Ernesto Palermini (Ernesto Cinquenove), ideatore di MeetingLife, è stato ospite per una testimonianza al nostro Master in Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità interattiva dell’Università Cattolica.
MeetingLife si propone di stravolgere il concetto di Social network portando l’interazione fuori dalla rete, attraverso la condivisione di esperienze.
In un secondo momento, ho avuto l’occasione di intervistare Ernesto Cinquenove e di approfondire come un giovane laureato sia riuscito a dare forma alle proprie idee sfruttando le potenzialità di Internet.
Com’è nata l’idea di MeetingLife? Con quali obiettivi?
L’idea nasce da due persone che sapevano ben poco di internet, ma che avevano una gran voglia di viaggiare. Io e il mio amico Simone Occhiuzzi, più di dieci anni fa, lavoravamo in due radio abruzzesi concorrenti.
L’idea iniziale era quella di realizzare un format video da distribuire attraverso un network di emittenti televisive locali.
Il format prevedeva il coinvolgimento del pubblico che avrebbe potuto prender parte alle esperienze che avremmo affrontato durante i nostri viaggi. Quando abbiamo deciso di escludere le TV e fare tutto su internet abbiamo pensato che una piattaforma social fosse quello di cui avevamo bisogno affinché altri appassionati potessero prendere pienamente parte al progetto e creare una community. 
Nel corso degli anni l’idea si è evoluta molto, fino a diventare l’attuale portale di MeetingLife (meetinglife.com).
Com’è composto il team di MeetingLife?
Il team di MeetingLife è un organismo in continua evoluzione. È un progetto talmente grande che ha bisogno della passione e la mente di molte persone. Ovviamente, al momento, è difficile per noi sostenere i costi del team ideale, ma siamo in continua ricerca di persone che credano nell’idea e vogliano dare il loro contributo. A questo
proposito, sono molto soddisfatto delle continue richieste di persone che scoprono il progetto e mi contattano per offrirmi una mano. Cerco sempre di dare a tutti la possibilità di esprimere idee per lo sviluppo e di aiutarci concretamente.
Al momento siamo in tre. Eduardo si occupa della parte più amministrativa. Il suo compito è quello di stringere partnership che possano aiutarci a crescere. Manuele ha in mano lo sviluppo del prodotto, il sito internet. Questa è l’area che si muove più lentamente, quella in cui avremmo bisogno di più aiuto. Siamo tuttora in cerca di sviluppatori da integrare nel team.
Come l’avete concretizzata?
Diciamo che forse non ci siamo ancora riusciti. Abbiamo ottenuto bei risultati e molte soddisfazioni, ma siamo solo all’inizio. Abbiamo avuto anche molti problemi legati alla nostra totale inesperienza iniziale. Ma forse il bello è proprio quello.
Avete avuto difficoltà a trovare i fondi necessari in Italia?
Sicuramente la ricerca dei fondi è stata una delle cose più impegnative. Ma è stata molto divertente (soprattutto per me) perchè mi ha portato a viaggiare molto.
In Italia, credo di essermi rivolto a tutti gli incubatori e i vari fondi di investimento. Sono andato vicino a concludere qualcosa con alcuni di loro, ma mai nulla di concreto. A differenza di molte altre idee imprenditoriali, MeetingLife è un progetto un po’ più ambizioso e, in quanto tale, richiede un sostegno che nel nostro paese è difficile da trovare.
Dopo aver allacciato rapporti anche con incubatori americani, ho sospeso momentaneamente le ricerche perchè ero riuscito a trovare un primo aiuto da parte di un investitore privato Italiano.
Ho imparato molto da questa esperienza e penso che, se mi trovassi a
ricominciare da zero, avrei le idee un po’ più chiare sulle mosse giuste da fare.
The MettingLife Journal Project (blog.meetinglife.com/the-meeting-life-journal-project) è un’iniziativa nata per far conoscere il vostro concetto di “condivisione di esperienze”. Avete invitato blogger di diverse nazionalità a scrivere queste esperienze in un quadernino che ormai ha fatto il giro del mondo. Il progetto ha generato parecchie visualizzazioni sul vostro canale YouTube (youtube.com/meetinglife) e altrettanti video risposta creati dagli stessi blogger.
Quali difficoltà avete incontrato nella realizzazione e quali risultati siete riusciti ad ottenere?
Il MeetingLife Journal Project è nato più di un anno fa da una delle mie idee romantiche unita alla concretezza di Eduardo Festa. È un progetto molto impegnativo che non è ancora giunto al termine. Diciamo che siamo solo a metà, nonostante il quadernino sia in viaggio da più di un anno.
La maggior parte dei problemi sono ovviamente legati all’aspetto logistico. Spedizioni e tempi di ogni partecipante ci portano spesso a rallentare. Siamo partiti invitando persone di nostra conoscenza per poi arrivare ad accettare richieste di partecipazione da chiunque avesse un canale su YouTube.
Al momento abbiamo ottenuto grandi risultati in termini di coinvolgimento del pubblico. Anche la nostra brand identity ne ha giovato molto a seguito dell’incredibile interesse ricevuto da blog, stampa e media internazionali. I video che i partecipanti hanno realizzato per il progetto sono addirittura finiti in una galleria d’arte a San Francisco.
Avete in programma di sviluppare altri progetti per promuovere
MeetingLife?
Il lavoro che c’è dietro a progetti come il MeetingLife Journal è incredibile, ma è anche la parte di questa avventura che preferisco. Ho altre idee in mente, alcune delle quali riguardano ulteriori sviluppi del Journal Project stesso. Non vedo l’ora di potere iniziare a lavorarci.
In generale, quali obiettivi ritenete di avere raggiunto ad oggi?
Da quando siamo partiti, siamo riusciti a costruire una piccolo community di persone appassionate allo stile di vita che promuoviamo. I nostri siti ricevono continuamente visite da ogni parte del mondo. Questo è sicuramente l’obiettivo più importante. Ora dobbiamo fare il prossimo passo.
Prospettive future: come pensate di implementare la piattaforma di MeetingLife?
La piattaforma online al momento è solo un piccolo prototipo che ci permette di presentare l’idea. Stiamo lavorando a una nuova versione più dinamica del sito, anche in funzione dei feedback che abbiamo ricevuto dagli utenti dal momento del lancio.
Quali consigli daresti ai neolaureati che volessero avviare una propria startup nell’ambiente digitale?
Quello dei neolaurati in Italia è un problema che mi sta molto a cuore. Nel mio blog personale (http://ernestocinquenove.com) ne parlo spesso. Quello che mi sento di dire è che non c’è nulla di più bello di lavorare con passione. Portare avanti un progetto proprio da continue soddisfazioni. Le possibilità che questo progetto abbia successo, in questi giorni, sono le stesse che si hanno di trovare un lavoro. Prima di mandare curriculum in giro e competere con migliaia di vostri coetanei, pensate ai vostri sogni e provate a realizzarli. Tutto quello che vi circonda è stato realizzato da persone che non avevano nulla più di voi. Potete farlo anche voi. Provateci.
