L’ultimo workshop a cui ho assistito è stato il seguente, tenuto da Matteo Pogliani (Head of Digital, TacTik) e Valerio Ronchi (Head of Performance, TacTik).
Il workshop ha posto al centro l’idea che TikTok non sia solo una piattaforma di “contenuti virali” o “campagne adv”, ma che il vero vantaggio venga dall’unione dei contenuti creativi, autentici e con una strategia di performance.
Tik tok infatti viene ormai visto come un canale trasversale, dedicato a vari mondi: finance, beauty, sport, viaggi; inoltre si è discusso di come creare contenuti che rispettino il linguaggio della piattaforma, che sembrino parte naturale del feed, piuttosto che interruzioni pubblicitarie.
E’ stato ribadito che su Tik Tok il messaggio pubblicitario tradizionale fine a se stesso non basta, serve che il brand agisca come creator e che parli il linguaggio della community.
Si è sottolineato che i primi secondi di un video sono quelli fondamentali, per “fermare lo scroll”, e che contenuti troppo “studio” o troppo “pubblicitari” ottengono meno coinvolgimento da parte dell’utente e, di conseguenza, meno performance.
Hanno poi parlato del dualismo tra creatività e performance, che però è un concetto ormai superato, in quanto anche l’esperienza dell’utente è cambiata; non esistono più step fissi e monodirezionali, ma flussi in continuo cambiamento da interpretare.
Inoltre, awareness e consideration si incontrano e lavorano insieme, dove l’obiettivo è far conoscere e saper valorizzare il proprio brand. Tik tok quindi non è un semplice social, ma una piattaforma di intrattenimento dove creatività e performance coesistono e collaborano insieme. In che modo?
-analisi dello scenario e dei trend
-produzione contenuti
-sviluppo e strategia
-ideazione e creatività
-account management
-tracking and reporting.
Un’altra strategia importante è data dalla formula “organic+paid”, ovvero la creazione non solo di campagne a scatto, ma una presenza continuativa, un’alternanza tra contenuti organici e investimendi adv, in un’ottica di sostenibilità e crescita.
Hanno concluso il workshop con la seguente frase “Content is the king, performance too”, significa che il contenuto è centrale, importante, ma la creatività da sola non basta, deve produrre risultati concreti e misurabili.
Bisogna essere creativi da un lato, ma dall’altro vedere le piattaforme digitali come una forma di investimento, non esistono più solo i like, le visualizzazioni, ma bisogna raggiungere veri indicatori di business (ROAS, CPA/CPQL).
Ci tengo a concludere questo articolo con un ringraziamento all’Università Cattolica ed al Master di Marketing Digitale e Comunicazione, per avermi dato l’occasione di partecipare ad Intersections.
E’ stata un’esperienza stimolante, preziosa e di grande valore formativo, che mi ha permesso di comprendere al meglio la sinergia tra marketing, creatività e tecnologia, in un mondo che è in continuo cambiamento.
A cura di Elisa De Feo .

