IAB Seminar 2016. Video Advertising, tra creatività e interattività: la parola a Teads e Samsung

di Veronica Romagnoli e Chiara Ronchi


Continua la pubblicazione degli articoli dei nostri studenti sugli interventi allo IAB Seminar Video Advertising: tra Storytelling, Creatività e Innovazione. Buona lettura!


 

Martedì 18 ottobre si è tenuto al MiCo un rilevante seminario, proposto dallo IAB, dedicato al “Video Advertising: tra storytelling, creatività e innovazione”; principale tema del congresso è stato l’evidente crescita e fruizione dei video online, quindi l’importanza del video advertising che nel 2015 “valeva 364 milioni di euro e il 21% di peso sul totale investimenti con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente e chiuderà quest’anno con una crescita ancora più incisiva, che potrebbe superare il +30% rispetto al 2015 e che rappresenterà un quarto del totale advertising online” (Carlo Noseda IAB Seminar Video 2016).

Tra i vari ospiti che hanno partecipato alla conferenza, Alicia Lubrani, Head of Marketing Communication di Samsung, e Dario Caiazzo, Managing Director di Teads Italia, ci hanno fornito il loro punto di vista sui temi dell’interattività e della creatività da un punto di vista di content e di storytelling.

Alicia Lubrani ha presentato l’innovativa tecnologia del Gear 360: questo prodotto è stato concepito per rivoluzionare la concezione classica di video e foto. Con Gear 360, composta da due fotocamere a 180° che creano un’unica foto, Samsung vuole restituire ai consumatori un’immagine o un video a 360° non tramite un “puzzle” composto da tante fotocamere, ma un prodotto unico, ad un prezzo accessibile (circa 350 euro). Sarà dunque possibile, grazie a Gear 360, catturare foto e video a 360° e quindi poter riprendere il mondo che ci circonda in assoluta libertà e senza compromessi.

gear360
Gear360 (Foto: Samsung)

La challange di Samsung è raggiungere gli Italians Millenials, target difficile da attirare proprio perché è sempre alla ricerca di innovazione e quindi molto attento e informato; Samsung quindi ha proposto un prodotto fuori dagli schemi che supera i limiti della tradizionale immagine, lavorando su un insight molto importante: un selfie non basta per mostrare le proprie emozioni ed esperienze, queste devono anche poter essere vissute da chi le vede. Attraverso Gear 360 è possibile vivere in prima persona eventi, attività ed esperienze che caratterizzano la vita delle persone: è possibile dunque mostrare a 360° il proprio mondo attraverso un roundie, “Your world is not flat, it is #roundie” (claim ben costruito, in contrasto con il “superato” selfie).

Tale concept è chiaramente mostrato nella campagna realizzata da Samsung per le Olimpiadi di Rio 2016, “Molto più che Olimpiadi. Vivi Rio 2016 a 360°” per la quale è stata scelta un team di 7 atleti azzurri pronti a far vivere a 360° l’emozione delle proprie discipline. L’obiettivo è dunque quello di promuovere il superamento di qualsiasi tipo di limite o barriera sociale, linguistica e fisica attraverso un oggetto che nobiliti i successi sportivi e l’aggregazione sociale e che sia in grado di permettere l’immedesimazione totale nella vita e nelle emozioni degli atleti, nel luogo e nella persona che si inquadra, la cosiddetta esperienza immersiva.

È possibile vedere la tecnologia 360 da Facebook, YouTube e Google+, ma essa è stata anche “portata dove i consumatori vanno a leggere” grazie alla partnership tra Samsung, Teads e RCS che ha consentito inoltre “una targettizzazione degli interessi degli utenti rilevando un contenuto e proponendolo con un’esperienza a 360” (Alicia Lubrani IAB Seminar Video 2016).

Teads è “una piattaforma di video advertising, che si rivolge a buyer e seller, offrendo servizi per la distribuzione di campagne pubblicitarie, all’interno di ambienti premium” (Engage, intervista a Dario Caiazzo). Nell’incipit dell’intervento di Dario Caiazzo, Managing Director di Teads Italia, viene mostrata un’importante opportunità da cogliere: investire in pubblicità su mobile. Infatti, in questi ultimi anni si è registrato un progressivo utilizzo del mobile a discapito del tradizionale device per eccellenza: il desktop/pc. Questa tendenza deve essere sfruttata secondo Caiazzo, il quale ha chiarito che la sfida di Teads è legata alla creatività sia dal punto di vista di content e storytelling sia di formati e tecnologia.

Nelle campagne di video advertising, da una parte ci possono essere fattori problematici come misurabilità, dati, sistemi operativi e intrusività dei formati, che possono ridurre l’efficacia della campagna; basti pensare che l’80% degli annunci video su mobile sono spot televisivi adattati alla fruizione online: questo porta sicuramente a un risparmio dal punto di vista economico ma a una perdita della qualità della performance. Dall’altra parte ci sono elementi, come formati non molesti e l’uso della tecnologia, che possono invece portare alla riuscita della campagna. Sulla base di questi due spunti, Teads spinge sull’utilizzo di formati per mobile piuttosto che per pc, invitando a lavorare quindi sui formati verticali (più adatti alla fruizione del device mobile), tenendo conto anche del fatto che si è registrato che l’80% delle persone guarda i video su mobile in modalità off dell’audio, quindi producendo video che si adattino a questo tipo di tendenza (Caiazzo la definisce “telefono muto“).

L’offerta tecnologica proposta da Teads, relativa ai vertical video, comprende la “possibilità per tutti gli inserzionisti a livello globale di trasformare le creatività televisive in video verticali adatti a una diffusione su mobile, con effetto 360 gradi, e di erogarli all’interno di property editoriali premium” (da articolo di Alessandra La Rosa realizzato per Programmatic Italia 2016). Un’altra sfida che Teads ha intenzione di portare avanti riguarda l’interattività: elemento fondamentale in quanto permette una partecipazione, un coinvolgimento, una relazione e connessione più forte da parte dell’utente. Teads quindi sta lavorando sull’interattività su più livelli: da una parte playgrate, una piattaforma che consente di inserire interattività all’interno dei video, instaurando un engagement di un certo livello; dall’altra la conversazione intesa come chat: conversational ads/chat bot sono software di artificial intelligence che conversano con un essere umano come se fossero anch’essi esseri umani.

Per concludere questi interventi „ 360°” Marco Montemagno ha proposto a tutti i partecipanti di realizzare un roundie utilizzando Gear 360°, consentendo alla platea vivere e ricordare questa innovativa esperienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Lascia un commento