di Francesco Codato e Giorgia Fontana
Mobile marketing, social marketing, pubblicità interattiva, AdWords sono tutti termini entrati nel gergo usuale di chi si occupa di marketing. Si tratta ormai di pratiche talmente comuni che non è possibile pensare, nel 2016, di fare business senza integrare alle proprie strategie tutte quelle nuove forme che il digitale ci offre. Non a caso lo IAB forum ha rivelato come in Italia ci sia stato un ulteriore aumento di persone attive sul web nell’ultimo anno: si stima che il totale dell’audience digital italiana sia di 29 milioni di utenti. Ma se il web ha rappresentato una rivoluzione consistente, quello a cui oggi stiamo assistendo è una rivoluzione ancora maggiore, data dal mobile. Infatti, non solo il numero di persone che accede a internet dai dispositivi mobili è di 17.5 milioni, ma il mobile offre un’opportunità che il computer non concede, quella di essere sempre connessi. Con la rete mobile le aziende possono contattare il consumatore in tempo reale ed erogare l’advertising in funzione del luogo in cui questi si trova. La geolocalizzazione influisce anche sul mondo della search, che restituisce i risultati anche in base alla distanza dal consumatore. Non manca, poi, la dimensione interattiva, perché l’azienda non è più l’unico soggetto della comunicazione, anche l’utente comunica, dona feedback, commenta, esprime la propria opinione.
Insomma, si può legittimamente sostenere che, per massimizzare i propri interessi, le aziende devono essere presenti nei luoghi dove le persone passano la gran parte del loro tempo. Per questa ragione, è importante che i brand inizino ad abbracciare il mondo del programmatic, che imparino a sfruttare al meglio i servizi di localizzazione e che creino messaggi rilevanti, mirati alle necessità dei singoli e non alla massa. Una mancata presenza online non può oggi essere giustificata, perché si trasforma inevitabilmente in una enorme perdita di opportunità, vitali per sviluppare il proprio business. Tale situazione è stata ben delineata dagli interventi e dalle ricerche messe in luce durante lo IAB forum, dove, però, si è anche evidenziato come il passaggio delle aziende italiane dal mondo analogico a quello digitale sia ancora molto lento, tanto che un discreto numero di imprenditori non ha ancora alcuna familiarità con i concetti legati alla sfera del marketing digitale.
Per ovviare a questo problema Epc Editore ha deciso di lanciare una collana di libri dal titolo “Digital Marketing”, che mira a far luce su un settore tanto delicato quanto fondamentale. La collana diretta da Andrea Testa, docente universitario ed esperto del settore, si rivolge a tutti coloro che voglio approcciarsi al marketing digitale e che necessitano di essere guidati passo dopo passo verso una maggiore consapevolezza dei margini di profitto che un uso programmatico e sapiente del digital offre. Ne segue che i libri, pur rappresentando una valida opportunità di ripasso di alcuni temi essenziali, non si rivolgono solo ad un pubblico esperto, ma hanno il grande pregio di spiegare in modo semplice e chiaro le basi per ottenere visibilità sui motori di ricerca, per ottenere un’ottimizzazione della spesa pubblicitaria e per donare le coordinate per l’uso scrupoloso e attento delle comunicazioni sui social network. Ad oggi la collana conta sei libri, il primo “Fare business col digital marketing” è firmato dallo stesso Testa e si pone come un’eccellente apri pista, riuscendo a fornire una panoramica completa dei termini e delle tematiche che poi saranno affrontate in maniera ancor più puntuale nei libri a seguire. L’omogeneità dei temi e l’importanza di una lettura unitaria di tutta la collana di libri viene ben rafforzata dall’editore grazie ad una serie di sconti previsti per l’acquisto unitario della stessa collana.
L’importanza di questa iniziativa si ritrova anche nella fortunata veste che Epc editore ha voluto donare alla collana. Infatti, la totalità di questi scritti viene editata sia in versione cartacea che in formato eBook, situazione che di certo sposa una filosofia improntata al digitale, ma che non dimentica chi ancora fatica ad adeguarsi ad essa. Per tal ragione la coraggiosa scelta di pubblicare le opere sia in formato cartaceo che in formato eBook non può che essere accolta in maniera molto positiva, con l’augurio che la stessa possa contribuire a far entrare nell’ambito digital tutte quelle persone e quei manager che ad ora ne sono esclusi o che non colgono le immense prospettive aperte da tale dimensione.
