Il progetto Atelier, l’hub tecnologico-creativo di Teads

Scritto da Martina Ruga, Claudio Molinari.

Durante il primo pomeriggio di IAB forum abbiamo partecipato ad un workshop tenuto da Teads, the global media platform, che ci ha illustrato come un approccio di convergenza fra media e tecnologia possa portare benefici ad una filiera. 

Teads è una global media platform, attraverso l’utilizzo di audience qualitativi garantisce l’accesso ai migliori publisher, alla base di tutto troviamo infrastrutture di intelligenza artificiale. 

Massimo di Gennaro, Sales Director di Teads, sottolinea come attenzione e fiducia in questo mondo siano due elementi chiave. Egli afferma che per un Brand è molto difficile rimanere impresso nella mente dei consumatori, infatti, solo un annuncio su cinque viene realmente letto e solo il 16% degli annunci pubblicitari ricevono più di un secondo di attenzione da mobile. 

Il suo obiettivo principale in questa sede è illustrarci il progetto atelier, un approccio collaborativo basato sul concetto di convergenza tra media, creatività e tecnologia che ha coinvolto i Brand e Media Team Aptamil, l’agenzia creativa Madfish, il centro media iProspect e il dipartimento tecnologico-creativo di Teads. Esso ha permesso di andare oltre i meccanismi di advertising tradizionali, orientando il mercato a un livello più qualitativo di lavoro partecipativo tra gli attori della filiera. Alcuni format sviluppati da questo progetto sono:

-inread 3d cube

-inread slider

-inread skin square

Durante la seconda parte del workshop assistiamo a un dibattito tra Massimiliano Gaeta, Digital Leader di iProspect; Yoann Steri, Head of Digital, Madia and E-commerce di Mellin e Luca Moser, COO di Madfish. Tre sono le principali questioni affrontate: 

–       Come la tecnologia stia impattando sulle strategie di media planning e sui processi creativi in generale.

–       trasparenza, efficienza e qualità sono temi centrali per l’industry. Quali benefici avete riscontrato durante esperienze che mettono insieme tutti gli attori della filiera?

–       qual è il tassello mancante che potrebbe portare un valore aggiunto durante il processo produttivo di una campagna pubblicitaria? 

Per quanto riguarda la prima domanda, ciò che viene confermato da tutti i partecipanti è l’importanza della tecnologia per catturare l’attenzione del pubblico, oggigiorno infatti è difficile superare la barriera sensoriale, la comunicazione tradizionale è sempre meno efficace poiché i consumatori sono esposti a troppi stimoli e spesso utilizzano più device contemporaneamente. 

Con la tecnologia è possibile invece ottenere insight che permettono di catturare realmente l’attenzione selettiva della community, bisogna infatti raggiungere l’utente giusto, al momento giusto con la creatività corretta per sconfiggere l’indifferenza. 

Infine essa è in grado di dare un contributo importante in diversi ambiti: supporta la creatività, permette di analizzare i risultati dei trend o dei video passati e analizza l’utilizzo dei dati per la creazione dei contenuti dinamici. 

Il principale beneficio riscontrato da tutti i partecipanti al progetto è l’efficienza, un solo pomeriggio ha sostituito numerosi brief, è emerso inoltre come il processo lineare non sia più adatto in un’epoca come la nostra, riunire i diversi attori permette al contrario di poter ottenere risultati più ambiziosi. 

Questo modello sperimentato ha portato ad ottimi risultati, ora è necessario trasformarlo in una strategia, afferma Massimiliano Gaeta, e poi analizzare i dati riscontrati, ogni parte che ha operato in questo approccio infatti ha portato un contributo di valore, l’analisi dei diversi punti di vista permetterà in futuro di migliorare ulteriormente la performance. 

Yoann Steri infine, sottolinea come la distribuzione dei dati di vendita permetterebbe di lavorare meglio sul reale impatto della campagna pubblicitaria, sarà questo a permettere un balzo in avanti nel settore. 


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