marketing.
A questo proposito Tassi espone quattro case studies di successo che confermano come partendo dall’awareness, Caffeina sia arrivata a incrementare il sell out.
- Un caso vincente soprattutto dal punto di vista dell’awareness e coinvolgimento è stato quello di Estathè, nel quale Caffeina rappresentava l’agenzia social e digital della marca. Un primo obiettivo era quello di sostenere il brand e il suo posizionamento “Thé Best” sui social, poiché la campagna aveva avuto successo in tv ma non sui canali social, mentre il secondo obiettivo era quello di coinvolgimento con la marca su tutta la linea di prodotto. Dal punto di vista di awareness con un’attività continuativa nell’arco di dodici mesi Caffeina e il brand sono riusciti a parlare a 4 milioni di persone, a ottenere 108 milioni di impression e quasi 2 milioni di interaction sui contenuti.
- Per raccontarci di un caso ben riuscito dal punto di vista dell’awareness correlata alla consideration, Tassi ci parla del caso Zymil, brand del gruppo Parmalat. La campagna digitale effettuata, aveva come obiettivo quello di aumentare la brand equity e awareness, e creare consideration sul brand di prodotto. Caffeina ha lanciato la campagna #alcentopercento scegliendo come testimonial principale Jill Cooper. È stata creata una video strategy ironica e divertente, con contenuti di impatto e ingaggio nei quali Jill Cooper faceva una parodia dei suoi vecchi video di fitness. Il contenuto è stato molto performante, tanto che una persona su quattro ha scelto di vedere interamente il video da 90 secondi.
- Santàl invece è il case study, nel quale Caffeina aveva come obiettivi lo sviluppo della consideration su nuove linee di prodotto e l’aumento dei purchase intent e della product trial. L’agenzia ha creato la campagna social “Fruttivendoli d’Italia”, nella quale quattro fruttivendoli che rappresentano la genuinità nel consiglio e nella ricerca di buon cibo in tutta Italia, raccontano i prodotti del brand. La campagna ha riscosso un ottimo successo raggiungendo 28 milioni di views al cento per cento. Ciò vuol dire che è riuscita a entrare nella mente delle persone e a emergere tra la molteplicità dei contenuti social. L’impatto sulle vendite generato dall’attività è stato del +8%.
- Infine l’ultimo caso presentato è quello di Nivea, nel quale è stata fatta una piccola campagna per verificare l’impatto dei social media sul sell-out. L’attività si è svolta in collaborazione con REM Lab dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con Beiersdorf e con un Health & Beauty retailer. È stata creata una promozione comunicata in store in 32 negozi, divisi in due macro insiemi da 16 punti vendita ciascuno ed eguale potenziale di sell-out. Al secondo macro insieme però, è stata associata una campagna facebook molto semplice con una call to action al drive to store. Negli store con la campagna geolocalizzata a supporto, si sono avuti risultati nettamente migliori rispetto agli store non associati alla campagna.
Tassi per concludere ci saluta con le 3 M dell’impatto che sono: messaggio, media e misurazione. Misurazione che si ha in KPI di marketing e non solo digital, per poter spiegare l’effettiva utilità che una campagna social può avere sui conti economici dell’azienda. Se ci impegniamo con questo approccio riusciremo a costruire un futuro ancora migliore per l’industry del digital.

