Con grande piacere il 23 gennaio siamo stati ospitati da Yahoo presso la propria sede italiana. E’ stata una giornata ricca di spunti interessanti. Abbiamo chiesto a una nostra studentessa, Elena Varini, di raccontarci questa esperienza. Un sentito ringraziamento va a Davide Corcione e Francesca Romagnoli, di Yahoo, per aver organizzato questa bella e intensa giornata.

di Elena Varini

Come da consuetudine, anche quest’anno si è svolto lo YahooDay. Una giornata intensa e stimolante in cui viene data la disponibilità agli studenti del Master in Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità Interattiva dell’Università Cattolica di vedere da vicino la realtà di una delle società più interessanti in ambito digitale.

Nell’ultimo periodo Yahoo è stata spesso al centro di notizie per i numerosi cambiamenti che hanno portato all’evoluzione di una delle più longeve Internet corporation. Nel luglio 2012 grazie all’arrivo di Marissa Meyer nel ruolo di CEO e alle conseguenti (numerose) acquisizioni di start-up, la multinazionale americana si è saputa elevare diventando sempre più influente in tutto mondo.

Un segno prepotente della crescente popolarità lo si ha avuto nel luglio del 2013 quando Yahoo è ritornato ad essere il sito più navigato degli Stati Uniti, sorpassando di qualche milione Google.

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il logo di Yahoo. (Foto: Giusy Zaccone)

Yahoo è molto di più di un semplice motore di ricerca, poiché si propone di coprire tutti quelli che sono i servizi di interesse per l’utenza, rafforzando l’esperienza del vissuto digitale.

I contenuti editoriali, sempre più rilevanti all’interno del portale italiano, sono uno dei punti di forza di Yahoo. Lo stile, dinamico e personalizzato, combacia con la qualità del servizio offerta. L’homepage si presenta, fin dal primo momento, come un contenitore di notizie variegato adatto per ogni tipologia di utente. Dalla finanza al lifestyle, dalle notizie allo sport, dallo shopping alla sezione amore.

La fonte della creatività dell’azienda è Yahoo Studio, un team che si occupa di sviluppare progetti appositamente per gli advertisers. Grazie all’offerta trasversale delle piattaforme proprietarie si può garantire soluzioni a 360° sfruttando le possibilità di una strategia offline/online.

Ogni progetto è accompagnato dalla creazione di contenuti editoriali originali, creando un valore aggiunto per il consumatore. Lo scopo è quello di capire i clienti, soprattutto seguendo i loro comportamenti, per poter successivamente comunicare in maniera efficace l’allure del brand al target d’interesse.

Durante la nostra visita abbiamo anche avuto l’occasione di discutere su alcuni dei temi più importanti riguardanti il vasto mondo dell’Online Advertising. Yahoo, assai attenta ai trend attuali, è spesso anche anticipatrice di veri e propri fenomeni inerenti al business sul web.

Gli investimenti pubblicitari online, sia per quanto riguarda in link sponsorizzati che in banner grafici, stanno crescendo enormemente arrivando a toccare un 18,6% in più rispetto al passato nel solo territorio italiano.

Nel corso degli anni l’esperienza multimediale dell’utente è diventata sempre più frammentata soprattutto grazie all’ausilio di diversi devices come smartphone, tablet e notebook.

Dentro Yahoo. (Foto: Giulia Giovannini)
Dentro Yahoo. (Foto: Giulia Giovannini)

Yahoo si è dimostrata assai attenta alle tendenze online puntando in maniera consistente e persistente sui contenuti fruibili attraverso i dispositivi mobile.  Le recenti acquisizioni di Aviate e Bread, volute da Marissa Meyer, hanno confermato la strategia intrapresa fino ad ora mettendo in risalto l’azienda all’interno del panorama mondiale.

Inseguire il consumatore attraverso le varie piattaforme, sapendo riconoscere i bisogni e le esigenze dell’utente in concomitanza con le dinamiche pubblicitarie diventa una vera e propria sfida per le società che si occupano di comunicazione digitale, S. Yahoo, nel ruolo di publisher, risulta essere assai attento alle dinamiche di compra-vendita di impressions.

In quest’ottica si colloca il Programmatic Buying, una delle innovazioni più apprezzabili riguardanti quest’ultimo periodo. Si tratta di una tecnologia utilizzata per indirizzare i messaggi pubblicitari in maniera automatizzata in tempo reale ai contatti che corrispondono al target desiderato; in questo modo vengono incorporati la maggior parte dei processi che intercorrono tra le concessionarie di pubblicità e i centri media. Il sottoinsieme più importante di Programmatic Buying è il Real-Time Bidding (RTB), protocollo in grado di fornire agli acquirenti l’accesso ad inventory in cui è inserito il volume dei prezzi che si è disposti a pagare. La modalità utilizzata è quella dell’asta, sebbene sia possibile attuarla solo in appositi mercati virtuali in cui concorrono molteplici acquirenti per ogni singola impression.


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