IAB Forum 2018: Come il digitale può essere al servizio dell’uomo

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di Felice Ragona, Francesca Maffi, Francesco Biscuso e Simone Capurso

All’interno del Panel “Il digitale al servizio dell’uomo” tenutosi nel corso dell’edizione 2018 dello IAB Forum, si sono confrontati sul palco, moderati dalla giornalista Barbara Serra: Davide Villa, Chief Marketing Officer E.ON Italia, Ernesto Garcia Domingo, Chief Commercial Officer Cyber Pirelli, Davide Bigoni, Project Manager Samsung Electronics Italia, Filippo Corsaro, Head of Marketing di Crédit Agricole Italy e Saverio Tridico, Direttore Corporate and External Affairs Nexi.

Qual è la strada da prendere perché il digitale sia sempre più al servizio dell’uomo?

Davide Villa apre il dibattito e sottolinea come sia il mondo che l’energia stiano cambiando: infatti, si pensa che nel XXI secolo l’energia sarà rinnovabile, decentralizzata e digitale. Il digitale è l’elemento principale per l’evoluzione, a partire da quello che riguarda l’ambito domestico fino ad arrivare alla mobility. Rendere il futuro digital enabled è quindi un elemento base. Il riferimento è subito a quanto mostrato da Daan Roosegaarde nel panel precedente, ed Ernesto Garcia Domingo racconta di quanto anche per Pirelli sia importante cercare di capire come creare qualcosa che sia utile per l’ecosistema: non è sempre necessario guardare ai dati, ma va ridata importanza all’utilità, a come rendere la vita semplice al resto dell’ecosistema. É necessario quindi isolarsi dal day by day business e pensare al futuro distaccandosi dalla routine.

Davide Bigoni di Samsung parlando di digitale declina il tema in tre mainstream: in primo luogo quello della tecnologia che abilita scenari ma può essere considerata un “abilitatore”, in secondo luogo quello dei servizi che possano calarsi sull’utente e che rendano l’esperienza dell’utente completamente personalizzata; ed infine quello della user experience. Il digitale è quindi il modo migliore per interfacciarsi alla tecnologia, tentando di creare un mondo in cui anche un’applicazione possa imparare dall’utente, attraverso un processo di deep learning.

Il discorso prosegue con l’intervento di Filippo Corsaro, che vede nell’innovazione una possibilità solo se questa viene redistribuita all’interno di tutte le aziende, con il digitale che diventa quindi un abilitatore. Questo sforzo permetterebbe di offrire ai clienti delle esperienze uniche. “Innovazione e tecnologia mi sorprendono sempre con frequenza”, con questa frase di Alan Touring, Saverio Tridico inaugura il suo intervento: una frase importante di 75 anni fa ma valida ancora oggi, dice. Da sempre, infatti, l’umanità si stupisce dell’innovazione. La grande novità è però che negli ultimi 50 anni il tasso di sviluppo dell’innovazione è stato superiore a quello della storia dell’umanità. Oggi ci sono dei nuovi principi che parlano di uomo tecnologico, di un uomo che diventa sempre più potente grazie alla tecnologia, ma che deve tenere a mente che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”; responsabilità che non deve gravare sulle spalle dei singoli soggetti, ma piuttosto deve stare in capo alle grandi aziende. In Italia siamo abituati a porci delle domande sul cambiamento quando questo è già bello che avvenuto, risultando sempre in ritardo.

Il focus si sposta poi sul concetto di smart: per Villa, smart significa “relazione con la nuova energia” e successivamente mette in risalto il tema della smart home. Per Villa la smart home è un vero e proprio ecosistema attorno alla casa energetica, ed un abilitatore di cultura sostenibile che aiuti il cittadino a diventare uno smart citizen. Questo è un altro ambito nel quale in Italia siamo molto indietro, perché all’estero l’interesse per questo argomento cresce sempre di più.

Domingo sottolinea come il concetto di smart possa essere adattato anche agli pneumatici, con dei sensori sviluppati insieme alle stesse case automobilistiche che forniscano dati sullo stato di “salute” della macchina; questo è il nuovo paradigma dello pneumatico.

La chiacchierata prosegue toccando il sempre più attuale argomento dell’Internet of Things (spesso abbreviato IOT): un nuovo modo di approcciare internet che si sta diffondendo sempre di più e che è bene sapere a che cosa serve e come possa essere usato al servizio dell’uomo. A questo quesito, prova a dare una risposta Davide Bigoni: per Samsung, l’Internet of Things è sempre più importante e l’azienda sta investendo molto su questo settore. Uno sviluppo intensivo di questa tecnologia, unito allo sviluppo di un’altra tecnologia che è il 5G, permetterà grazie ad una piattaforma proprietaria di Samsung chiamata “Smart Things” di utilizzare oggetti di uso quotidiano che saranno sempre collegati ad internet.  Questa piattaforma, a differenza di tutte le altre, sarà completamente accessibile anche dalle terze parti, in modo che tutti possano integrare servizi sulla piattaforma.

Un altro degli argomenti interessanti trattati nel corso di questa roundtable è stato la sostenibilità e di come questa sita fondamentale. Come la interpreta il Crédit Agricole? Filippo Corsaro risponde dicendo che il nome del gruppo già dice tanto e la sostenibilità permea il gruppo in Italia e nel mondo. 

In Italia in particolare il gruppo ha in atto diversi progetti che hanno come obiettivo il benessere sociale. Sono ad esempio stati messi sul mercato prodotti di finanziamento legati alla piantumazione di alberi: grazie a quest’idea sono state piantumate intere zone d’Italia che erano state disboscate. Poi c’è un tema green anche sugli investimenti: il Crédit Agricole è attento agli investimenti in prodotti legati al green. Anche questo rende in questo momento il gruppo un po’ differente da altri: l’headquarter è una struttura costruita per le persone, e ha ampio impatto in termini di ecosostenibilità.  

La giornalista Barbara Serra prosegue poi con l’ultima interessante domanda: “Si parla di Smart Citizens, ma come si può essere Smart Consumers?”

A tal proposito, risponde Saverio Tridico per Nexi. Secondo Tridico, i dati rispondono in maniera molto diretta. In questo paese passiamo in media circa sei ore e otto minuti al giorno su internet. Più di 11 milioni di cittadini – i cosiddetti Millenials – spendono circa due ore e quarantacinque minuti al giorno sui social. Sette italiani su dieci prima di spegnere la luce e addormentarsi guardano lo smartphone e quattro di questi lo consultano durante la notte. Che siamo smart nell’utilizzo della tecnologia è inequivocabile.

Ma essere smart vuole anche dire fare scelte molto economiche dal punto di vista dello sforzo della scelta d’acquisto. In un contesto dove siamo bombardati di informazioni, siamo soliti muoverci attraverso quattro dimensioni: semplicità, velocità, sicurezza e il “bello”. Ed è proprio sul “bello” che un’azienda può trovare buoni consumatori, quelli che non solo cercano un bene, ma lo “divorano”. Nel mondo dei pagamenti digitali questa è una grande sfida. Quella di Nexi è di fare un salto di qualità dando valore alla moneta digitale, consentendo di usare il digitale come stile di vita smart. Secondo l’azienda, ogni pagamento sarà digitale. “Ci si può interrogare sul quando, sul come ma non sul se” conclude Teorico. “Girare con pezzi di metallo o pezzi di carta disegnati è anacronistico”.


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