di Giulia Bonacina e Alexa Pesole
L’evento in sintesi
Quest’anno l’argomento centrale dello IAB Forum è di grande attualità: l’Agenda Digitale.
Al centro della discussione tutti i punti di cui si compone: banda larga, Smart Cities, alfabetizzazione, e-commerce e start up.
Punto di partenza è la rivoluzione in atto sul web che influenza profondamente il modo di concepire l’advertising online.
La dimensione mobile è stabilmente entrata nelle abitudini di milioni di persone che oggi fruiscono di contenuti web attraverso smartphone e tablet, trasformando la ricerca di informazioni e l’acquisto di prodotti o servizi in una opportunità disponibile ovunque ed in qualunque momento.
Come emerge da una recente ricerca condotta da Tradedoublera livello internazionale, “il fenomeno mobile modifica i pattern di ricerca e di acquisto, creando nuove forme di interazione fra canali tradizionali e digitali.”
Alcuni dati
Lo scenario attuale risulta nel complesso incoraggiante: nel 2012 la pubblicità online ha fatto registrare un +12% rispetto allo scorso anno, in netta contrapposizione ai media tradizionali, che subiscono invece un calo di investimenti.
Come rilevato in apertura della manifestazione dal presidente di Iab Italia Simona Zanette, a incidere è il cambiamento delle abitudini degli italiani, che spingono le aziende a investire nei media digitali. Un freno agli investimenti nell’online advertising è il dato relativo alla diffusione di internet nel nostro paese, ad oggi presente ancora solo in 5 case su 10.
Enrico Gasperini, presidente Audiweb, ha invece portato alla luce l’evoluzione del profilo degli utenti web: negli ultimi 4 anni si è assistito ad un incremento di utilizzo di internet da parte di fasce della popolazione una volta dedite alla sola TV, con un evidente exploit delle casalinghe (+57,2%), attirate soprattutto dai social network.
Per quanto riguarda l’e-commerce, Roberto Liscia – presidente di Netcomm – ha fornito alcuni dati che testimoniano un aumento considerevole del numero di acquirenti online (12 mln nel 2012 rispetto ai 9mln del 2011), con una crescita del 20% del fatturato del settore.
Nonostante questo, però, l’Italia è ancora il fanalino di coda dell’Europa, con solo il 4% delle aziende italiane presenti online a fronte della media europea, che si attesta intorno al 15%.
I commenti dal web.
A seguito dell’evento, sono stati espressi vari pareri.
Come avviene per qualsiasi argomento di rilevanza, alcuni sono soddisfatti e pieni di entusiasmo; altri invece, si sono rivelati più critici e molto meno ottimisti.
Abbiamo notato che tali commenti si diversificano a seconda della loro provenienza.
PARTECIPANTI
- INTARGET GROUP
“Secondo i nostri dati raccolti, i partecipanti alla manifestazione sono stati particolarmente generosi nel prestare attenzione al nostro stand.
Per noi di InTarget Group, IAB Forum 2012 è statala migliore edizione di sempre in termini di visite allo stand nonché di quantità e qualità dei contatti intrapresi.Probabilmente la mancanza degli stand dei big dell’editoria e dell’advertising online(Google, Yahoo!, Banzai per citarne alcuni) ha favorito una diverso orientamento dei visitatori, che rispetto ad altre edizioni abbiamo constatato essere più interessati all’effettiva ricerca di strumenti di business, e che hanno trovato nella nostra agenzia un valido interlocutore e un possibile partner per le proprie strategie di marketing digitale.”
SITI
- HUFFINGTON POST
“Alla fiera di Milano abbiamo trovato un’atmosfera positiva, intensa di richiami e sollecitazioni, per un comparto che, in Italia, è sicuramente ancora poco supportato e non fa i numeri degli altri paesi europei, ma che non smette di dare risultati.
Negli ultimi tre anni, le piccole e medie imprese italiane con un ruolo attivo nel marketing online, hanno visto una crescita delle vendite dell’1,2%, mentre quelle che ancora si affidano a semplici portali hanno subìto una flessione del 4,5%.
Durante le tavole rotonde del Forum, sono emersi spunti talmente interessanti che, ci hanno costretto ad affrontare in modo differente lo spinoso tema dell’evoluzione dell’editoria tradizionale verso quella digitale.”
