Il digitale è davvero il motore del futuro della comunicazione o sta diventando una nuova forma di inquinamento?

Viviamo in una società dove le persone interagiscono quotidianamente con tecnologie digitali, le quali sono diventate una parte essenziale della nostra vita quotidiana. Che si tratti di lavorare, comunicare, informarsi o acquistare, non possiamo più fare a meno di internet e delle tecnologie che hanno trasformato il nostro modo di vivere, rendendo tutto più accessibile, semplice e veloce.
Ma ci siamo mai chiesti a quale costo ambientale? Il digitale ha, infatti, un rapporto con la sostenibilità molto più vicino di quanto si crede e dietro ad ogni clic si nascondono consumi energetici elevati. La sostenibilità digitale è perciò, un tema tanto rilevante quanto articolato, e la sua comprensione è oggi più che mai essenziale per garantire un futuro vicino all’ambiente.
Questo argomento è stato al centro dell’incontro Intersections 2024, che ha riunito esperti e leader del settore, tra cui rappresentanti di ENI, della Fondazione per la sostenibilità digitale e di IAB Italia. Durante l’evento sono emersi spunti concreti e riflessioni approfondite su come ripensare il ruolo del digitale per garantire un futuro più responsabile e sostenibile.
Speaker:
- Carlo Noseda: Presidente di IAB Italia
- Stefano Epifani: presidente fondazione sostenibilità digitale
- Aida Racaku: head of digital strategy and media Plenitude
- Roberto Ferrari: Rappresentante di ENI Plenitude
- Domenico Squillace: Presidente UNINFO, responsabile normazione FSD
Come promuovere la sostenibilità attraverso la comunicazione digitale?
Come sottolineato durante l’incontro, la comunicazione digitale se usata correttamente rappresenta un forte strumento utile per diffondere le problematiche legate alla sostenibilità. Un’iniziativa importante è quella di Zero Emission Digital, lanciato per ridurre l’impatto ambientale della comunicazione online. Questo progetto, supportato dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, mira a definire pratiche operative volte a minimizzare le emissioni di CO2 generate dal digital advertising.
Un altro tema importante emerso riguarda l’importanza di adottare una comunicazione inclusiva e accessibile, al fine di promuovere la parità di genere e valorizzare la diversità. Il rispetto di questi criteri garantirà che il messaggio raggiunga un pubblico più ampio, favorendo un dibattito equo e partecipativo. L’attenzione verso la sostenibilità, sia ambientale che sociale, appare quindi sempre più cruciale per il futuro della comunicazione digitale.
Gli strumenti per misurare la sostenibilità della comunicazione
Per le aziende sta diventando sempre più importante avere un ruolo sostenibile sul mercato. Per garantire questo approccio, l’adozione di specifici Key Performance Indicators (KPI) è fondamentale. Questi KPI sono in grado di quantificare l’efficacia delle strategie di sostenibilità.
Il Full Life Cycle Assessment è un metodo noto che consente di bilanciare gli effetti positivi e negativi della tecnologia digitale per determinare i risparmi ottenuti rispetto a metodi convenzionali per ridurre l’inquinamento.
La trasparenza e la certificazione rappresentano altri elementi essenziali. Attraverso processi di certificazione riconosciuti, aziende e professionisti possono dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità, aumentando la fiducia dei consumatori e differenziandosi sul mercato.
Secondo quest’ottica, durante l’evento, è stato annunciato che entro otto mesi, verrà pubblicato un documento ufficiale, elaborato della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. Questo documento fungerà da prassi di riferimento per misurare l’impatto della comunicazione digitale in termini di sostenibilità. Tale iniziativa mira a fornire linee guida operative per aziende e professionisti, facilitando l’adozione di modelli più trasparenti e sostenibili.
Ci stiamo avvicinando sempre di più a un approccio concreto e strutturato, capace di fare davvero la differenza nel campo della sostenibilità digitale.
Articolo scritto da Giada Marchetta, Elisa Scruzzi e Giorgia Morganti.
