di Ylenia Salinaro e Davide Seria
Continua la pubblicazione degli articoli dei nostri studenti sugli interventi allo IAB Seminar Video Advertising: tra Storytelling, Creatività e Innovazione. Buona lettura!
In occasione del SEMINARIO IAB 2016 “Video Advertising: tra Storytelling, Creatività e Innovazione”, gli ospiti Cristina Pianura e Paolo Velluto, rispettivamente CEO di Prime Real Time e CSO di Triboo Media, sono intervenuti riguardo la terza via dell’advertising: il native advertising.
Nel 2015, Triboo Media, società attiva nella pubblicità e nell’editoria online, ha acquisito le attività in Italia di Prime Real Time.
Quest’ultima é la prima piattaforma italiana indipendente di real time bidding (nuova frontiera online di advertising che permette di mostrare in tempo reale annunci pubblicitari a un target selezionato) che recentemente ha istituito una partnership con Sharethrough, società californiana leader mondiale nel segmento dell’in-feed native.
Il native advertising è la categoria pubblicitaria che presenta le maggiori possibilità di crescita nei prossimi cinque anni, grazie alla diffusione di smartphone, principale media personale che necessita di una modalità di gestione completamente nuova e innovativa. Quanto più il prodotto è personale tanto più la comunicazione deve essere integrata in esso. E l’unico formato che oggi abbiamo a disposizione, in grado di gestire questa innovazione, è il feed.
I feeds sono una soluzione pubblicitaria considerata una delle più influenti per il futuro. Essi non vengono semplicemente guardati ma letti in maniera attiva, facilitando l’associazione al brand.
Strutturati sotto forma di testo, le keywords contenute in questo, rappresentano un’esperienza integrata per l’utente, producendo engagement con il brand. Questa soluzione permette di sviluppare una video narrazione anche oltre i 15 secondi.

Il compito di Triboo Media, in veste di editore, è cercare di mettere in contatto il contenuto con gli utenti al fine di generare impression sui 17 brand e i diversi siti che ha in concessione. Bisogna garantire all’utente contenuti di qualità, ma soprattutto Smart e di facile fruizione.
Inoltre, a causa della particolare propensione degli utenti ai contenuti video, l’advertiser deve riuscire a trovare un consenso attraverso quest’ultimi.
Grazie alla tecnologia di Sharethrough si riesce a garantire agli editori un’applicazione non invasiva, migliorando l’engagement e la fruizione spontanea del contenuto. Questo comporta una maggiore propensione al click per approfondire.
Ma come si può riuscire a creare sinergia tra utenti, advertiser ed editori? L’editore deve essere in grado di creare attività multichannel e crossmediali, senza dimenticare il posizionamento premium.
In conclusione si può affermare che: “Nel comparto native advertising il video risulta il formato principe”.
