di Arya Alfieri, Anna Bonutto, Marta Chironi, Monica Tajè

SHAA è una web company italiana specializzata nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di soluzioni innovative dedicate al video interattivo. È in grado di realizzare interactive web-tv, interactive video advertising e shoppable video, grazie a strumenti tecnologici esclusivi e proprietari.

SHAA ha partecipato allo IAB Forum 2015 con un workshop di approfondimento dedicato al Native Advertising, dal titolo “Native e progetti speciali – come cambiano gli obiettivi del brand con le rivoluzione interattiva”, che ha visto l’intervento di Pietro D’Ettorre, Strategic Marketing Manager di SHAA, Patrizia Conte, Sales Director di SHAA e Fabrizio Tomei, direttore business unit digital SpeeD, media agency del Gruppo Monrif.

Tema dell’incontro, il ruolo del native nell’advertising, concentrandosi sulle sue particolarità e caratteristiche distintive.

SHAA crede molto nel native advertising, che ha definito come un formato pubblicitario “alien” che si nasconde dentro il contenuto. Il native è uno dei formati più utilizzati in Italia, ma non è sempre facile da identificare: le linee guida per riconoscere il native sono infeed units per quanto riguarda i social, paid search units nell’ambito del search e promoted listening nell’e-commerce.

Per quanto riguarda l’utilizzo di infeed units, SHAA sostiene che i video di native advertising con contenuti dedicati siano in grado di dare spazio al brand, diventando un ottimo veicolo per generare brand e product awareness, senza rendere invadente la presenza del marchio e, allo stesso tempo, lasciando all’utente la scelta dell’approfondimento.

I video interattivi con mini-siti integrati danno la possibilità di inserire il brand e i suoi prodotti all’interno del video, rendendo fruibili questi elementi attraverso il click.

Inoltre, il mini-sito viene creato utilizzando il codice HTML5 ed è quindi molto più veloce e meno pesante ed inserito dove vi è maggiore traffico, quest’ultimo intercettato tramite i data control.

Il native può caratterizzarsi come: in-image adv, ovvero una forma di pubblicità contestuale in cui immagini specifiche di un sito sono combinate con le relative pubblicità; questa viene considerata “pura nativa”, dove la pubblicità va a sovrapporsi all’immagine, anche animata (interactive image).

Perché l’immagine?

  • è più facile contestualizzare l’immagine rispetto al contenuto in cui si trova
  • la componente interattiva consente di inserire ulteriori contenuti
  • l’immagine interattiva consente di avere maggiore viewability e un alto engagement.

Perché ci sia la pubblicità nativa, è necessario che ci sia un contenuto e quindi anche un media che divulghi informazione e qualcuno che la produca.

Parlare del prodotto è consequenziale all’informazione che è stata data ed è quindi utile per l’utente che legge, poiché rappresenta la soluzione ai problemi discussi.

In questo, le tecnologie sono fondamentali perché aiutano a ottimizzare i KPI del brand e a raggiungere il target; queste però vanno unite alla creatività.

Il successo del native advertising sta nel suo essere utile, informativo e coinvolgente, differenziandosi dalla pubblicità più tradizionale con la pertinenza del messaggio pubblicitario ris


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