L’1 e il 2 dicembre del 2015 si è svolto lo IAB FORUM, il più importante appuntamento dell’anno sulla comunicazione digitale e interattiva in Italia. Gli studenti del Master in Comunicazione, Marketing Digitale, Pubblicità Interattiva hanno partecipato come pubblico sia alle sessioni plenarie, sia ad alcuni dei numerosi workshop. A partire da oggi, e per le prossime settimane, pubblicheremo gli articoli scritti dai nostri studenti sugli interventi e sui workshop più interessanti del convegno. Al termine, gli articoli verranno raccolti in un ebook scaricabile gratuitamente. Buona Lettura!

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Il mercato italiano della pubblicità digitale

di Eleonora Beatrice Radovix

Tutto esaurito alla 16ª edizione di IAB forum per due giornate definite LEARN, DO, BECOME. Presidente di IAB forum Italia è Carlo Noseda che definisce IAB come un’esperienza a tutto tondo che coinvolge sia chi lavora nel mondo del digitale, sia le persone che si stanno affacciando su questa industry.

Noseda inaugura la prima giornata di IAB forum annunciando 30 speaker, sia italiani che internazionali (come Martin Eberhard, co-founder di Tesla, e Oliver Stone, che ci ha parlato di storytelling), oltre 700 aziende e circa 65 workshop.

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Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia,  apre lo IAB FORUM 2015

In sala si percepisce un grande entusiasmo generale; ma questo entusiasmo si riflette anche sul mercato? Noseda spiega che a inizio anno si era molti più freddi, in quanto, fatte le previsioni di crescita di quello che sarebbe stato investito nel mercato digitale, si era stimato un ottimistico 5-7%; poi via via, nel corso dell’anno, gli investimenti sono andati ad aumentare. Per il settimo anno consecutivo gli investimenti nel digitale in Italia sono cresciuti del 10%: è una crescita importante che vale circa 200 milioni. Nel 2003 si calcolavano 2 milioni di utenti online e gli investimenti erano 99 milioni di euro, quindi l’Italia si è evoluta, soprattutto in tre arre di crescita: mobile, video e social network. Uno scenario positivo quindi.

Noseda annuncia poi tanti cambiamenti per IAB e descrive quello che sarà il prossimo futuro: ci troviamo in un mondo che è quello dell’Internet of things, quindi tutto quello che abbiamo (dal telefono agli oggetti che ci circondano) sarà sempre più connesso alla rete; e questo per noi è una straordinaria opportunità perché vuol dire che possiamo andare a comunicare con le persone in tutte quelle pieghe digitali che ci sono nella vita delle persone. Nel 2020 si stimano 30 miliardi di oggetti connessi: ciò vuol dire 30 miliardi di opportunità che abbiamo per andare a raccontare delle storie; non è quindi solo un fatto tecnologico, ma è anche un fatto di contenuti: si parla di esperienza, e bisogna prestare massima attenzione al modo con il quale andiamo a raccontare queste storie.

Si è poi chiesto a Noseda quali fossero gli aspetti principali a cui prestare attenzione: Noseda specifica che le keyword sono qualità, creatività e big data; i big data devono essere visti come un mezzo che deve servire a noi per creare dei messaggi specifici e corretti per le persone con le quali stiamo parlando.

 

A seguito dell’intervento di Noseda, Michele Marzan, vicepresidente di IAB Italia, ci aiuta a capire come sta andando il mercato con qualche dato.  Marzan entra da subito nel merito dei grandi numeri e ce ne fornisce tre: 200, 10% e 30% perché quest’anno il mercato italiano è cresciuto di 200 milioni di euro, è cresciuto del 10% anno su anno e rappresenta il 30% del totale degli investimenti sul digitale.

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Michele Marzan, vice presidente di IAB Italia, introduce i dati del mercato dell’adv digitale

Ma cosa vuol dire crescere di 200 milioni di euro? Realizzare 544 mila euro in più al giorno, il che non è così immediato, soprattutto se pensiamo che ci sono poche industry capaci di crescere con passi di questo tipo. Però non tutto cresce con la stessa velocità: c’è un divario di crescita tra il digital internazionale e il digital advertising locale.

Marzan ha poi collegato questi dati a quello che è il mercato più grande al mondo, ossia quello degli Stati Uniti: anche qui le crescite sono prevalentemente sul digitale. E cosa troviamo sotto? Ci sono due elementi preponderanti: la crescita del mobile che sta trainando il mercato e la crescita dell’advertising come strumento di comunicazione digitale.

Marzan fornisce poi un suggerimento ai player per continuare ad essere competitivi: bisogna continuare a lavorare sulle keyword programmatic e ad-blocking che sono fondamentali per il futuro del digital (oggi in Italia 1 utente su 4 ha installato su notebook o smartphone uno strumento di ad-blocking). Oltre a questi due elementi dobbiamo tenere in grande considerazione anche i dati e l’audience.

Arrivando alle conclusioni, il 10% non deve bastarci: dobbiamo crescere con qualità, con rilevanza e facendo sistema, ossia dobbiamo crescere in maniera organica e intelligente.

 


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