Outbrain: Focus e outstream, i formati video per attrarre l’utente

di Deborah Russo e Federica Mannino

Al Workshop dello IAB Forum 2018, Carmelo Noto, Country Manager di Outbrain Italia,  ci introduce al tema trattato: i formati video.

Prendendo in considerazione i dati sugli investimenti del video advertising in Italia, si osserva come ormai la maggior parte dei brand abbia scelto di investire nel digitale e si osserva un aumento nell’uso di piattaforme come il mobile e abbastanza sorprendentemente di Smart TV, un dato che segnala come queste vengano colte sempre più come nuove opportunità per advertiser e agenzie.

Alla luce di questi dati, in un contesto in cui la comunicazione avviene in maniera immediata sui social e nascono nuove forme di TV, si utilizzano più schermi, si è connessi 24/7, prevalentemente da smartphone, è chiaro che ci sia talmente tanta offerta di contenuti che è diventato allo stesso tempo più difficile interessare e coinvolgere realmente le persone. A tal fine, il video è un ottimo strumento per creare una connessione profonda tra il brand e il suo target, ed efficace per creare maggior empatia.

Outbrain, nasce 10 anni fa negli Stati Uniti e si è posta fin da subito, come sfida, quella di creare una comunicazione che sia meno intrusiva (da qui la scelta di posizionare i formati sempre a fondo della pagina di un articolo o di un advertiser), aumentare l’engagement e soprattutto, migliorare l’esperienza utente per evitare di disturbare la navigabilità di un sito, che non fa percepire il formato come un valore aggiunto per l’editore che lo sta ospitando.

L’obiettivo è quindi anche oggi, quello di creare contenuti meno intrusivi, con pochi formati ma di valore, offerti in base alle affinità dell’utente, in contrasto ad un mercato che ne presenta un’ampia varietà estremamente intrusiva. Gli obiettivi posti, si concentrano in un prodotto: “Focus”, un formato video di tipo click-to-watch che grazie a strumenti di targeting, permette di individuare gli interessi autentici dell’utente in base alle abitudini di navigazione.

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Noto, presenta una serie di esempi di brand che hanno utilizzato Focus e con quest’ultimo lo scopo è di portare l’utente dal click-to-skip al click-to-watch poiché si ispira a una filosofia di tipo pull, che quindi attrae l’utente, offrendogli qualcosa che può interessarlo.

Come primo esempio, ci viene proposto un video che presenta in maniera coinvolgente un insieme eterogeneo di brand appartenenti a settori merceologici differenti. Il secondo, è un esempio di come avviene la fruizione: è a libera scelta dell’utente cliccare e scegliere di approfondire e fruire di un determinato contenuto, il video si può personalizzare nel formato con ulteriori dettagli inerenti al prodotto, o aggiungendo delle call to action. Da questi due casi è evidente che non ci sono problemi di viewability dato che chi decide di interagire ha indubbiamente visto il formato ed è evidente che lo storytelling assume un ruolo importante poiché dai dati raccolti, si dimostra che i video oltre i 30 secondi, hanno tassi di completamento molto elevato.

Il terzo esempio è un video promosso da Danacol in cui viene mostrata una ricetta che nulla ha a che vedere con il brand, ma ne rispecchia la filosofia di una vita sana e una dieta bilanciata. In questo caso il brand omaggia i suoi utenti, nonché potenziali clienti, con un contenuto che può essere di loro interesse e presenta solo alla fine un rimando minimo ai prodotti con il riassunto della ricetta. Risulta che i dati raccolti in termini di CTR e Compression Rate sono superiori alla media dei dati degli altri formati tradizionali come video.

Gli ultimi esempi presentati sono un video che coinvolge in intrattenimento della casa automobilistica Abarth, e un video di promozione del turismo in Israele, in cui spicca la personalizzazione della cornice e delle call to action mostrate. I dati raccolti da Outbrain riconfermano dati interessanti per quanto riguarda i tassi di completamento, rispetto alle metriche abituali di fruizione dei video.

La società, ha inoltre stipulato un una partnership con Innovid, per stimolare maggior engagement dando la possibilità all’utente, di personalizzare il prodotto sponsorizzato, ad esempio, cambiando il colore della vettura accedendo al configuratore direttamente nel formato.

Per quanto riguarda le novità in arrivo dal prossimo anno in Italia, Outbrain ha in previsione l’uscita del formato outstream, già proposto in altri paesi del mondo in cui l’azienda è presente. Si tratta di un format posto sempre a fondo pagina che parte spontaneamente, senza cliccare, con l’audio off e che rileva se nella stessa pagina dovessero esserci altri video dell’editore. Consente di avere un buon engagement senza richiedere necessariamente un interazione, l’audio si attiva e il video si espande, solo nel momento in cui l’utente decide di interagire. Per l’azienda è un opportunità di espandere il proprio bacino di utenti e editori, acquisendo come partner la piattaforma Zemanta, specializzata in formati pubblicitari nativi.

Come sottolinea Noto, i formati video presentati, possono rappresentare una piccola rivoluzione che pone le sue basi sempre a beneficio dell’utente.


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