di Ilenia Labbozzetta

Andrea Febbraio è un imprenditore italiano con più di dieci anni di esperienza nel marketing e nel digital advertising e oggi è co-founder di E-Buzzing (ora Teads).

Ha iniziato in questo campo con la fondazione della start-up Promodigital: dopo un viaggio negli States ha capito l’importanza delle dinamiche di buzz per il mercato pubblicitario e si deciso nell’apertura di questa piccola realtà che ha fatto di questo ragazzo carismatico il pioniere in Italia di video virali e di buzz marketing. L’azienda ha riportato un grandissimo successo, tanto da essere poi rivenduta nel 2010 a E-Buzzing.

Andrea Febbraio
Andrea Febbraio

Febbraio svolge spesso lezioni sul digitale e sul social media marketing presso le scuole di business sia in Italia che all’estero, e il 26 Marzo è venuto a trovarci al Master IAB all’interno del laboratorio di Video Advertising.

Dopo aver visto insieme vari esempi di video virali e aver dato opinioni circa il loro contenuto, le sensazioni e le emozioni suscitate da questi, entriamo nel “tecnico” e Andrea ci elenca le regole base per costruire e distribuire un video virale che possa essere impattante per i brand.

10 online video commandments per i video branded content:

1. Tell a good story – raccontare una bella storia per catturare l’attenzione degli utenti,

2. Smart product placement: il prodotto o il brand si vedono alla fine del video (backsit),

3. The big bang: “parti con il botto” – ci deve essere un gancio emozionale nei primi 5 secondi per suscitare curiosità e stimolare a continuare la visualizzazione,

4. Emotional rollercoaster: fondamentale è la costruzione di un “sali-scendi” emozionale per mantenere l’attenzione. “Descrivo una situazione che si chiama “what is” poi cambio solo un elemento di quella situazione per portare l’utente in una situazione fantastica – what could be – poi ancora what is etc, ogni volta si va verso un’emozione più alta,

5. Throw in a surprice (but not schock): l’effetto alone viene molto spesso sfruttato nel marketing, se l’emozione è negativa il brand rischia di essere associato a questa.

6. Forget the 30 second rule: “si pensa sempre ai video di 30 secondi” ma oggi questa pratica è passata, i video possono essere più lunghi o più brevi.

7. Give your audience a role: è importante far sentire l’utente parte di quello che accade, deve essere partecipe o comunque bisogna fare in modo che si immedesimi nei personaggi dei video.

8. Engage the taste makers

9. The first 24 hours are crucial: le prime 24 ore di distribuzione del video sono determinanti per il suo successo o insuccesso,

10. It’s all about music: la musica svolge un ruolo fondamentale, anche nel suscitare emozioni.

Questi quindi sono i “10 comandamenti” da seguire per creare un video virale, ma Andrea aggiunge che non necessariamente devono essere tutti rispettati alla lettera, basta anche solo puntare su alcuni di essi per costruire il contenuto di un video potenzialmente virale; ovviamente anche la parte distribuzione deve essere pianificata in modo strategico, soprattutto perché “quello che conta non sono le visualizzazioni ma la condivisione da parte degli utenti”.

Abbiamo poi dedicato l’ultima parte della lezione ai recenti trend in tema di video, passando da Vine (applicazione che permette agli utenti di creare video di massimo 6 secondi e condividerli su Twitter e Facebook) a Snapchat (servizio di messaggistica istantanea, soprattutto utilizzato dai teen, che permette di inviare agli utenti messaggi di testo, foto e video visualizzabili solo per un certo numero di secondi) da Twitch (piattaforma online per i videogiocatori di tutto il mondo recentemente acquistata da Amazon) a Periscope (applicazione di Twitter che aggrega video girati con lo smartphone in tempo reale da tutto il mondo). Sono tutte piattaforme che per il momento gli advertiser italiani non stanno ancora utilizzando ma che all’estero riscuotono un grandissimo successo.

Attendiamo allora un loro arrivo in Italia e ringraziamo Andrea per la lezione interattiva.


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