- THE DAILY BIT
“Iab Forum 2012. E quest’anno di che cosa parliamo? Parliamo di numeri, cominciando dai dati: registrazioni in crescita (10.700, riportano i comunicati, attesi 13.000 visitatori), aumentato il numero degli sponsor (115), dei workshop (37), degli internauti, che non sai mai quanti sono davvero (27, 28, 30 milioni), che cosa fanno (giocano, chattano, comprano?
E se comprano, cosa comprano e come pagano? Domande prive di risposta perché qui si parla di pubblicità interattiva, anche se sarebbe meglio tacerne.
Perché parlando di numeri e di pubblicità online dobbiamo avere il coraggio di dire che dopo dieci anni non siamo andati ancora da nessuna parte anche se, rispetto a dieci anni fa, le condizioni sono leggermente migliorate.C’è più copertura, c’è più conoscenza e, nel contempo, maggiore ignoranza. Internet è un protocollo che permette di sfruttare opportunità straordinarie che vanno ben oltre l’adesione a un Social Network: formazione, informazione, intrattenimento.
Provate a vivere un mese con una connessione sufficientemente veloce e senza televisore e ve ne renderete conto. La prima differenza che noterete, incredibile, sarà proprio l’assenza di quelle fastidiose interruzioni pubblicitarie che tanto utili si rivelano quando solo sono finite le patatine o dovete andare in bagno.
Già, ma senza pubblicità come potrebbe essere messo in piedi tutto questo circo? Perché, in questo che è pur sempre l’unico evento di settore di un certo rilievo, di pubblicità si parla in termini remoti spacciandoli per novità. Non ci siamo. Insistere a parlare di affiliazioni, di email-marketing, di banner (sì, ascolterete anche questo) in una Internet profondamente cambiata rispetto a dieci anni fa, significa spacciare per moderni tablet le tavolette di cera e lo stilo.
Bene lo sanno gli addetti ai lavori, quelli seri, preparati, protagonisti del marketing digitale che, parlano di strategie, di piattaforme, di strumenti utilizzati ovunque tranne che qui, che osservano la stessa cosa: ma che cosa fa tutta questa carta in un evento in cui si parla di mondo digitale? Depliant di carta, comunicati di carta, volantini di carta, gadget di carta. Soltanto le hostess non sono cartonate. Questa è evoluzione digitale? No.
A parlare di evoluzione digitale del sistema Paese, sul palco troverete autorevoli membri la cui età media è vicina ai 60 anni. E allora, per coerenza, bisognerebbe affidare la sigla finale di questa edizione dello Iab Forum a Mina, scegliendo nel suo repertorio il brano intitolato “Parole, parole”. Quello in cui per le caramelle non c’è più spazio.”
BLOG
- REPUBLICQUEEN
“La scorsa settimana sono stato allo IAB Forum di Milano. Dire che è stata una fiera in tempo di crisi non è il solito luogo comune. Si capisce camminando tra gli stand, raccolti su un unico piano, non tanto per l’assenza di multinazionali come Google e Microsoft, quanto per il messaggio che arriva dalle aziende presenti. Infatti, al di là delle etichette e degli intenti del Forum c’è poca comunicazione etanta – troppa – tecnologia. Le agenzie puntano tutta la loro offerta commerciale su software, tool ed algoritmi proprietari, sicuramente più facili da vendere a pacchetto, piuttosto che su strategie di comunicazione, creatività e metodologie di lavoro.
Così gli obiettivi di comunicazione vengono abdicati per quelli di performance e le commodities tecnologiche cercano di nascondere strategie e metodologie inesistenti.”
- PMI-DOME
“Il programma dei workshop – svoltisi in sessioni parallele nelle sale separate della fiera – è stato sicuramente molto apprezzato. Nonostante in molti casi gli eventi formativi tenuti dalle aziende del settore della comunicazione digitale abbiano preso una deriva molto commerciale basata sulla presentazione di soluzioni e strumenti venduti dalle stesse aziende che tenevano i workshop, è indubbio come il livello di approfondimento sia stato adeguato alle aspettative.
Oltre che nei workshop tematici l’incontro tra aziende e operatori del settore si è concretizzato nella vasta area espositivadove decine di società specializzate in comunicazione e soluzioni di marketing digitale hanno avuto modo di presentare nel dettaglio i propri servizi e le soluzioni commercializzate.
