Red Mirror: il futuro si scrive in Cina

Di Elisa Cutaia e Simone Giannetti

Simone Pieranni, giornalista e scrittore di politica estera, e Francesco Rocchetti, segretario generale ISPI, nel corso dell’evento speciale presentato da Alessandro Isidoro Re allo IAB Forum 2020, condividono gli scenari del mondo cinese.

La Cina è al centro di una grande contesa internazionale ed è anche diventata la frontiera di tutte le tecnologie; questo Paese ha infatti qualcosa che noi non abbiamo: il social network WeChat.

WeChat, così come tutti gli strumenti tecnologici che la Cina sta impiegando (dall’intelligenza artificiale, ai veicoli di guida autonoma, alle telecamere con il riconoscimento facciale) ha un duplice effetto:

  • da un lato potenzia enormemente la forza cinese che non esporta più manifatture a basso costo ma esporta alta tecnologia;
  • dall’altro questo comparto tecnologico è diventato un’arma nelle mani del partito comunista cinese per controllare al meglio la propria popolazione.

Si tratta ormai di uno strumento indispensabile per vivere in Cina: non si può fare niente oggi senza WeChat tanto che provvede ad una serie di questioni burocratiche e, in alcune città, viene utilizzato anche come documento d’identità. L’applicazione, inoltre, consente di comprare di tutto e ovunque, anche quando si è offline attraverso i QR code.

Oltre a ciò, WeChat consente alla Cina di possedere una quantità di dati qualitativi impressionante.

WeChat si può definire come un panopticon sociale?

WeChat fa parte di un sistema che potremmo definire un panopticum. La situazione che c’è oggi in Cina, tra telecamere di riconoscimento facciale e invasività delle app, è conseguenza diretta della cibernetica che negli anni Sessanta ha fatto irruzione sulla scena politica cinese determinando tutta una serie di scelte politiche. Il concetto di controllare la popolazione per assicurargli una sicurezza ma allo stesso momento tenere sempre sotto controllo la stabilità sociale vanno sicuramente di pari passo.

Non si sa se in futuro i cinesi continueranno ad accettare questo tipo di controllo che per ora viene accettato perché le città sono sempre più sicure e la popolazione cresce a livello di ricchezza. Nel momento in cui questa crescita dovesse fermarsi, la popolazione potrebbe iniziare a chiedere altri diritti che in questo momento consegnano nel nome del patto sociale sancito da Deng Xiaoping dopo i fatti di Tienanmen.

WeChat è utile anche per le aziende occidentali?

WeChat in Cina è un’applicazione sia Business to Business che Business to Consumer, mentre in Occidente è soprattutto un’applicazione Business to Business:  per le aziende viene considerata la porta di ingresso per il mercato cinese e le aziende mirano ad entrarci.

Il mercato cinese inizia ad essere un mercato attrattivo anche per le aziende europee che hanno da offrire qualcosa in più. L’ingresso nel mercato cinese va fatto con molta attenzione: è molto importante analizzare che tipo di mercato si ha di fronte. Oggi la Cina ha un mercato molto difficile e segmentato, con alcuni settori già occupati da moltissime aziende.

Alla base di tutto c’è l’algoritmo, più il prodotto è vicino all’esigenza dei consumatori cinesi più funziona, quindi la vera difficoltà per un’azienda occidentale è quella di avere un ottimo traduttore cinese, in modo da entrare nel mercato in maniera sensata.

Per concludere, WeChat è uno strumento a noi sconosciuto ma è uno degli elementi che ha cambiato completamente il panorama digitale in Cina diventando uno strumento di controllo che ha anche una grande forza geopolitica.


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