di Simone Casarin

Lo scorso 27 ottobre, presso l’Istituto Piero Pirelli, si è tenuto GiTalentDays, una giornata di formazione con gli HR Director e gli HR Manager di importanti corporate nazionali e multinazionali (Dell, Edison, Intoo, Pirelli e altri) che aiutano la mia generazione ad avvicinarsi al mondo del lavoro, mettendosi a disposizione con tutte le loro esperienze e competenze nei rispettivi settori.

Nel merito, la giornata è stata una vera occasione per potersi confrontare e poter porre alcune domande a dei professionisti riguardo tematiche su cui i neodiplomati e i neolaureati si interrogano: quanta importanza ha la nostra web identity? Agli occhi di un recruiter ha più valore un master o una laurea magistrale? Lettera di presentazione o cv? L’incontro si è aperto cosi con una sessione di Q&A che potesse essere il più esauriente possibile, riproposta più volte all’interno della giornata. In seguito, dopo qualche delucidazione di Andreana Zioni (OTP Consultant, HR Specialist & Orientatore at Intoo) sul Jobs Act, l’attuale panorama lavorativo nel nostro paese e la contrattualistica per i giovani, sono stati toccati temi che riguardano lo sviluppo di un nuovo glossario aziendale, sempre più evoluto e relazionato allo sviluppo delle nuove tecnologie. Tecnologie queste, che all’interno del mondo lavorativo sono sempre più indispensabili. Con questo appunto, non si è potuto fare a meno di parlare della presenza sempre più costante degli individui all’interno del cyberspazio e di come questa possa creare una serie di indizi sulla nostra persona, dettagli che non sfuggiranno di certo al nostro futuro datore di lavoro.

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Nadia Cappellini (Senior Talent Acquisition Consultant at Philips) evidenzia: “Non è raro che anche 10 minuti prima di un colloquio di lavoro, io cerchi su linkedin e successivamente su google, la persona con cui sono prossima ad interfacciarmi”. È perciò molto importante oggi curare la propria web reputation e filtrare i contenuti condivisi sui social, essere in grado di scegliere quali elementi condividere e con chi. Tommaso Ragno (Web Reputation Consultant at Intoo) aggiunge: “Quello che cerco quando guardo un profilo linkedin di un candidato è un percorso che sia stato costruito da lui per fare in modo che io venga guidato dalle “briciole” nell’acquisizione delle informazioni”; profili Twitter, Facebook ecc., devono quindi essere ben connessi e coerenti tra loro. Inoltre “negli ultimi 2 anni, specialmente in ambiente digital, sempre più frequenti e apprezzati dagli HR sono i Video CV” delle presentazioni interattive che possano mostrare, oltre alle esperienze accademiche e lavorative già esposte sul curriculum cartaceo, le capacità informatiche così come la creatività del candidato (timing consigliato non oltre i due minuti). Quasi a conclusione della giornata in casa Pirelli, Andreana Zioni evidenzia, partendo dal concetto di reti sociali, alcuni interessanti dati: solo il 5% trova una posizione lavorativa grazie al proprio curriculum vitae, il 75% si aggiudica infatti un lavoro grazie al “networking”, alle connessioni.

Il GiTalentDays si conclude con una simulazione di job interview, dove una ragazza dell’uditorio offertasi per l’occasione, ricrea con Nadia Cappellini il contesto di un colloquio di lavoro per entrare in Philips: qui emergono le domande più frequenti degli addetti all’assunzione del personale, così come le risposte ad esse. Matteo Maserati (CEO Matteomaserati.it & HRC Project Manager) consiglia quindi ai partecipanti del GiTalentDays di arrivare sempre preparati ad un colloquio, dopo “aver fatto i compiti a casa”:  essersi costruiti un piccolo background informativo sulla storia dell’azienda presso cui stiamo facendo domanda e sulla persona con cui andremo a svolgere la job interview.


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