L’edizione 2012 dello IAB Forum si conferma – per vari motivi – come uno degli eventimaggiormente meritevoli di attenzioneper gli addetti ai lavori dei più vari ed eterogenei settori digitali. Tuttavia giunta alla decima edizione la formula della manifestazione, e soprattutto la tipologia dei contenuti e degli interventi, deve ridefinire la propria identità. Proprio a causa della palese ambizione della manifestazione, che in passato si è effettivamente segnalata come un momento di incontro di rilievo assoluto per pionieri e innovatori aggregati dal pretesto dell’advertising digitale, pare giunto il momento per gli organizzatori di definire una nuova identità più chiara e dedicata: è un evento dedicato all’innovazione digitale e al sistema Italia aperto a tutti gli innovatori, oppure un momento di riflessione e di incontro commerciale per chi opera nel marketing digitale?”
- WEB MARKETING BLOG, COMUNICARE SULLA RETE
“Anche quest’anno sono stato allo IAB Forum di Milano. Chiunque si occupi di Web Marketing e New Media non può fare a meno di partecipare a questo evento che, giunto alla decima edizione, è ormai un must per gli addetti ai lavori.
Prima considerazione a caldo: quest’anno c’è meno gente del solito. Per comodità dicono tutti che la colpa è della crisi. Sarà vero? Potrebbe essere cosí, visto che io stesso ho timbrato il badge solo il secondo giorno.
Qualche curiosità: a differenza degli altri anni ci sono più giovani, ma le cravatte non diminuiscono. Una cosa che valeva anche gli anni scorsi: allo IAB trovare un bagno è un’impresa titanica.
Ma la volete sapere la novità più bella di quest’anno allo IABforum?Il sushibar.”
SOCIAL NETWORK
Ø LINKEDin&TWITTER: Cronache dallo IABforum 2012
“Praticamente “a caldo”, desidero condividere alcune sensazioni riportate dai 2 giorni passati all’evento 2012:
1. Tutto sommato, una manifestazione sottotono per qualità delle presentazioni, a parte le due superlative di Oscar Giannino e Roberto Liscia, per consistenza degli espositori, ridotti in numero e in spazi.
2. In notevole crescita, invece, i registrati, che mi dicono essere arrivati a quota 12.000, con circa 4.000 presenti e “tutto esaurito” nelle sale.
Il primo giorno, però: il secondo la sala conferenze nelle sessioni plenarie era piena per meno della metà…
3. Ma come? Il mercato Web cresce per pubblico, investitori, somme investite e la manifestazione va indietro?
“Radio Serva” mi dice che questo è il risultato di alcune faide interne allo IAB che hanno generato tensioni e spaccature… Ci saranno sviluppi?
Ma forse, le cause vanno anche cercate in altri fattori: la crisi, che taglia budget e “sogni sul futuro”, il consolidarsi di un settore che aumentando di consistenza riduce il suo effetto “novità”, la difficoltà di “cavalcare” un evento che raggiungendo dimensioni importanti chiede piani e strutture dedicati…
Tant’è, che riflettendo il mood dei Twittanti l’orgoglio di esserci è apparso ridursi, mentre sono stati pubblicati molti commenti critici:
– micheleficara @micheleficara: “Forse nessuno si rende conto che il popolo #digitale progredisce indipendentemente dalle chiacchiere analogiche sentite a #iabforum”
– Marco Piva @Socialagencyita “#iabforum sala gremita di giovani…i vecchi stanno sul palco! l’anno prossimo facciamo il contrario?”
– michelataccheri @mictac “Delusa dallo #iabforum mi rimetto alla ricerca di idee originali per il mio settore #marketing #advertising”
4. Anche le aree espositive, molto meno frizzanti degli anni scorsi, hanno mostrato un tono dimesso, con ben poche novità da presentare. Su tutti, un paio di Tweet significativi:
– Alessandro Raguseo @raguale “#iabforum ho notato che la lunghezza delle (mini)gonne delle signorine agli stand era quasi perfettamente proporzionale alle idee esposte”
– Salvatore Canfora @SasaFreek “Le hostess agli stand sono la vera #digitalopportunity #iabforum.”
In conclusione, negli anni passati ho seguito sessioni davvero interessanti, sia di esperienze che di tendenze sociali e numeriche, ho visitato espositori con molte novità, ho incontrato persone piene di idee.
Quest’anno, tutto in forma molto ridotta. Segno dei tempi, o incremento delle mie aspettative?

