Every Screen Is a Stage: Come l’AI Sta Ridefinendo il Marketing Video

A Intersections 2025, ShowHeroes ha offerto uno sguardo al futuro del marketing video. Durante l’intervista con Kay Schneider, (President Global Product & Business Development), e Gaetano Ruotolo, (Commercial Director Italy), è emerso come l’AI non sia più solo uno strumento di analisi dei dati, ma un motore creativo e strategico capace di rivoluzionare l’interazione con gli utenti su ogni schermo.

Secondo Schneider, negli ultimi due anni il settore è cambiato radicalmente. Se nel 2023 i brand cercavano di integrare l’AI nelle proprie strategie, oggi, nel 2025, l’AI è parte integrante della creazione, della personalizzazione e dell’ottimizzazione dei contenuti, permettendo di risolvere problemi che prima sembravano insormontabili.

Il percorso dell’utente non è più lineare: la ricerca lascia spazio alla conversazione. Come ha spiegato Schneider, la relazione tra brand e consumatore si sta spostando dalla ricerca alla conversazione:“non si tratta più di essere trovati, ma di essere citati”. È il passaggio dal “being found” al “being quoted” , un cambio di paradigma che apre la strada a un marketing basato sull’intento e sul dialogo diretto, un’approccio che non si basa più sull’essere visibili, ma sull’essere rilevanti.

Per interpretare questa nuova complessità, ShowHeroes ha sviluppato SemanticHero AI, evoluzione della propria tecnologia di contextual targeting. Grazie all’intelligenza artificiale, la piattaforma è in grado di analizzare i segnali provenienti da tutti gli schermi, inclusa la CTV, traducendo tassonomie e linguaggi differenti in un unico modello semantico,in altre parole, caprendendo davvero il significato dei contenuti. Questa capacità permette di andare oltre la semplice analisi testuale: SemanticHero AI è persino in grado di leggere il sentiment di un singolo frame video, offrendo un livello di precisione che consente campagne più pertinenti, emozionali e coerenti con il contesto.

Ma per ShowHeroes, i dati non bastano. “La creatività resta la chiave per amplificare la potenza dell’AI”, ricorda Vuotolo. Per questo, il gruppo ha sviluppato formati interattivi che trasformano la pubblicità in esperienze partecipative. L’innovativo HeroChat, ad esempio, permette all’utente di dialogare direttamente con il brand all’interno del video: può fare domande, ricevere risposte e persino richiedere traduzioni in tempo reale. Il tutto in un ambiente controllato, sicuro e completamente brand-driven. I risultati parlano chiaro: oltre quattro minuti medi di interazione e fino al +20% di incremento delle performance rispetto ai formati tradizionali.

Accanto alla creatività, l’altra grande sfida è la personalizzazione. L’AI consente oggi una hyper-personalisation su larga scala, generando in pochi istanti migliaia di versioni di uno stesso contenuto, adattandole a dati, contesto e preferenze in tempo reale.

In questo senso, l’introduzione delle interfacce “agentic co-pilot” apre una nuova frontiera operativa: l’AI diventa un vero assistente conversazionale, capace di suggerire strategie, ottimizzazioni e stime di reach, lasciando però il controllo decisionale all’essere umano.

L’intervento di ShowHeroes ha chiarito un punto cruciale: l’intuizione, la visione e la capacità di dare direzione strategica alle tecnologie resta un compito dell’essere umano. 

In un mondo dove ogni schermo diventa un palcoscenico e ogni video una conversazione, il futuro del marketing non è solo automatizzato: è interattivo e sensibile.


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