di Simone Mangoni

Esistono strumenti che permettono di utilizzare al meglio i dati provenienti dai social network e che permettono di pianificare al meglio campagne di marketing mirate ed efficaci, riuscendo anche a misurarne i risultati. Blogmeter riesce a fornire questi strumenti e lo ha spiegato durante il workshop all’edizione 2017 dello Iab Forum di Milano.

Eugenia Burchi, Head of Product di Blogmeter e Vincenzo Cosenza, Senior Strategist, hanno cercato di dimostrare come la suite di Blogmeter sulla social intelligence possa supportare le aziende e le agenzie nella realizzazione di campagna marketing di successo.

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Blogmeter allo IAB Forum 2017

Quando parliamo di Blogmeter, ci riferiamo ad un’azienda italiana indipendente ed esperta nell’offrire il dato come servizio. È una società capace di fornire marketing e consumer insights attraverso l’osservazione dei social media. Tutto questo grazie ad una tecnologia di proprietà ed un team di ricercatori specializzati.

Come ha sottolineato Eugenia Burchi durante la conferenza allo Iab Forum, soltanto 10 anni fa il modo di fare marketing era completamente diverso considerando che il digital e i social ancora non erano presenti nella programmazione delle campagne pubblicitarie. Proprio per questo si ha necessità di avere strumenti adattivi, che aiutino ad andare sempre meglio ed un po’ prima degli altri.

Blogmeter nasce nel 2007, come dice il nome, per analizzare principalmente i blog e i forum. Analisi che l’azienda continua a fare, adattandosi ed evolvendosi in base ai nuovi scenari digitali. Reputazione online, preferenze dei consumatori, trend di mercato: tutte indagini che vengono ancora svolte e che oggi sono importanti per tutti i comparti aziendali, dall’HR al Marketing.

Blogmeter è in grado di fornire i dati sul sentiment migliore per ogni progetto specifico, capire quale sia la rilevanza effettiva di un post sulle varie fonti, inviare alle aziende alert in tempo reale o newsletter già preparate che le società che acquistano i loro servizi dovranno soltanto commentare e di conseguenze adattare alle proprie campagne. Con l’avvento dei social network è nato un interesse sempre più importante per le performance: da queste necessità Blogmeter ha sviluppato uno strumento di social analytics che permette di analizzare i canali social tutti insieme, potendoli raggruppare e confrontare contemporaneamente.

Come ha spiegato Vincenzo Cosenza, questi strumenti sono a servizio del marketer moderno. Attualmente è difficile immaginare una campagna che non sia data driven, ovvero legata all’analisi dei dati a disposizione.

Sempre secondo quanto espresso da Cosenza nella conferenza dello Iab Forum, per impostare al meglio una campagna è necessario pianificare e analizzare determinati punti:

  • Analisi di mercato
  • Analisi del pubblico di riferimento
  • Scelta degli influencer da coinvolgere
  • Monitoraggio della campagna in tempo reale
  • Misurazione post campagna

È inoltre fondamentale sapere come i propri concorrenti utilizzano i canali social per i loro obiettivi. Grazie allo strumento Social Analytics di Blogmeter, è possibile osservare cluster di brand competitors e analizzare la loro content analysis andando a capire che tipo di contenuti vengono pubblicati per quel tipo di brand o settore.

Per quanto riguarda l’analisi di mercato, Blogmeter permette di osservare l’andamento di precedenti campagne e analizzare il pubblico tramite la creazione di social personas e suddivisione di categorie all’interno della social audience. È interessante anche la possibilità di selezionare gli influencer da coinvolgere: in base ai filtri dei tools di Blogmeter verranno mostrati gli account migliori per promuovere un determinato brand o prodotto in base a settore e obiettivo della campagna.

Strumenti e metriche che sottolineano come oggi fare marketing senza il supporto dei dati vuol dire rinunciare a competere. Per Blogmeter, la Social Intelligence è infatti un pilastro fondamentale del Data Driven Marketing: alle aziende serve soltanto un approccio strategico e la capacità di fare le giuste domande di ricerca.

 

Simone Mangoni


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