dalla Redazione del Blog
Giovedì 17 ottobre l’aula n111 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha riunito gli studenti della nuova edizione e di quella precedente del Master “Comunicazione, Marketing Digitale, Pubblicità Interattiva” in occasione della conferenza “Internet tra libertà e mercato: media, persone, aziende”. Presieduta dal Direttore scientifico del Master Fausto Colombo, hanno partecipato anche Daniele Bellasio, social media editor de Il Sole24Ore, Giovanni Boccia Artieri dell’Università di Urbino Carlo Bo e Simona Zanette, Presidente di IAB Italia. All’ordine del giorno anche la premiazione degli studenti dell’a.a. 2012-2013 vincitori delle quattro borse di studio messe a disposizione da ALMED, IAB Italia e Yahoo!.
Un tema delicato ed attualissimo come il rapporto tra libertà e mercato in riferimento alla rete ha proprio il compito di

offrire alle nuove leve una prima veduta d’insieme sulla rete, il loro pane quotidiano in futuro, e la sua stretta relazione con l’economia e il lavoro. Fausto Colombo, infatti, ha esordito mettendo in risalto l’espansione di Internet non solo a livello culturale, ma anche in termini di fatturato e
in raccolta pubblicitaria e lancia un interrogativo: c’è ancora libertà?
La crescente complessità della rete, dei suoi meccanismi e l’incessante nascita di opportunità ad essa legate, ha modificato radicalmente i metodi di fruizione e, al tempo stesso, ha reso sempre più evidente la necessità di una regolamentazione, magari lontana dagli schemi tradizionali a cui siamo abituati. Oggi le informazioni sono condivise e condivisibili da tutti, è nata una legge sulla Privacy e “…c’è una industry che crea nuovi posti di lavoro, che ha un peso sul PIL- afferma Simona Zanette – non siamo meno liberi di prima, ma abbiamo iniziato a ragionare su come utilizzare questa libertà e ad imporre delle regole”.
Più rapidi e istintivi sono i mutamenti nel metodo di fruizione di un medium da parte degli utenti, molto più lente e diffidenti sono le aziende nostrane nel ripensare i propri modelli di business in relazione a tali cambiamenti. Come fa notare Daniele Bellasio, l’Italia dimostra ancora una volta la sua rigidità culturale, burocratica ed economica di fronte alle novità. Un pensiero va proprio ai grandi gruppi editoriali, che si sono attardati a comprendere la velocità del cambiamento e, smossi dalla crisi, cercano di svecchiare e adeguare il proprio business senza stare troppo sulla difensiva, in una realtà in cui blogger indipendenti mettono in discussione i grandi potentati. Il fatto è che il nostro paese deve ancora rendersi conto che, in realtà, il confine tra economia digitale e tradizionale si è assottigliato fino a coincid

ere. Due eventi piuttosto lontani l’uno dall’altro convalidano questo piccolo grande dettaglio: Twitter ha scelto di quotarsi alla borsa tradizionale e non al Nasdaq, mentre nel frattempo i cittadini cinesi devono affrontare le insidie della censura tanto nelle piazze quanto di fronte ad uno schermo. Questo innesca anche il problema della distribuzione dei contenuti e delle informazioni: distribuzione assoluta o controllata? Ancora una volta, Giovanni Boccia Artieri, pone l’accento sul bisogno di uscire fuori dai paradigmi classici e abbattere questo muro di gomma, “le imprese dovrebbero imparare che la massima circolazione dei contenuti si trasforma in un vantaggio per l’impresa stessa”. La vera sfida, quindi, è lavorare sulle economie morali: “è evidente che servono delle forme vincolate, ma attraverso un nuovo modo di concepire il mercato nell’era digitale” apostrofa Boccia Artieri. Guardare agli altri, in particolare ai paesi dell’Est Europa, costituisce un prezioso aiuto. L’economia digitale della Russia, per esempio, cresce in modo esponenziale e veloce, perché? “Paesi come la Russia sono una tabula rasa” spiega Simona Zanette, mentre noi abbiamo dovuto superare i freni posti dai palazzi. Le difficoltà sono quindi sia oggettive che culturali, “di certo non si può cambiare senza costruire un modello di business di successo”. A quest’ultimo punto si collega la questione dell’identità, da alcuni considerata la croce dell’economia digitale, al punto che Bellasio ha pronosticato una futura esibizione dei documenti online. Altri, come Boccia Artieri, invece, la reputano un plus, sempre facendo riferimento ai cittadini che vivono sotto regimi politici. L’identità online e il diritto all’oblio incidono sul modo di presentarsi sul mercato , bisogna comunque garantire una qualche uniformità nel tempo collegata ad una presenza offline definita.
Queste sono state le ultime battute di una conferenza su un tema tanto vasto quanto interessante e ricco di spunti. L’incontro è proseguito con la premiazione dei 4 studenti vincitori delle borse di studio, un’occasione per il Master di dimostrare il suo impegno costante nella ricerca di nuove soluzioni per premiare gli studenti e per dare degli incentivi agli albori delle loro carriere. Come ha affermato Fausto Colombo “Le borse di studio sono il modo di dire stiamo lavorando per voi”, cogliendo l’occasione per onorare la memoria di chi ha dedicato la sua vita a questo mondo e al master, ma che adesso è andato avanti.

Sono state erogate due borse di studio con il contributo di IAB dedicate ad Emiliano Cappai e a Serena Belloni, due persone speciali perché ritenevano che trasferire la propria conoscenza ai giovani fosse un valore aggiunto. Le borse di studio sono state consegnate agli studenti personalmente dalle famiglie di Emiliano e Serena.
A Mauro Valentino è stato assegnato il contributo dedicato ad Emiliano Cappai: con la sua curiosità e passione per il SEO Mauro dimostra la verità di quanto affermato dalla sorella di Emiliano: “La differenza nella vita la fa la passione, quella vera non quella finta”.
Ilaria Pochetti ha avuto l’onore di ricevere la borsa dedicata a Serena Belloni, una professionista che ha lavorato con passione fino all’ultimo, mettendo a disposizione i suoi preziosi consigli e la sua esperienza durante il suo insegnamento al Master, e che ha dimostrato quanto siano fondamentali la dedizione e l’amore per il proprio lavoro.
ALMED ha erogato una borsa a favore di Federica Mordini per i suoi voti brillanti e il suo impegno costante.
Infine Federica Munaron, che si è distinta per la sua curiosità e le sue capacità analitiche, ha vinto la borsa offerta da Yahoo!.
Un rinfresco ha sancito il termine della conferenza, proponendosi come un momento più informale di incontro e confronto per studenti, professionisti e professori.
Un profondo ringraziamento da parte dei direttori, dei docenti e di tutto il Master ai partecipanti, in particolare alle famiglie di Emiliano Cappai e Serena Belloni, a Davide Corcione e Francesca Romagnoli di Yahoo!, a Paola Marazzini di Google e a tutti i soci IAB che hanno preso parte all’iniziativa.
Un grosso in bocca al lupo per gli studenti premiati e per i nuovi studenti dell’anno accademico iniziato.
