Lunedì 27 Ottobre abbiamo avuto come ospiti due studiose olandesi: Gaby Crucq-Toffolo e Maaike Rijnders.
Le due ricercatrici sono docenti presso la Fontys Academy for creative Industries co
n sede a Tilburg che si trova nella provincia del Brabante Settentrionale dei Paesi Bassi. Fontys Transmedia Storytelling Lab è un workshop dedicato alla narrazione delle storie attraverso vari canali che richiedono un audience per migliorarsi.
La lezione è stata tenuta quasi esclusivamente in lingua inglese dalla Dottoressa Rijndersc. Inizialmente si è fatto un discorso introduttivo riguardo i cambiamenti tecnologici che hanno portato ad una collisione tra i vecchi e i nuovi media. Successivamente siamo entrati sempre più nel dettaglio riguardo lo storytelling vero e proprio, il tutto reso ancora più interessante da molti esempi.
Nella nostra epoca grazie alla proliferazione dei canali e della portabilità delle telecomunicazioni i media possono essere ovunque. Analizzando il cambiamento che la “Digital Renaissance” sta portando, notiamo un ruolo sempre più centrale della “Grassroots communication” cioè quella comunicazione creata dall’utente, quindi diversificata, che porta ad una convergenza con l’amplificazione dell’informazione creata dai mass media. Gli utenti vogliono partecipare alla creazione di contenuti perciò viene a crearsi la necessità di una nuova narrativa: Transmedia storytelling. 
Secondo la definizione di Henry Jenkins “Transmedia storytelling” rappresenta il processo dove gli elementi di una fiction vengono dispersi sistematicamente attraverso più canali di distribuzione con il proposito di creare un’esperienza d’ intrattenimento unica e coordinata. Idealmente ogni media porta il proprio contributo nello svolgimento della storia.
Oltre a ciò significa “across media” cioè raccontare le storie attraverso i media in modo coinvolgente, avvincente, personale, pervasivo, pertinente, interattivo e coerente. Ma attenzione: la storia deve rimanere sempre il punto centrale della comunicazione.
Il transmedia viene utilizzato in più campi: nelle produzioni media come per esempio in Lost (Bad twin e gli alternative reality game) e in Feuten (pagina fb con più di 8000 Mi piace e app dedicata). Viene usato anche nelle campagne di marketing dove abbiamo visto l’esempio del video della Guinness e della campagna Benetton “sguinzagliate” con i quali si vuole lanciare un messaggio della Vision aziendale. Infine viene utilizzato per fini educativi.
Il successo è travolgente, le persone si organizzano e passano il loro tempo parlando delle loro storie e personaggi preferiti sia fisicamente che on line, creando così delle community. Secondo lo Spektor il cambiamento dell’entertainment è sotto ai nostri occhi.
Per quanto riguarda la narrazione delle storie soggette a storytelling si presenteranno gli elementi fondamentali come la trama, il messaggio e una voce narrativa. Inoltre saranno studiati dei gap strategici per creare curiosità e desiderio nel pubblico che cercherà risposte in altri media.
La lezione si è conclusa con un esercitazione che prevedeva lo sviluppo di una transmedia storytelling sfruttando i gap che la storia di Cenerentola presenta.
Grazie a questa lezione abbiamo appreso un nuovo interessante modo di sfruttare i media per creare engagement con gli utenti del web.

