di Carola Barnaba e Alessia Girola

Tra le agenzie che quest’anno hanno partecipato allo IAB Forum 2017 con i loro workshop, figura anche Lovemark. Come spiega Luca Catellani, CEO e Founder, Lovemark è una società di digital marketing con sede a Reggio Emilia, che da 10 anni si occupa di attività consulenziale per le aziende di outsourcing le quali, lavorando nel settore del B2B italiano, non hanno ancora un ufficio marketing adeguato. Il compito di Lovemark è quindi quello di lavorare sui Big Data al fine di sviluppare la strategia più efficace per far convergere l’azienda verso azioni che la portano a raggiungere gli obiettivi di marketing.

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Due sono le parti fondamentali in cui il workshop di Lovemark si suddivide: una prima parte con l’analisi del mercato digitale nel settore B2B (oggi fortemente eterogeneo), con un focus sul ruolo di Lovemark per le imprese stesse, mentre una seconda parte analizza nello specifico l’attività della società, attraverso un caso esplicativo del settore meccanico.

Da una recente analisi delle aziende del Nord, è emerso come il 20% di queste produca maggiori ricavi attraverso il marketing automation content, ovvero attraverso la creazione automatizzata di contenuti. Dal momento che il mercato B2B italiano è ancora acerbo, le aziende spesso si affidano ad agenzie come Lovemark per avere una lettura dei nuovi mercati con una particolare sensibilità sul tema dell’internalizzazione, di modo tale da compiere un’adeguata customizzazione, incrementare la brand awareness e soprattutto affidarsi ad un agenzia che governa bene le tecnologie fondamentali per poter integrare i vari processi di marketing.

 

Ma qual è il futuro del digitale nel B2B? Sicuramente è una presenza in crescita ed indirizzata principalmente su due macroaree: da un lato tutti i sistemi che lavorano nell’ambito della comunicazione; dall’altro quelli legati all’ottimizzazione dei processi.

 

A seguito della puntualizzazione di questi due pilastri fondamentali, Luca Catellani introduce quindi il discorso di Ilaria Albertini, Product Manager Lovemark, che invece presenta un caso reale in cui Lovemark è dovuta intervenire: il caso Brevini. La forza di Lovemark, come spiega Ilaria Albertini, risiede nella totale personalizzazione. L’agenzia propone infatti strategie customizzate, che diano valore all’esperienza del cliente e al suo coinvolgimento, lavorando attraverso un processo per step, definiti come segue: analisi interna, analisi della concorrenza, fase operativa e fase di comunicazione attraverso l’uso di piattaforme di networking.

Il marketing mix che si va a creare per ciascuna azienda è caratterizzato da una forte componente digital, ma che risulta essere ancora combinata ad attività di marketing off-line, tutt’ora presente e particolarmente importante per il settore B2B, come la partecipazione a fiere ed eventi.

 

 


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