Di Elia Buongarzone e Ilaria Doganieri

Durante il workshop dello IAB FORUM tenuto da Sergio Brizzo, CEO di Across, e Paolo Tenna, CEO e Founder di MyVisto, attraverso un case study si è discusso del ruolo dei video non solo con il fine di creare awareness per un brand, ma anche per obiettivi più misurabili.

MyVisto è una piattaforma di user genereted content, che ha il fine di produrre contenuti video mettendo in relazione il mondo dei brand con producer, videomaker e filmaker. L’azienda infatti, puntando sull’eccellenza italiana nell’ambito della produzione video, ha deciso di valorizzare  questi talenti e le professioni ad esso connesse attraverso due iniziative: MyVisto Challenge e MyVisto Accademy.

Nel primo caso le aziende hanno fornito un brief sulla piattaforma di MyVisto in relazione al quale si chiedeva non solo di realizzare dei contenuti, ma anche di sollecitare l’interazione con i follower, i quali avrebbero dovuto esprimere dei voti sui contenuti proposti dai videomaker.

L’obiettivo quindi era duplice: creare contenuti di valore e creare engagement online. Successivamente MyVisto avrebbe scelto gli otto video più meritevoli, valutando sia i contenuti ma tenendo anche conto dei voti ricevuti.

Con MyVisto Accademy, invece, l’obiettivo era quello di selezionare i migliori videomaker tra i partecipanti all’iniziativa, scelti da una commissione “super partes” operante nel cinema.

Questa volta i videomaker selezionati avrebbero avuto, con un budget a disposizione, la possibilità di creare contenuti attraverso lo storytelling, il brand awareness e l’engagement, ma anche di partecipare a delle master class di formazione.

Per dimostrare l’efficacia di questo metodo, MyVisto e Across hanno mostrato un case study sul brand di CheTariffa.it, una piattaforma che ricerca in rete la migliore tariffa in ambito di energia elettrica.

L’esperimento è stato quello di analizzare, attraverso due campagne test, il risultato finale tra l’opzione con video e senza video.

Il primo test è stato effettuato con l’email marketing ed è stato analizzato il comportamento degli utenti una volta arrivati nella landing page di CheTariffa.it, prima con una campagna senza video, poi con una con video. In quest’ultimo caso si sono ottenuti risultati leggermente migliori, con un incremento del tasso di conversione di quasi l’1% e un aumento del tasso lead to sales di 0,5%.

Lo stesso test è stato fatto sul canale native dove il traffico degli utenti è stato diviso: una volta il click rimandava alla landing page con il video e un’altra volta alla landing page senza video. I dati generati sono stati più concreti, il tasso di conversione è migliorato del 10% nella landing page con video e di conseguenza sono aumentate anche le vendite del 3,23%. MyVisto ha permesso di creare otto video diversi per una pianificazione della campagna più duratura e multicanale, garantendo un flusso costante e continuativo di lead. Il ragionamento successivo è stato quello di operare oltre che cross-channel anche cross-device, quindi realizzare video in formati diversi.

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L’ultima parte del workshop, quindi, è stata dedicata all’importanza del formato video in relazione al device di riferimento e all’impatto che il video stesso ha sull’attenzione del consumatore. Riguardo a ciò è importante tener conto di alcune considerazioni:

  • Per il 70% del tempo speso sui social, l’attenzione dell’utente è molto bassa, di conseguenza i video dovranno risultare quanto più brevi e memorabili, puntando soprattutto sull’awareness e sulla frequency.
  • Per il 20% del tempo l’attenzione è più elevata. I video potranno essere più lunghi con obiettivi di engagement, l’utente in questo caso sarà disposto ad interagire con un like o con un commento.
  • Solo per il 10% del tempo l’attenzione dell’utente è massima e sarà disposto ad effettuare un’ipotetica azione di conversione.

L’obiettivo è quello di dimostrare come per ogni canale sia necessario ed indispensabile utilizzare il formato più performante, riuscendo in questo modo ad ottenere una campagna video multicanale integrata.


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