
“Attualmente, in un’epoca di post-pandemia, il consumatore è sempre più opportunista e speculatore, presente su diversi canali comunicativi contemporaneamente” afferma Massimiliano Monti – IT B2B Business Development Manager di Samsung.
Il cliente odierno è estremamente attento ai propri interessi, alla qualità e alla praticità dei prodotti che desidera acquistare, ricercando esperienze gratificanti e personalizzate.
Per affrontare questa sfida, è necessario fornire ai brand soluzione tecnologiche in grado di identificare con precisione il target di acquirenti e di misurare l’efficacia delle campagne pubblicitarie rivolte ai diversi segmenti di mercato, semplificando al contempo la pianificazione utilizzando gli asset ecologici già esistenti.
Una ricerca condotta nel 2023 dal Politecnico di Torino ha rivelato che il settore del Retail è diventato il nuovo teatro della comunicazione per influenzare le decisioni e i comportamenti dei consumatori. L’80% delle persone effettua i propri acquisti principalmente nei negozi fisici. Analizzando i trend attuali, è necessario affiancare alle grandi superfici e ai flagship store una presenza più capillare, generando così più occasioni di incontro tra brand e audience.
La digital transformation è un passo importante in questa direzione, poiché consente di fornire contenuti di valore sempre più personalizzati per un’utenza desiderosa di essere riconosciuta.
I punti vendita hanno l’opportunità di aumentare l’innovazione sfruttando a pieno la tecnologia che consente di personalizzare le interazioni e i contenuti in base al target di riferimento.
Il retail media richiede un’economia di infrastrutture, sia fisiche che tecnologiche, assicurandosi che l’investimento sia compatibile e che l’implementazione sia semplice e rapida per raggiungere l’obiettivo principale: aumentare il sell-out e garantire una performance superiore. I brand desiderano massimizzare le vendite del proprio portfolio di prodotti, comprendere le conseguenze delle azioni nelle aree di esposizione dei prodotti e soddisfare le esigenze esistenti o creare nuovi bisogni attraverso prodotti innovativi, distinguendosi così dalla concorrenza.
Ma quanti minuti di attenzione sono necessari nei media per generare un ricordo? “Ricordo” inteso come la capacità entro 24/48 ore di vedere dove è stato visto un determinato brand. Il retail media, che comprende spazi digitali all’interno dei punti vendita, richiede meno tempo per lasciare un’impressione duratura. Il vantaggio sta nel fatto che questo canale è ancora poco affollato, ma è un motivo in più per iniziare ad utilizzarlo in modo distintivo e proficuo.
Il Retail Media rappresenta una nuova opportunità per ottenere profitti e risultati di performance. Next 14 – uno dei principali gruppi italiani indipendenti di comunicazione integrata, leader nelle marketing technologies – ha colto l’occasione per proporre una soluzione innovativa.
Pochi anni fa ha iniziato una partnership con Samsung e insieme hanno lavorato al progetto Conversational Signage per offrire un valore aggiunto nella loro ottica di aiutare i brand nella fase strategica, creando contenuti rilevanti e pianificando una distribuzione media basata sui dati attivati da piattaforme tecnologiche proprietarie.

Come dice Marco Brandstetter – Responsabile Data&Solutions di Next14: “L’obiettivo è fare precision targeting delle persone che sono fisicamente presenti nello spazio in-store e misurare l’efficacia delle campagne di marketing, mettendo a disposizione strumenti che coinvolgano tutti gli attori della filiera in modo automatico e sincronizzato, sia all’interno del punto vendita che nel successivo retargeting”.
Come possono i brand conquistare la fedeltà e comunicare in modo efficace verso consumatori che si definiscono “opportunisti e speculatori”? È necessario creare empatia con loro, avere la capacità di ingaggiarli e distinguersi in un momento cruciale della customer journay: quello che si svolge all’interno del punto vendita.
La loro tecnologia di Conversational Signage vuole rispondere a 3 bisogni essenziali:
- essere contestuale per comunicare in modo rilevante;
- creare/offrire un’esperienza personalizzata che rispecchi le aspettative degli utenti digitalizzati e stupirli grazie all’AI;
- creare interattività per convertire l’utente in un lead (potenziale cliente).
Conversational Signage è una soluzione innovativa nata per ingaggiare i clienti dei retailer, combinando big data raccolti online e offline con tecnologie IoT e una piattaforma di marketing conversazionale. Utilizzando dispositivi di nuova generazione, facili da spostare e adatti a diverse condizioni ambientali, offre un’interazione personalizzata con gli utenti. I sensori avanzati monitorano il flusso di persone e raccolgono dati di utilizzo, consentendo di creare profili accurati degli utenti e di implementare strategie di retargeting. L’efficacia di Conversational Signage può essere poi misurata attraverso specifici KPI (indicatori di performance). Inoltre, gli utenti che interagiscono con lo schermo possono essere raggiunti successivamente con comunicazioni mirate da parte del brand. Questa soluzione permette di integrare il mondo fisico e digitale, migliorando le performance del trade marketing e dei brand manager e misurando con precisione l’efficacia delle campagne digitali e pubblicitarie. Offrendo contenuti personalizzati e interattivi in tempo reale all’interno degli store, Conversational Signage crea un’esperienza coinvolgente per l’audience.
– BARILLA CASE STORY
La case story di Barilla presentata al IAB Forum 2023 è un esempio di come Conversational Signage sia stata applicata con successo nella campagna di riposizionamento del brand Ringo. Con un Heritage di marca importante e un target complesso da mantenere, il brand ha adottato questa soluzione innovativa per rimanere al passo con i tempi e restare aggiornato sia a livello comunicativo che tecnologico. La partnership con Next 14 e Samsung ha portato alla creazione di un’esperienza di consumer journey che combina una nuova campagna di comunicazione con un’esperienza di intrattenimento live all’interno dello store.

L’implementazione di Conversational Signage ha portato a risultati significativi per Barilla: un AB Test condotto con e senza totem ha mostrato un aumento del 18% delle vendite” conferma Matteo Dolcini – Digital Marketing & Social Media Manager, Barilla
Questo risultato è stato ottenuto catturando l’attenzione degli utenti in un’area affollata dove solitamente è difficile distinguersi. In una fase delicata del percorso di acquisto, dopo uno step iniziale ricco di stimoli e input, Conversational Signage è stato in grado di influenzare positivamente le abitudini di consumo, offrendo qualcosa che soddisfa maggiormente i clienti. Grazie alla sua natura coinvolgente e innovativa, ha generato un forte engagement e una interaction da parte dei clienti.
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