Con questa domanda si è aperto l’incontro di giovedì 13 gennaio 2011 tenutosi presso l’Università Cattolica di Milano con due rappresentanti di eCircle Italia: Chiara Piffaretti, Marketing Manager e Maurizio Alberti, Acting Managing Director.
eCircle è un’impresa fondata nel 1999 in Germania, (paese di cui rappresenta il mercato di riferimento) e, in un’ottica generale, oggi è la più grande azienda di email marketing d’Europa: si occupa di core business, lead generazione, consulenza e organizzazione di campagne dem. E’ presente in sei paesi del continente con uffici, oltre che in Germania, in Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Spagna e Italia.
L’Azienda ha deciso di condurre un’indagine in Italia con la collaborazione di MediacomScience, che potesse fornire un quadro d’insieme e che principalmente rispondesse alla seguente domanda: di fronte all’esplosione dei Social Network, cosa sarebbe successo all’email? Sarebbe stata sostituita?
eCircle è partita da una considerazione forte, riguardo al fatto che di solito si conoscono le azioni degli utenti ma non chi siano o come si relazionino nell’azienda dei SN. Il primo dato di rilievo ha dimostrato che Social Network ed email non si annullano o sostituiscono ma sono complementari. Sul campione di soggetti analizzati, il 100% di essi possiede un indirizzo email, l’87% è iscritto a newsletter aziendali e il 78% ad almeno un Social Network. Il 69% può essere raggiunto dall’azienda attraverso tutti e tre i canali.
Il profilo anagrafico degli utenti si è rivelato piuttosto equilibrato tra uomo/donna, mentre la fascia d’età più numerosa si colloca tra i 30/39 anni. Quasi ognuno degli iscritti fa parte di almeno due Social Network e la frequenza con cui li utilizza è molto alta: circa i tre quarti degli users vi accedono almeno una volta al giorno e in media ognuno ha 87 amici (la maggioranza ha 100/150 amici.)
Tra le piattaforme disponibili, l’indagine condotta in Italia ha mostrato con poca sorpresa che quello più utilizzato è sicuramente Facebook, con un ampio gap rispetto alle altre comunque ben note. Seguono casi molto indicizzati come Myspace e Twitter: il primo è utilizzato soprattutto dai 14 anni in su, è molto settoriale (soprattutto per la musica) e richiede delle conoscenze non proprio basilari (se si vuole modificare l’interfaccia, per esempio.) Il secondo invece attira una fascia di consumatori di età più alta.
Il passo successivo è stato quello di analizzare il profilo degli utenti: di fronte ad un panorama compatto, Twitter rappresenta l’unica eccezione con entrate e un livello di educazione molto alto. Risultati omogenei sono stati registrati anche per quanto riguarda il sesso, in questo caso con la sola eccezione di Badoo che presenta un numero elevato di uomini (il sito è usato soprattutto per il dating.)
Le piattaforme hanno come scopo quello di conoscere, guardare foto o video, creare e condividere contenuti. Il 50% su Fb e l’80% su Twitter si è iscritto per informarsi sulle aziende: i followers/fan sono compresi tra i 30/39 anni di età, producono un’entrata di 1000/2000 euro in media e hanno ricevuto un’educazione che arriva almeno fino alla maturità liceale. Essi vogliono ricevere informazioni sulle novità o bonus di sconto.
L’utilizzo dell’account di posta elettronica è legato alle comunicazioni private, alla ricezione di notifiche dei SN o per acquisti online. Il 95% controlla la propria casella almeno una volta al giorno e il 40% lo fa attraverso un dispositivo mobile. Dal sondaggio è risultato che più della metà degli utenti considera la pubblicità su newsletter informativa, piacevole, interessante.
A breve, avverrà la pubblicazione di un’indagine fatta a livello europeo inerente alle stesse questioni e che permetterà un confronto tra il modello italiano e il resto del continente.

