di Alberto Fenaroli e Federica Virgili

Facebook sta lavorando a “Facebook at Work”, una versione business della piattaforma che potrà essere utilizzata dai dipendenti delle aziende.

Da quanto si capisce finora, dovrebbe essere un ambiente che, a sceltfacebooka dell’utente, potrà essere distinto dalla sfera più personale; in questo modo identità lavorativa e privata potranno restare separate.

La notizia è stata data dal Financial Times (FT) e per ora non è ufficiale. Secondo il quotidiano finanziario inglese il sistema è ancora in fase di sperimentazione e per questo motivo Facebook non ha smentito né confermato queste indiscrezioni.

Stando alle notizie fornite, Facebook at Work sarà un servizio separato dal classico Facebook, ma avrà un design e funzionalità molto simili a quelle del social network, in modo da rendere più semplice il suo utilizzo da parte di chi ha già un profilo.

Sarà possibile creare e salvare documenti, che potranno essere condivisi con colleghi di lavoro che a loro volta potranno modificarli con un sistema che ricorda quelli già offerti da tempo da Microsoft tramite la sua versione di Office online e da Google con il suo servizio Drive. L’articolo parla anche di sistemi per la chat e per inviarsi email, che in una certa misura potrebbero rimpiazzare il servizio Outlook di Microsoft o Gmail di Google.

Facebook ha iniziato a lavorare a questo progetto circa un anno fa e da qualche tempo sono iniziate le prime sperimentazioni, che interessano un numero ristretto di aziende. Parte dello sviluppo del nuovo prodotto è avvenuta a Londra, nel Regno Unito, e la fase di test proseguirà ancora per qualche mese fino alla presentazione ufficiale. Al momento non è ancora chiaro quando sarà presentato, ma l’iniziativa rispecchia quanto ha sostenuto in più occasioni Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, che ha parlato spesso delle grandi possibilità ancora aperte per il suo social network in ambiente lavorativo.

Questa ambizione, però, anche se verrà confermata troverà davanti a sé alcuni ostacoli.

Fino ad ora le aziende non hanno visto in Facebook grandi potenzialità per i loro affari, bensì una minaccia per la produttività dei propri dipendenti. Molte società impediscono infatti l’accesso al social network dai loro computer, nel timore che il sito possa diventare una perdita di tempo e distrarre gli impiegati.

Il Financial Times parla così della possibilità di «un nuovo sito», esterno al social, che utilizzi solo le credenziali di accesso di Facebook in modoì da limitare la percezione di danno da parte delle imprese. Resta però la concorrenza. Viene facile pensare a LinkedIn e ai suoi servizi per le aziende e a Microsoft (in particolare le funzioni di Yammer dentro Office), Google Drive, Salesforce e Ibm per le funzioni per il lavoro collaborativo. Quest’ultima sta lavorando su un’offerta business insieme a Apple, animata da obiettivi simili a quelli di Zuckerberg.

Si stima che ogni mese circa 1,35 miliardi di persone si colleghino almeno una volta a Facebook attraverso i loro profili, e grazie alle pubblicità mostrate sul sito la società ha iniziato a produrre considerevoli ricavi. Il nuovo servizio per il lavoro sarà gratuito, almeno nella sua fase iniziale, ma potrebbe essere poi reso a pagamento per le aziende come avviene con le applicazioni per la produttività di Google e con le versioni per le aziende di Office di Microsoft.

I social network dopo anni di crescita rapidissima si confrontano con l’ipotesi che il mercato possa essere saturo. Un’opportunità di rilancio può venire dai tool collaborativi usati dalle aziende.  Facebook ha bisogno di integrarsi nella vita delle persone anche dentro l’azienda, cercare nuovi mercati e affermarsi come piattaforma. Un luogo che dopo il login, diventa una porzione di internet da cui non uscire.

Per potersi affermare, la sfida di Facebook at Work sarà quella di dimostrarsi uno strumento utile per migliorare i rapporti lavorativi e la produttività, mettendo in evidenza le caratteristiche che lo differenziano dal classico Facebook.


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