Di Antonia Barlettani, Zaghi Serena
La sessione pomeridiana dello IABForum 2019 si è avviata con numerosi workshop tra cui quello dedicato a GroupM durante il quale ci siamo interrogati su chi fossero davvero i nostri maggiori influenzatori.
Perché oggi è importante parlare di influenza? Già da qualche anno stiamo assistendo ad un cambiamento molto forte – il quale – negli ultimi anni ha preso un’accelerazione ancora più significativa e verticale che vede un passaggio di potere dal brand al consumatore: possiamo dire che i consumatori oggi, stanno diventando loro stessi una parte affascinante di esso. Grazie alle piattaforme dei Social Newtork che tutti noi conosciamo, l’utente può avere un’opinione e condividerla in maniera molto semplice ed è proprio in questo scenario che capiamo che l’influenza sta diventando sempre più importante.
GroupM ha quindi deciso di condurre una ricerca volta a capire le dinamiche e le logiche che la governano rivelando che 8 persone su 10 dichiarano di essere influenzate da qualcuno per il loro processo di acquisto, e il fatto che molte persone tendenzialmente sostengano di essere incorruttibili non lasciandosi convincere da altre persone nei loro acquisti, dimostra di essere un dato davvero sconvolgente.

Chiaramente gli influencer non possono mancare da quello che è il perimetro di questa discussione, in quanto vediamo un mercato di investitori che sta credendo molto in questa forma di Influencer Marketing. Ma stiamo davvero parlando dei comuni influencer che troviamo sui Social Network? Beh sì, anche. Ma lo scopo di GroupM nel workshop intitolato “Influence not only Influencer” è quello di svelare oltre a loro quali sono i nostri maggiori influenzatori. Grazie a questa ricerca sono stati in grado di distinguere dei layer di influenza ben distinti e con delle dinamiche diverse tra di loro: si tratta di layer che riguardano la famiglia, gli amici e i social pierce. Tra tutti questi, il partner è considerato il maggior influenzatore, coprendo un indice dell’82% per quanto riguarda la categoria dei viaggi, così come in tutte quelle categorie che fanno parte del tempo libero, essendo spesso tempo condiviso.
Il focus dello speech si è poi spostato su come la tecnologia influenza le nostre decisioni di acquisto: semplicemente si inserisce nei diversi layer di influenza. Secondo un’ulteriore ricerca condotta da GroupM 7 persone su 10 si fidano delle recensioni che trovano sui diversi siti per decidere se acquistare o meno qualcosa o prestando ascolto a consigli che non arrivano nemmeno da persone fisiche o sconosciuti, ma da algoritmi. Ma cosa succede quando questi algoritmi iniziano ad assumere tratti peculiari della natura umana, e in primo tra tutti quello della voice? Lo stiamo vivendo tutti i giorni sulla nostra pelle: 1 persona su 2 è convinta che tutto il mondo della voice search ci possa di fatto aiutare a rendere più semplice i processi d’acquisto. Diventa di conseguenza anche molto più naturale interagire a voce piuttosto che digitare su una tastiera.

È proprio qui che avviene il cambiamento: il fatto di passare da una semplice query digitale su una tastiera ad una conversazione bidirezionale, attraverso la quale attribuiamo al nostro interlocutore una personalità in base al tone of voice che viene utilizzato. Query conversazionali – tone of voice – personalità sono i tre elementi fondamentali di questi nuovi dispositivi: in primo luogo dovranno trasmettere diligenza e competenza, altrimenti diventerà difficile instaurare un rapporto di dialogo. In secondo luogo, dovranno ispirare fiducia, in un certo qual modo convincere l’interlocutore che la scelta che gli sta proponendo sarà la migliore e la più adatta a lui. Infine, dovranno anche trasmettere piacevolezza, in quanto si sta pur sempre trattando di un dialogo.
GroupM conclude il workshop informandoci che oggi non è difficile pensare ad un mondo presente e potenzialmente futuro, nel quale ciascuno di noi avrà a che fare con una serie di dispositivi di Intelligenza Artificiale che siano in grado di adattare la loro personalità e il loro modo di rispondere sulla base di chi sta facendo una determinata ricerca. Questo ci aiuta ad immaginare un futuro molto vicino in cui anche tutto il mondo degli assistenti vocali, potrà essere inteso come un’ulteriore sfera di influenza.


