di Ilenia Labbozzetta
In occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore che si terrà il 23 aprile prossimo l’AIE (Associazione Italiana Editori) dà il via all’iniziativa #ioleggoperchè al fine di promuovere la lettura a livello nazionale, per la quale è stata anche creata una piattaforma web dedicata (www.ioleggoperchè.it) collegata a tutti i principali social media, con lo scopo di “contagiare alla lettura chi non conosce il piacere dei libri”. 
L’iniziativa nasce per stimolare alla lettura tutti gli italiani che leggono pochi libri l’anno o chi addirittura non legge per nulla che, stando alle ricerche di AIE, sarebbero circa la metà della popolazione nazionale. I social serviranno anche per supportare tutte le attività dei “messaggeri”, ovvero quelle persone che invece sono appassionate di lettura e che possono coinvolgere alla lettura tutti gli altri.
Ma perché parlare di editoria, tra l’altro cartacea, nel blog di un Master di digital, pubblicità interattiva e tutto che di più tech potrebbe esserci? Da appassionata di libri in generale (eBook o di carta che siano) e di pubblicità digitale, mi ritrovo spesso a pensare a come e perchè tutti questi nuovi strumenti che il web mette a disposizione non siano ancora stati sufficientemente sfruttati per far risalire un mercato che, purtroppo, ormai da parecchi anni è in caduta libera. È così che, come molto spesso accade quando si parla di tecnologia, mi sono messa a cercare le best practices di settore che invece sono state realizzate oltreoceano e che hanno riscosso e riscuotono un forte successo, ma soprattutto invogliano a leggere, promuovono la lettura presso qualsiasi audience e spingono gli utenti alla creazione di contenuti. Le iniziative italiane non sono però da meno
Riportando alcuni esempi, primo tra tutti spicca l’utilizzo di strategie di bundling marketing – una tecnica di vendita molto utilizzata per offrire prodotti abbinati in un’unica offerta a prezzi convenienti – che permette la promozione di prodotti diversi ma complementari, come potrebbe essere l’offerta in un unico pacchetto di libro ed eBook per un determinato titolo. Questo tipo di offerta invoglia sia i lettori a effettuare un duplice acquisto con l’aggiunta di un costo irrisorio, sia i librai e gli editori, per i quali i vantaggi sono significativi: innanzitutto l’editore grazie al digital ha a disposizione tutta una serie di dati relativi ai download dei contenuti dei propri lettori, sui quali potrebbe costruire offerte ad hoc, quindi una profilazione degli utenti che permette anche di costruire relazioni e di conseguenza fidelizzarli per acquisti successivi; si possono poi vendere eBook senza forzare o convincere a tutti i costi i lettori cartacei, più ostinati e astiosi nei confronti della carta digitale (e-paper), a effettuare una scelta tra i due supporti; si aggiunge valore al libro fisico ma anche a quello digitale, che soprattutto nella cultura italiana è ancora percepito come il rivale da combattere, e inoltre è conveniente.
MatchBook di Amazon è un ottimo esempio di bundling applicato all’editoria, che nasce dalla crescente domanda da parte degli utenti di avere a disposizione i prodotti editoriali in entrambe le versioni (carta e libro elettronico). Come funziona? Il lettore che acquista un libro cartaceo sul sito Amazon, con un piccolo costo extra che varia tra 0.99, 1,99, 2,99 dollari o gratuitamente, potrà fornirsi anche della versione digitale del medesimo titolo. La possibilità di integrare l’acquisto è inoltre retroattiva, cioè si estende a tutti i libri acquistati dal 1995, anno in cui Amazon ha presentato online la sua libreria (previa ovviamente l’esistenza di una versione digitale del titolo acquistato). Questa possibilità è anche molto apprezzata da chi come me molto spesso si trova a effettuare il duplice acquisto “al contrario”: compro libri soprattutto in versione elettronica e se il titolo mi è piaciuto tendo a comprare anche la versione cartacea dello stesso perché (si lo ammetto), anche a una digital come me piace avere la libreria con piena dei propri libri preferito e respirare il profumo della carta come il più convinto dei bibliofili.
L’america quindi punta sull’economicità, mentre nel Bel Paese pare si punti sulla socialità, vediamo come.
Un altro possibile utilizzo del digital marketing a servizio dell’editoria sfrutta le strategie di marketing partecipativo, che nasce e si diffonde attraverso la Rete e che negli ultimi anni, soprattutto all’estero, è ampliamente sfruttato. Stiamo parlando del crowdsourcing cioè la tendenza a sfruttare la collaborazione di massa, resa possibile grazie al web, per raggiungere determinati obiettivi e dare il via a iniziative, eventi e progetti di vario genere. In poche parole si tratta della pratica sempre più diffusa di consultare le comunità virtuali, soprattutto grazie ai social network e ai blog, per la ricerca di soluzioni, idee e contenuti attraverso le quali realizzare progetti o semplicemente raggiungere degli obiettivi particolari.
20lines è una startup italiana che si occupa di editoria e che fa del concetto di crowdsourcing il proprio pilastro portante. L’idea è di fornire ai lettori l’incipit di una storia e lasciarli liberi di continuarla liberamente; le varie versioni che ne derivano possono essere condivise tramite il sito, il blog e i social network. Queste verranno poi votate dalla community, al fine di selezionare i racconti più graditi e pubblicarli un open eBook collettivo.
Infine (in realtà le iniziative sono davvero tante) nell’epoca dei social network non possiamo non citare le piattaforme social dedicate alla lettura, i social reading: spazi virtuali in cui i lettori oltre a leggere libri, possono scambiarsi note, commenti, sottolineature, suggerimenti e recensire libri, oltre a creare una propria libreria personale e virtuale. Anobii ovviamente è il più conosciuto, ma in questa sede vorrei segnalarvi il social italiano zazie.it, il quale si differenzia per la possibilità di catalogare e ricercare titoli per “stato d’animo”, cioè i mood: il lettore può scegliere uno o più mood e li assegna al libro che sta archiviando nella propria libreria, in base all’emozione che ha vissuto leggendo quel libro.
I progetti realizzati sono quindi molti e si basano tutti su concetti diversi sulla base dei quali le aziende stesse portano avanti la propria attività. Probabilmente però non è abbastanza. Quello che forse si potrebbe fare e che servirebbe di più (a prescindere dalla crisi del settore), è la promozione degli stessi. Grazie agli strumenti che oggi mette a disposizione la Rete, a mio parere, è necessaria una maggiore attenzione al comportamento degli utenti/lettori (e non) online, resa possibile grazie alla raccolta di dati di navigazione; questo permette di rispondere ed essere presenti nel momento e nel posto giusto quando il lettore naviga per ricercare consigli e titoli di lettura. E se il futuro è mobile e video, allora perché non capire il “tragico” insuccesso dei booktrailer, che invece a questi mezzi si prestano molto bene? Serve quindi ancora tempo per capire come e quando muoversi, perché non bastano i pochi casi di successo riportati. Speriamo solo che non sia troppo tardi.
