di Valentina Consiglio e Ylenia Marino

eCommerce, opportunità digitale per aziende e consumatori

 

Roberto Liscia-Presidente di Netcomm-consorzio del commercio elettronico italiano, durante il suo intervento allo IAB forum 2012 ha presentato il nuovo scenario dell’eCommerce in Italia partendo dal ritardo che il nostro paese ancora soffre rispetto al resto d’Europa. Dai dati è possibile vedere come ad oggi soltanto il 4% delle aziende italiane ha affrontato il passaggio all’online, contro una media europea del 15% e un obiettivo dell’agenda digitale del 33%. A fronte di ciò, cresce il numero degli acquirenti online italiani (da 9 a 12 milioni dal 2011), cresce del 20% il fatturato complessivo del settore e matura la consapevolezza delle aziende verso il canale in un’ottica di crescita da locale a internazionale.(ricerca, basata su interviste dirette ai principali operatori, condotta dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-Politecnico di Milano)

“Quasi 3 milioni di nuovi acquirenti online si sono affacciati su questo canale lasciando sorpresi gran parte degli operatori del settore”

Questo balzo è da attribuire a tre ragioni principali: la crisi, che ha fatto rompere gli indugi agli internauti ancora incerti e insicuri; la forte diffusione degli smartphone, con 30 milioni di possessori, che ha reso più facile l’accesso a internet educando e creando il cosiddetto fenomeno “me too” che porta a modelli di consumo di massa; infine l’evoluzione dell’offerta delle vendite di abbigliamento sul modello delle Cash sales e l’offerta di coupon di servizi locali fortemente scontati che hanno dato una scossa al mercato Crescono tutti i principali settori commerciali. Bene soprattutto l’Abbigliamento che anche quest’anno fa registrare l’incremento più elevato (33%) Ottimi, soprattutto se paragonati a quelli dei canali tradizionali, i risultati dell’Informatica ed elettronica di consumo che, trainata da Amazon e da eBay.it cresce del 27% circa rispetto al 2011. Più statica invece la situazione per l’Editoria, musica e audiovisivi (+11%), nonostante le buone performance di alcuni player (come Amazon e IBS.it).(‘Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano)

Il confronto con i principali mercati occidentali evidenzia  un buon stato di salute dell’eCommerce italiano, che cresce a ritmi superiori rispetto a UK (+11% nel 2012), Francia e Germania (+12%) e USA (+14%) anche se in valore assoluto le differenze sono importanti perchè Il mercato italiano è un sesto di quello inglese (60 miliardi di euro), un quarto di quello tedesco (39 miliardi) e quasi la metà di quello francese (2 miliardi)”.

Il Mobile Commerce – inteso come il valore delle vendite al consumatore finale da parte delle aziende con operatività in Italia, mediante mobile site o Application per smartphone – passa da 74 milioni di euro nel 2011 a 180 milioni nel 2012. II 53% delle vendite via mobile è riconducibile ai prodotti e il 47% ai servizi. Il 90% circa delle aziende ha inoltre sviluppato una presenza sui Social Network. L’80% è attivo su almeno due Social diversi, il 60% addirittura su 3. Facebook è lo strumento più adottato (84% delle aziende), seguito da Twitter (70%), Youtube (58%)e, Google+ (34%) . Rispetto al 2010, i consumatori comprano più spesso (47%), spendono di più (48%) e diversificano maggiormente i propri acquisti (45%). Aumenta la loro fiducia nel mezzo e anzi, il 23% di chi ha iniziato a comprare online nell’ultimo anno non si è fermato al primo acquisto.

Emerge sempre più una popolazione per cui comprare online è diventata una vera e propria abitudine di consumo. Osserviamo infatti una diffusione sempre maggiore dell’e-commerce e assistiamo a un innalzamento delle fasce di età degli acquirenti il cui 30% ha più di 50 anni. Inoltre, se l’87% compra da casa, il 3% utilizza il proprio smarthphone o tablet; ben il 48% predilige l’orario serale o notturno per effettuare la transazione e tra i settori più gettonati troviamo, novità assoluta, il benessere, con una spesa media di 172 euro.

L’acquisto serale e notturno – dunque al di fuori degli orari di apertura dei negozi offline – è un’abitudine del 48% dei rispondenti. Un dato interessante per i commercianti, che devono cominciare a pensare a un approccio multicanale alle vendite se non vogliono perdere una cospicua fetta di clienti. In generale comunque poter acquistare ovunque ci si trovi e indifferentemente in vari momenti della giornata (41%) cattura una buona porzione dei rispondenti, che per il 60% paga con carta di credito e solo nel 12% dei casi paga invece in contanti alla consegna.(indaginesvolta su 30 operatori del settore e-commerce e 62.000 utenti Internet, navigatori e acquirentisui comportamenti d’acquisto online, nata dalla collaborazione tra Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e Contactlab,  Report 2011)

 

 

 

 

 


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