di Simone Buratti, Camilla Foglia, Giulia Valente

Buzzoole è la prima piattaforma italiana di IEO (influence engine optimization) che ottimizza la presenza online degli utenti. Grazie alla loro tecnologie le aziende possono entrare in contatto con gli influencer della nicchia di mercato che interessa, generando passaparola su prodotti e servizi.

Nel workshop da loro tenuto durante lo IAB FORUM a Milano, il 2 Dicembre 2015, hanno illustrato il cambiamento dell’influencer marketing grazie all’Automation. Come introduzione sono state illustrate le quattro verità dell’influencer marketing:

  • I consumatori non si fidano più delle pubblicità dei brand (maggior fedeltà alle raccomandazione derivanti dalle persone conosciute);
  • Le tradizionali forme di advertising online non funzionano più (perdite dovute a causa degli Adblocker);
  • Gli Adblock sono dei nemici da non sottovalutare (56,1% delle impression non sono viste – fonte Google);
  • Il Word of mouth è il principale driver in tutte le decisioni di acquisto (il passaparola si sta diffondendo sempre di più).

buzzoole.jpg

Ma chi è un influencer?

L’influencer è un individuo indipendente che ha la capacità di creare un opinione ed essere ritenuto influente (cioè competente ed  autorevole) rispetto ad una tematica precisa e l’influencere marketing è l’arte di costruire e mantenere nel tempo relazioni con influencer/opinion leader per raggiungere obiettivi di marketing.

Successivamente Fabrizio Perrone (Chief  Executive Officer @ Buzzoole) ci ha introdotto l’IMA: influencer marketing automation, un’innovazione che grazie all’impiego della tecnologia combina tutte le fasi cruciali di una campagna di Influencer marketing trasformandola di fatto in un nuovo canale media. Mettendolo a confronto con i sistemi di scouting manuale, i vantaggi per i clienti sono enormi: scouting dinamico, engagement genuino, analisi del ROI e Saas (applicazione web, gestita dal produttore del software). In particolare è stato descritto il funzionamento dell’algoritmo di Buzzoole per gli users, ovvero un algoritmo che unisce tutti i social network nei quali l’utente iscritto è presente, con la Reach, la Resonance e la Relevance, per evidenziare l’audience raggiunta e gli influential topics. Mostrando poi dei casi concreti sono stati spiegati i Campaign Setting e le KPI da studiare prima di effettuare una campagna.

Dopo le impostazioni della campagna di marketing è fondamentale scegliere il tipo di campagna che si vuole realizzare:

  • Aumento delle conversazioni (introduzione del brand e dei prodotti in una nuova audience);
  • Campagna Instagram (aumentare la brand awareness chiedendo agli utenti di postare foto col prodotto dell’azienda);
  • Recensione del guadagno prodotto (inviare esclusivi regali agli utenti con maggior visibilità, chiedendo una raccomandazione);
  • Diventare un Trend topic (supportare le campagne live tweeting o spingere gli hashtag in instagram);
  • Condividere i post dei Social Media (aumentare l’esposizione dei social media, facendo crescere la reach organica del contenuto);
  • Link popolari (creazione di links per aiutare la crescita del posizionamento del brand).

Il workshop si è concluso con un accenno alle tendenze che ci aspetteranno nel 2016 (Retargeting e Programmatic), per quanto riguarda l’advertising online e quattro conferme sul mondo dell’influencer marketing:

1.Bot, Adblock e Viewability minano l’affidabilità dei KPI display.

  1. Il word of mouth è il driver principale nelle decisioni di acquisto.

3.Le Celebrities possono oscurare il tuo brand.

4.L’IMA trasforma le digital PR in un nuovo canale media.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Lascia un commento