Perché essere professionali sui nostri profili social, e come utilizzarli in maniera corretta per fare Personal Branding?
Se n’è parlato in aula con Elena Tedoldi Head of Talent Strategy & Employer Branding e Cristina Cancer Head of Talent Attraction and Academic The Adecco Group.

Durante la prima parte della lezione Elena Tedoldi spiega come nell’era digitale il mercato del lavoro stia cambiando in modo irreversibile e le aziende ed i lavoratori che non si adeguano alle nuove coordinate rischiano di essere male equipaggiati per far fronte alle sfide della competitività.
Lo ha compreso bene la multinazionale che si occupa di servizi di consulenza e soluzioni HR per il mondo del lavoro (la quale vanta l’undicesimo posto mondiale e il quinto posto in Italia nella classifica di great place to work 2019).
Difatti una delle ultime iniziative lanciate da The Adecco Group rivolta principalmente ai millennials si chiama “Snooze”: un’esperienza digitale di pre-recruiting per potenziali candidati che sono alla ricerca dell’azienda ideale in cui fare esperienza, che rappresenta una novità assoluta nel panorama del mondo del lavoro.
Snooze (come il tastino che permette di interrompere momentaneamente la suoneria di una sveglia e di farla ripartire qualche minuto dopo) è a tutti gli effetti una piattaforma di gaming che consente al candidato, attraverso uno stile smart e inconsueto, di immergersi in uno scenario volutamente “fantasmagorico” in cui poter incontrare i valori di riferimento della cultura aziendale e scoprirne il significato.
Un modo quello ideato da The Adecco Group non solo per rimanere al passo con i tempi parlando lo stesso linguaggio delle nuove generazioni ma, soprattutto per fare Employer Branding veicolando in modo del tutto innovativo i propri valori e attrarre nuovi talenti.
Si è successivamente introdotta la tematica sempre più discussa del Personal Branding e di come potenziali candidati dovrebbero utilizzare i canali Social nel modo più corretto per comunicare quelle che sono definite le proprie competenze trasversali.
“Recruiter e HR manager sono alla continua ricerca di “talenti” capaci di comprendere la visione ed i valori dell’azienda necessari per supportare il cambiamento, ed anche se nell’immaginario collettivo risorse umane e social network sembrano due mondi apparentemente distanti, ad oggi sono proprio le piattaforme social ad avere un ruolo sempre più incisivo per trasmettere le proprie soft skills, ovvero quell’insieme di valori, passioni e attitudini in linea con l’azienda”. Spiega Cristina Cancer.

A prova di questo, secondo una ricerca condotta da Adecco Work Trends Study, vediamo che nel 2018 Il 19,3% delle ricerche di lavoro online è stato effettuato sui Social Media dai candidati, e il 31,9% delle attività di social recruiting online è stato effettuato sui social media dai recruiter.
Stabilire quindi una strategia di Personal Branding è il processo che serve per identificare e comunicare il motivo per cui un recruiter dovrebbe sceglierci. Ecco dunque 10 tips da seguire per gestire in maniera efficace la reputazione online:
- Aggiornare i profili social
- Modificare le impostazioni della privacy (scegliere con molta attenzione cosa mostrare e cosa no)
- Pianificare la propria strategia
- Selezionare i contenuti in base al social network utilizzato
- Usare sempre un linguaggio rispettoso
- Avere cura dei dettagli
- Ricordare che l’abito fa il monaco
- Essere proattivi
- Fare network non solo online
- Mettersi in gioco
Non resta quindi che mettere in atto questi preziosi consigli non solo per essere più competitivi nel mondo del lavoro, ma per imparare a mettere in risalto le nostre peculiarità. Grazie infinite ad Elena e Cristina!

