di Ilaria Sgrò e Giacomo Tedeschi


Continua la pubblicazione degli articoli dei nostri studenti sugli interventi allo IAB Seminar Video Advertising: tra Storytelling, Creatività e Innovazione. Buona lettura!


Durante lo Iab Seminar è intervenuto anche Carlo De Matteo, co-founder e Head of Business Division di TheOutplay. Quest’ultima è una società che ha sviluppato una piattaforma tecnologica che abilita la distribuzione e lo scambio di video tra editori e produttori di contenuti, sulla base di un meccanismo di revenue sharing pubblicitaria.

Il mercato del video online oggi è dominato da colossi come Facebook e altre piattaforme che consentono agli inserzionisti di raggiungere in modo semplice e diretto la loro audience. Gli investimenti online delle aziende sono quindi in crescita, senza sempre raggiungere però, dato l’alto costo della produzione e acquisizione di video, adeguati ritorni.

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Da qui è nata l’adozione crescente di formati video di ogni tipo, come In-banner video e Outstream, che godono oggi di un notevole successo. Questi formati producono ricavi da un inventory artificiale ai danni della user experience con un livello di engagement più basso. I player del settore hanno allora deciso di investire sulle OTT, dove questi formati non trovano spazio. E’ importante però sottolineare che sui social media invece c’è il rischio di commenti negativi degli utenti, e ciò puo portare ad una comunicazione poco performante e vulnerabile. I publisher devono trovare quindi una piattaforma indipendente per risolvere il problema degli alti costi di produzione e di adozione della tecnologia video. Il fondatore di The Outplay ha fornito ad essi una soluzione, ovvero ha concesso agli advertiser l’utilizzo di un luogo sicuro per tutelare la loro immagine e promuovere il loro messaggio. The Outplay è infatti una piattaforma indipendente che collega direttamente publisher, advertiser e content owner fondendo video, advertising e tecnologia in un’unica soluzione. Gli advertiser possono quindi proteggere e sostenere i publisher affidando loro la propria spesa pubblicitaria e ai publisher stessi viene permesso l’accesso a migliaia di video premium consentendo di generare un’inventory incrementale. Le impression diventano quindi una commodity da vendere direttamente all’inserzionista tramite questa intuitiva piattaforma. I publisher possono gestire la loro strategia in maniera hand-to-hand.

Uno dei punti cruciali dell’intervento di Cardo De Matteo è sicuramente la distinzione tra Ad Tech al MarTech.

 

Il mercato dell’advertising si sta evolvendo sempre di più verso una nuova era: quella del MarTech, ovvero la fusione del marketing e della tecnologia. La tecnologia non viene più vista quindi come quella materia difficile da comprendere alla quale solo i tecnocrati potevano mettere mano.

Dalla definizione di Martech, non ci dovrebbe nemmeno chiedere il perché il MarTech abbia “soppiantato” l’AdTech.

Carlo De Matteo evidenzia come, soprattutto in questi anni, le aziende cercano sempre di più un rapporto diretto con la tecnologia. Se prima con l’AdTech c’era bisogno di uno o più intermediari (ovvero i tecnici), oggi attraverso l’utilizzo del MarTech le aziende non hanno più bisogno di questi intermediari. La differenza quindi consiste nei contenuti di qualità e la capacita di mettere insieme tutto questo.


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