di Valentina Damiani e Monica Tajè

Lunedì 26 ottobre, in occasione delle lezioni del Prof. Bruno Lamborghini, è venuto a trovarci in aula C010 Massimo Temporelli, fondatore, presidente ed educational director di “The FabLab: make in Milano”, il primo fabrication laboratory meneghino.

Ma cosa sono i FabLab?

I FabLab sono una rete globale di laboratori locali che forniscono accesso condiviso a strumenti di fabbricazione digitale quali stampa 3d, Arduino, frese numeriche e molto altro; sono luoghi d’incontro, di formazione e realizzazione di progetti, nei quali oltre alle macchine si condividono passioni e competenze.  L’obiettivo di queste “officine della creatività” è infatti creare una connessione tra le persone, riproponendo in luoghi fisici ciò che accade sul web: cooperazione, scambio di idee e conoscenze.

Logo TheFabLab MakeInMilano
the FabLab

Il primo FabLab della storia venne fondato nel 2003 nel Media Lab del Massachussets Institute of Technology da Neil Gershenfeld, per spingere le persone a diventare protagoniste dell’innovazione tecnologica invece che semplici spettatori. Il progetto, di grande successo, ha portato velocemente all’inaugurazione di FabLab in ogni continente: attualmente sono circa 565 in tutto il mondo, con una concentrazione più alta in centro Europa. In Italia si contano ben 54 laboratori nei centri nevralgici di tutto lo stivale e delle isole. L’obiettivo è che tutti i FabLab presenti nei cinque continenti collaborino tra loro, condividendo tecnologie e conoscenze per effettuare le stesse operazioni, rendendo possibile iniziare un progetto in un laboratorio a Boston e concluderlo a Roma, Città del Capo o Nairobi, superando così i confini geografici.

A Milano sono presenti cinque FabLab, tra i quali figura The FabLab, che si trova nel centro della città ed è nato da una collaborazione con il SIAM, Società d’Incoraggiamento Arti e Mestieri di Milano. Nel laboratorio si possono trovare macchine come frese CNC, Laser Cutter, Stampanti 3D e piattaforme di elettronica programmabile come Arduino e Rasperry Pi, oltre a strumenti tradizionali quali trapani, seghetti e colle. L’uso delle macchine, che viene calcolato a consumo, può essere autonomo oppure si può usufruire dell’assistenza operativa e tecnica da parte del team del laboratorio. In piena ottica di condivisione della conoscenza, The FabLab propone anche diversi corsi e workshop per imparare ad usare al meglio i macchinari presenti in laboratorio e punta anche ai più giovani con divertenti lezioni pensate per le famiglie e le classi scolastiche.

TheFabLabMakeInMilano
The WorkBench

La progettazione e la stampa 3d stanno diventando sempre più popolari e utilizzate per la creazione e la produzione di oggetti. Online sono già presenti community di makers come Thingiverse.com, dove gli utenti possono scaricare e stampare progetti 3d di gioielli, scarpe o componenti di arredamento creati da altri utenti. I FabLab si inseriscono idealmente in un’attualità in cui nel consumatore nasce l’esigenza di avere prodotti sempre più personalizzati: imparare questo tipo di tecnologie innovative significa diventare artigiani 2.0, vale a dire utilizzare i macchinari di ultima tecnologia non solo per creare oggetti unici, ma anche per dare maggiori dettagli e precisione a ciò che possono fare le mani.

Oggi nessuno possiede una stampante 3d in casa, ma la convinzione è che in futuro ce ne sarà una in tutte le abitazioni e sarà possibile la fabbricazione digitale “casalinga”: potremo scaricare il modello formato STL di una montatura per occhiali, inviarlo alla stampante e produrre in un paio d’ore l’oggetto desiderato.

È solo questione di tempo prima che questa rivoluzione raggiunga ognuno di noi, anche se siamo già sulla buona strada: grazie ai FabLab questa e molti altri tipi di tecniche di fabbing sono diventate più accessibili e a basso costo rispetto all’industria tradizionale. Questi laboratori di fabbricazione rendono inoltre possibile la rappresentazione pratica della massima “Il tutto è più della somma delle singole parti” di Aristotele: se le persone condividono le proprie competenze, creando una conoscenza collettiva, il risultato sarà superiore rispetto a quello conseguito dal singolo individuo.


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