Outbrain | Storie, pubblicità e contesto: cosa ho imparato aspettando un traghetto – e come Outbrain Smartvideo potrebbe aiutarvi

‘Isola di Procida, in attesa di un traghetto, durante una giornata di tempesta ho realizzato una banalità: alle persone la pubblicità non piace’ – esordisce così Tomaso Uliana, Head of Video, Italia di Outbrain, allo IAB Forum 2022.
Durante un momento di attesa l’utente cerca intrattenimento, quando questo viene interrotto le persone si alterano. Ogni volta che parte lo stacco pubblicitario si può percepire un grande senso di frustrazione, questo perchè le persone non amano la pubblicità. Le uniche che interessano sono quelle che raccontano delle storie. Siamo abituati a ragionare in termini di storie, la nostra esperienza, i nostri valori, quello che noi reputiamo giusto o sbagliato nascono e crescono soprattutto attraverso le storie. L’identità pervade la nostra vita, anche le persone più razionali ragionano sulla base di un’identità legata a dei valori. Il 95% delle nostre decisioni sono determinate dal nostro inconscio, dalle storie che si sono andate a stratificare che hanno determinato il nostro sentire che va oltre i nostri sensi, il portato esperienziale che abbiamo creato nel corso del tempo.
Coca Cola non ci racconta perché bere la sua bevanda ci disseti, non beviamo Coca Cola perché ci aiuta ad assumere delle sostanze di cui il nostro corpo ha bisogno, ma perché racconta una storia più profonda. Racconta come sia normale pensare a Coca Cola come una bevanda da bere in compagnia in condizioni gioiose. Quindi, per evitare di creare quell’effetto di frustrazione bisogna imparare a raccontare delle storie.
L’ambizione principale è quella di averla una storia, cercare di crearla. Definire un’identità di brand, ragionare ad una mission che possa essere condivisibile, trovarsi nel mondo dei valori.
Parlare di valori condivisi è complesso. In una fase in cui le nostre società sono profondamente divise, trovare dei valori che cumulino completamente un target di riferimento è una sfida.
Quando si ha una storia bisogna saperla raccontare. Per incanalare questa storia devo usare i canali giusti. Il video è l’unico vero sistema dei media che ci permette di raccontare una storia media, che ha la capacità di intervenire sullo storitelling e sui nostri sensi.
Ma le aziende devono comunicare, e farlo in maniera efficace. Per questo avere una storia, saperla raccontare e trovare il giusto canale per distribuirla è cruciale.
Il mondo del video è in forte crescita come formato digitale. Outbrain ha risposto a questa esigenza acquistando video intelligence. Smartvideo, è la nuova tecnologia di video instream contestuale, che permette alle aziende di raccontarsi, inserendosi nell’esperienza dell’utente senza interromperla e facendolo in modalità cookieless.
In un futuro prossimo in cui la targetizzazione granulare dei cookies non sarà più disponibile bisogna andare sul momento, sul contesto. Outbrian ha creato un formato preroll video contestuale instream cookiless, un formato che arricchisce l’esperienza dell’utente piuttosto che interromperla. Come funziona: la tecnologia legge il contenuto della pagina, identifica i principali temi, andando a selezione un contenuto video da metterci dentro. Fare video è molto costoso, quindi loro utilizzano contenuti di librerie esterne e li includono all’interno dell’articolo stesso, in modo che l’esperienza dell’utente ne risulti arricchita. È un formato pubblicitario che nasce come risposta a questa logica di contestualità. Aumenta la fruibilità del contenuto, facendo rimanere le persone all’interno della pagina per più tempo, da’ ai publisher ulteriori forme di revenue.
Abbiamo, quindi, imparato che le persone non amano la pubblicità, ma amano le storie. Le storie vanno sapute raccontare attraverso lo storytelling e i canali giusti. Utilizzando il formato video si aumenta l’attenzione dell’utente e la brand perception.
Articolo scritto da Matilde Miana e Lorenzo Cecchetti
