Continua la pubblicazione degli articoli dei nostri studenti relativi agli interventi allo IAB Seminar del 5 marzo. Oggi è la volta di Sems e Seo Services

Inbound marketing, l’utente al centro della strategia search

di Ylenia Marino e Arianna Longhi 

Alessandra Pedrazzoli, Search & Performance Services Manager di Sems e Andrea Scarpetta, Head of SEO Services, durante il loro intervento allo IAB Seminar del 05 Marzo 2013, ci hanno parlato di Inbound Marketing, sottolineando la posizione e la rilevanza dell’utente al centro della strategia search.

Ma cosa si intende per inbound marketing? Con questo termine, ancora così poco diffuso in Italia, si intende il processo attraverso il quale è l’utente a cercare l’azienda, esso sposta infatti l’attenzione, non più sul motore di ricerca ma sull’utente, che adesso va posto al centro. Serve infatti, per raccogliere tutte le fonti di traffico gratuite per un’azienda.

L’intervento inizia con una importante considerazione, ovvero che ad oggi si assiste ad una vera e propria contaminazione tra SEO e PPC. Possono essere considerati complementari, ed è sempre più spiccata la sovrapposizione tra questi due mondi.

Tra SEO e PPC vi sono diversi punti di contatto, entrambi colpiscono lo stesso territorio, possono puntare agli stessi device, agli stessi contenuti, e possono essere incentrati su quello che è il motore di ricerca, sempre posizionato al centro, in quanto finora considerato canale privilegiato di marketing. Adesso però, le cose stanno un po’ cambiando, generalmente si sono sempre attribuite le conversioni e gli acquisti all’ultimo click e nel corso degli anni questo rappresentava il punto di vista senz’altro più semplice da considerare. Ma oggi cambia lo scenario di riferimento, cambia il panorama dei social media, si assiste alla nascita di strumenti nuovi, e risulta quindi fondamentale porsi nuove domande e rispondere con l’ausilio di questi nuovi strumenti.

Si assiste così ad una importante rivoluzione,  si continuano a seguire i principi di SEO e SEM, ma viene riconosciuta l’importanza ed il valore generato dai social. E’ infatti opportuno comprendere appieno i nuovi strumenti, tra i quali: blogs, video su youtube, infografiche, DEM; ovvero tutti quegli strumenti in grado di fornire nuovi dettagli sugli utenti, e che consentono di tracciarne il percorso effettuato, prima di arrivare al sito interessato. Tutti questi strumenti sono in grado di influenzare l’utente nel suo percorso prima di arrivare al sito vero e proprio.

L’inbound marketing migliora l’efficienza del marketing tradizionale. E’ senz’altro meno caro, piuttosto che comprare spazi pubblicitari, acquisire liste di e-mail, commissionare materiale cartaceo, si può creare un blog, aprire gratuitamente un account su Twitter/Facebook, ed insieme, se ben gestiti possono convogliare verso il sito migliaia di potenziali clienti. Fare inbound marketing significa principalmente creare contenuti e discuterne. Con l’inbound Marketing inoltre vi è una migliore targetizzazione, si raggiunge un’utenza che dimostra interesse verso i contenuti trasmessi e che quindi è interessata ai prodotti dell’azienda.

A. Pedrazzoli ed A. Scarpetta, ci portano come testimonianza il Caso Douglas.

Il famoso brand che si occupa di profumeria, ha scelto SEMS, come società di consulenza per il Search Marketing, per intraprendere insieme un percorso evolutivo che porti al rilancio del proprio sito e-commerce ed accrescere la brand awareness di Douglas in Italia.

Il progetto è inserito in un contesto di investimenti finalizzati ad incrementare le vendite online attraverso intense attività di SEO e PPC.

Per analizzare i touch point e vedere le fasi che portano gli utenti al sito è stato utilizzato Google Analytics; prendendo in analisi i mesi di Dicembre 2012 e Gennaio 2013 utilizzando i canali di ricerca sia a pagamento che di ricerca organica.

Nel mese di Dicembre, notoriamente il mese più propenso per l’e-commerce, è emerso come il PPC abbia notevolmente favorito la ricerca organica, in quanto molte conversioni da organico sono state precedute dal paid.

Con questo però non si vuol mostrare come la ricerca organica sia migliore di quella a pagamento, ma è un perfetto esempio di come  i due siano fortemente influenzati in maniera reciproca.

Fulcro di tutto l’intervento, come più volte sottolineato da Alessandra Pedrazzoli e Andrea Scarpetta, è come gli operatori del settore debbano avere una particolare attenzione per l’utente. Occorre trasformarsi in ottimi ascoltatori, saper prendersi cura dell’utente, non considerarlo soltanto un numero, ma una persona, cercando di farlo diventare un acquirente o meglio ancora un fan. Mai fermarsi alle apparenze, è opportuno andare oltre, essere in grado di  analizzare i dati che i nuovi strumenti mettono a disposizione per poter capire come investire meglio il budget  per soddisfare le esigenze degli utenti, e creare sempre più successo per il proprio business. Fondamentale adottare un nuovo livello di approfondimento e di comprensione per l’utente, che da oggi assume un ruolo centrale!

 


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