a cura di  Martina Tallachini e Lorenzo Zoppolato

THE FOOL – LA TV SU TWITTER

Gli Influencer: identificarli all’interno delle community, valutarli e collaborare con loro. Relatore: Matteo G. P. Flora, Amministratore The Fool

The Fool è una startup milanese guidata dall’imprenditore italiano Massimo Giacomini e dall’esperto di web Matteo G.P. Flora.

Dal 2008 si occupa di fornire servizi di consulenza per la stesura di strategie volte all’Audit, al fine di valutare e controllare dati e procedure.

Inoltre si occupa di social media marketing, protezione della proprietà intellettuale e rimozione dei contenuti.

A questo proposito The Fool ha creato due piattaforme: ConversationFlow™, per gestire e monitorare i commenti sulle piattaforme Facebook, WordPress, Joomla, Disqus o su sistemi custom del cliente e Beholder™Reputation, per rintracciare precisamente le conversazioni lesive dell’onore e della reputazione del Top Management, di personalità del mondo di cinema e spettacolo, di politici e di professionisti.

Il servizio Beholder™ nasce dalla profonda esperienza di The Fool nella ricerca, individuazione, catalogazione ed elaborazione di contenuti presenti nel Web.

Grazie a questi strumenti è possibile intervenire in caso social crisis management e produrre settimanalmente o mensilmente il Report ed Analisi per il Management sullo Status della propria condizione sulla Rete e sulle maggiori criticità rilevate.

Durante lo IABseminar The Fool ha presentato una ricerca nella quale viene studiata l’integrazione dei social network con programmi televisivi, con l’obiettivo di individuare gli influencer attraverso analisi di “ascolto” dei flussi comunicativi.   Gli influencer giocano un ruolo cruciale nelle dinamiche dei social network poiché essi hanno il potere di “produrre effetto senza esercitare forza o ordine diretto.” L’influencer genera negli altri un’azione che varia a seconda del brand e del social preso in questione. Gli influencer sono difficili da individuare all’interno della community soprattutto quando i numeri si fanno importanti, tuttavia riconoscerli e scoprirli permette di considerarli come degli interlocutori validi nei confronti dei quali interfacciarsi nel momento in cui si vuole mettere in campo una strategia comunicativa vincente. Essi rappresentano, per definizione, non solo dei semplici partecipanti alla conversazione, bensì persone che orientano la conversazione stessa.

La ricerca presentata mostra i dati monitorati dal 1° luglio 2012 al 25 novembre 2012 e descrive le discussioni sui 40 programmi italiani più popolari. (Nota: nonostante l’ingente mole di dati che vengono trattate per questa analisi è bene precisare che questa mole di dati non sono definibili come “big data”).

The Fool ha utilizzato diversi metodi per individuare gli influencer. La prima strada intrapresa è stata quella di ricercare gli utenti più popolari. Non sorprende in questo caso scoprire che l’account con più “menzioni” è quello di XFactor 2012.

La seconda analisi è definita KeyWord Analysis, ovvero vengono individuati gli Hastag maggiormente utilizzati e anche in questo caso è“#xf6” che spopola nelle conversazioni.

La terza è quella relative alle Impression, ovvero al numero di tweet moltiplicato per il numero di followers (una sorta di “potenza” comunicativa).

Analizzando questi dati si può notare che molti utenti unici sono condivisi, ovvero discutono e ingaggiano conversazioni non solo relative ad un singolo programma televisivo, bensì “partecipano” socialmente a molte trasmissioni televisive. Si può dunque sostenere che le persone che utilizzano gli strumenti di social networking non devono essere considerati come fossero dei silos che “ingaggiano” conversazioni solo riguardanti un determinato programma televisivo. Un esempio è il programma televisivo Piazza pulita che condivide con lo show XFactor2012 circa 2500 utenti.

La seconda considerazione è relativa alle Impression e a chi genera maggior “potenza comunicativa”.  Infatti all’interno dello scenario “La tv su twitter” possiamo notare che il 50% delle impression sono generate da 20 account, e il 73% delle impression totali è generato dai primi 1020 account. Attraverso questi dati è possibile capire in maniera ancora più evidente che gli influencer giocano un ruolo cruciale nella comunicazione, diventando dei veri e propri punti di riferimento.


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