Spotify non è solo musica: è un ecosistema digitale in continua evoluzione, capace di combinare audio, video e dati per creare esperienze coinvolgenti. Durante INTERSECTIONS Milano 2025, il workshop ha guidato i partecipanti attraverso le nuove frontiere del performance marketing, mostrando come trasformare l’ascolto quotidiano in opportunità concrete di connessione tra brand e pubblico.
A raccontarlo sono stati Tommaso Giusti (Agency Lead Southern Europe, Spotify), Gino Ruli (Automation Lead Southern Europe, Spotify), Luca Pizio (Digital Performance & Media Manager, Euronics Italia) e Fabrizio Zanol (Business Partner, dentsu). Un team di professionisti che ha portato una visione completa: dal ruolo strategico della piattaforma fino all’applicazione concreta in una campagna reale.
Durante il workshop, i relatori di Spotify hanno presentato alcuni dati significativi tratti dai risultati finanziari del terzo trimestre 2025: 713 milioni di utenti attivi mensili a livello globale (+11% rispetto all’anno precedente) e 446 milioni di utenti sulla versione gratuita con pubblicità (+11% anno su anno). Numeri che confermano come Spotify non sia solo una piattaforma musicale, ma un vero ecosistema di intrattenimento e contenuti, dove l’audio e il video convivono in modo sinergico.
L’audience di Spotify è altamente coinvolta e ricettiva: il 68% degli utenti dichiara che il tempo trascorso sulla piattaforma è più positivo rispetto ai social, mentre il 58% trova i contenuti più pertinenti e personalizzati rispetto ad altre piattaforme. Non si tratta solo di streaming musicale, ma di fandom, luoghi in cui la passione diventa performance. Per i brand, questo significa un pubblico più attento e disposto ad ascoltare catturando il doppio dell’attenzione rispetto ai social media.
Un punto centrale del workshop è stato il lancio di Spotify Ad Exchange (SAX), che si integra con le principali DSP e permette di accedere all’inventory Spotify, gestire frequenza e reach in modo omnicanale e targettizzare il pubblico tramite interessi, momenti di ascolto e dati di prima parte. In Italia, dove l’audio digitale conta 31 milioni di ascoltatori ma riceve solo lo 0,8% degli investimenti pubblicitari digitali, Spotify rappresenta un canale ad alto potenziale per performance e brand awareness.
La seconda parte del workshop ha visto protagonista Euronics Italia, una realtà retail con 375 punti vendita, 6.000 dipendenti, un fatturato aggregato di 2,2 miliardi di euro e oltre 3,4 milioni di iscritti al programma loyalty. Euronics, insieme a dentsu, ha affrontato la sfida di evolvere il proprio media mix in un contesto altamente competitivo, sfruttando Spotify per un approccio più data-driven e geolocalizzato. Grazie a Spotify Ad Exchange, la campagna ha integrato dati socio-demografici, localizzazione degli store, interessi e comportamenti d’ascolto, oltre ai dati di prima parte del brand. L’obiettivo era evolvere il media mix attraverso un approccio data driven, sfruttando le peculiarità dell’audio per creare connessioni memorabili e misurabili.
I risultati, misurati attraverso modelli di Marketing Mix Modeling (MMM) sviluppati da dentsu, sono stati significativi: un ROAS Spotify pari a 128 contro 100 della radio nel 2024, con un’ulteriore crescita del 15% nel 2025, oltre a una sinergia positiva con gli altri canali digitali e un incremento delle vendite totali.
Il workshop si è concluso con un messaggio chiaro: il potenziale dell’audio digitale è ancora in gran parte inesplorato. Spotify si conferma come piattaforma omnicanale, capace di unire creatività, dati e tecnologia per accompagnare le persone nei loro momenti quotidiani e trasformare l’ascolto in un’opportunità concreta di connessione tra brand e pubblico. In un mondo sempre più frammentato e visivo, l’audio torna a essere la chiave per farsi ricordare.
A cura di Sofia Radini, Sara Vidoni e Mariateresa Garaguso


