di Daniele Rosella

Questa volta è internet a prendere il sopravvento sugli altri media. Il caso wkl è su tutte le prime pagine dei giornali e nelle aperture dei tg. Si potrebbe dire che ha riportato tutti alla realtà del giornalismo d’inchiesta. La lezione che Assange ha fornito ai grandi dell’informazione e della terra è di quelle che si ricordano. Ci troviamo davanti ad un’azione informativa che è riuscita in un sol colpo a dare una lezione ai teorici del cross-mediale. La forza comunicativa della Rete è ancora una volta sotto gli occhi di tutti e, se nel caso della rivolta in Iran o dei fatti accaduti in Tibet in molti avevano plaudito alla democraticità di internet ed alla bellezza di questo nuovo mezzo che supera la censura dei tiranni, adesso in molti storcono il naso e puntano il dito contro la scelleratezza di un mondo (internet) nel quale non esistono regole e dove si annida, ancora una volta, l’ombra del complotto. Non sono tanto i contenuti venuti fuori a fare rumore quanto la capacità di arrivare a tutti che è caratteristica peculiare del web e che in questo caso è venuta alla luce con forza. E’ questa la cosa che fa più paura, perdere il controllo dell’informazione che soprattutto nell’arco del ‘900 è stata fondamentale per la gestione e la canalizzazione dell’opinione pubblica con le degenerazioni che spesso si sono avute e si hanno ancora. Nonostante si parli spesso delle capacità comunicative di internet sono rari i casi in cui esplodono bombe come quella di Wikileaks. La reazione a catena che genera l’immissione di un tale quantitativo di dati possiamo vederla già da qualche mese osservando come siano cambiate le percentuali di ricerca del termine Wikileaks o di Assange, non solo, questo ha portato gli internauti ad interessarsi maggiormente della guerra in Iraq ed a quella in Afghanistan. Certo, in questo caso l’argomento è sicuramente il primo motivo d’attrazione ma se non ci fosse stato il web, si sarebbe riusciti a fare la stessa cosa con gli stessi risultati? Forse la parte più bella deve ancora venire, perché adesso ci sarà la controffensiva ed il caro Assange i nemici se li è scelti con cura!


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