di Ilaria Sgrò e Denise Caggio


Continua la pubblicazione degli articoli dei nostri studenti sugli interventi allo IAB Seminar Video Advertising: tra Storytelling, Creatività e Innovazione. Buona lettura!


Marco Giusti di Akamai ha aperto il workshop con qualche numero: ogni 60 secondi vengono caricate online 7600 ore di video.

Possono bastare questi due semplici dati per capire quanto il mondo del video advertising sia vasto e quanto lo streaming sia qualcosa di fondamentale importanza oggigiorno.

Nel 2015 lo streaming ha viaggiato ad una velocità di 34Tbps, cinque volte maggiore rispetto al 2014; la complessità è in costante crescita, sia perché sono molti di più i modi di guardare video online (in termini di formati) sia perché i devices si stanno moltiplicando, tanto da contare 7000 dispositivi diversi al giorno che permettono di guardare video online. Questo significa inevitabilmente che le aspettative degli utenti aumentano: “Quality matters!”

Akamai1.jpg

La qualità si riflette nella velocità di navigazione (nel 2000 si viaggiava a mezzo Mb, ora a 4K) ma non solo, la qualità è legata anche a buffering, starter time, bit-rate. Se l’utente ha la possibilità di guardare un contenuto in maniera continuativa, senza interruzioni, questo gli farà scegliere di restare sul sito e di non abbandonare, viceversa se un video va in rebuffering o se lo starter time è eccessivamente lungo l’utente interromperà la navigazione: ogni 10 secondi di starter time si perde la metà degli utenti.

“Consumers are losing patience”: circa la metà di essi si aspetta che una pagina si apra in 2 secondi, il 30% si aspetta che si apra in meno di un secondo, addirittura il 18% si aspetta che ciò avvenga istantaneamente.

Il comportamento dell’utente che si serve di uno smartphone, di un tablet o della TV è analogo:

“Quality leads to more engagement”

Che si parli di Linear TV o di OTT, ciò che conta allo scopo di ingaggiare sono i contenuti, il numero di interruzioni (che devono essere poche, rilevanti e/o sopportabili) e la qualità. Un dato significante è il numero di giovani italiani (minori di 35 anni) che usano AdBlocks: si parla di una percentuale del 30%, piuttosto pesante considerando oltretutto che è in continua crescita.

Già nel 2010 si diceva che entro il 2015 ci sarebbe stato il sorpasso del mobile sugli altri devices: beh, effettivamente è andata così, l’uso del mobile ha superato la fruizione di contenuti da desktop e questo dato è evidentemente connesso con l’aumento delle vendite degli smartphones. Il desktop, tuttavia, rappresenta ancora qualcosa di indispensabile: si stima che entro il 2019 il mobile peserà per il 60%, ma resta comunque scoperto un buon 40%, che non è una percentuale irrilevante, anzi.

La conclusione è che nel mondo del digital video è necessario un approccio olistico, “no component is an island”, bisogna ricordare che ci si sta occupando di “more than JUST audio and video”.

E’ possibile monetizzare un contenuto “cattivo”? Sì, probabilmente sì, ma si tratterà di un picco, non rappresenterà di certo un business sostenibile: per una monetizzazione sostenibile tutta la filiera deve essere di qualità.

La seconda parte di questo workshop è stata invece tenuta da Francesco Bassoli, Digital Media Trafficker presso Mosaico Produzioni che ha articolato il suo discorso in tre punti principali: il player Meride, le sue features ed opportunità tecnico-commerciali e l’analisi di una case history concentrata su Banzai Media e Meride.

Riassumento il suo intervento si può dire innanzitutto che Bassoli ha tenuto a sottolineare l’importanza, in termini di monetizzazione, della velocità di caricamento di un video per una maggiore fluidità di fruizione e di un’interfaccia con design moderno per valorizzare il contenuto video. Grazie a queste caratteristiche infatti è possibile ottenere un maggiore engagement dell’utente, valorizzare il traffico organico e abbattere il Bounce Rate.

“Le performance contano”

 Basse performance significano abbandono da parte degli utenti.

È poi passato nello specifico a Meride video Player, compatibile con oltre il 97% dei devices, e che ha lanciato sul mercato un sistema proprietario di video analytics in aggiunta ai classici KPI. Inoltre Meride ha anche scelto di dare ai publisher la possibilità di scegliere come comportarsi con gli utenti che utilizzano AD Blocks, offrendo diverse soluzioni come abbassare la qualità del video o erogare un contenuto pubblicitario alternativo prima del video. Bassoli ha poi evidenziato l’importanza per i publishers del Breaklive attraverso il quale possono monetizzare eventi live streaming di più lunga durata.

Ulteriori vantaggi di Meride sono, oltre al design moderno, il player HTML5 per desktop e mobile, e SDK proprietario, che permette di migliorare la velocità di caricamento (pari ad un secondo).

Interessante anche il Case of Study affrontato, che vede come protagonisti i due player Banzai Media e Meride. Si è parlato di come soluzioni tecniche e scelte mirate riguardo ai contenuti aiutino ad aumentare il traffico online, dell’importanza della customizzazione e dei vantaggi dell’HTML5. In particolare, rispetto a quest’ultimo aspetto, Banzai Media, realtà industriale attiva nel mercato Internet e focalizzata sui settori E-Commerce e Media, grazie al player HTML5 raggiunge oltre il 70% di viewability (mentre con player Flash la viewability era pari solo al 20%), nonché un caricamento più rapido della push (push-down in sovraimpressione per 5 secondi).

Sono caratteristiche, queste descritte, che fanno la differenza in termini di qualità e monetizzazione.


Lascia un commento