Di Federica Menoni e Benedetta Barbieri
“Attitudine alla ripartenza”, questo è ciò che emerge dalle storie di due personalità di spicco come quelle di Federico Faggin e Corrado Passera, che hanno improntato il loro percorso professionale alla sfida per l’innovazione. Storie caratterizzate dal continuo cambiamento, dalla tecnologia e da tanta intraprendenza.

Durante la seconda giornata di IAB Forum 2019, il giornalista Massimo Cerofolini ha intervistato due ospiti d’eccellenza, elaborando un accostamento di biografie con l’intento di ricavare delle tracce, degli indizi, sul futuro e su come affrontarlo.
Cerofolini ha delineato un percorso che si articola secondo quattro tematiche, che, in ordine cronologico, riassumono la carriera di Federico Faggin e Corrado Passera.
La tematica iniziale è quella del “cominciamento”, che corrisponde per entrambi alla prima esperienza lavorativa all’interno dell’azienda di Adriano Olivetti. Molto giovani, negli anni ’60, vennero a conoscenza della grandezza di Olivetti, del suo rispetto verso i lavoratori e il territorio. Olivetti assicurava trasporti e finanziamenti, dava alle famiglie la possibilità di far studiare i figli, ma soprattutto era promotore dell’elettronica e delle nuove tecnologie. Fu quindi un’esperienza fondamentale, che diede a Faggin, giovane perito tecnico interessato al mondo dei Pc, e a Passera, che visse il passaggio dall’informatica tradizionale all’ICT, la spinta necessaria a volere sempre di più e a cavalcare l’onda del cambiamento.
Per introdurre il periodo successivo all’esperienza in Olivetti, Cerofolini introduce il tema “da elefante a farfalla”, chiedendo a Federico Faggin: “Cosa significa alleggerire e togliere pesantezza alla vita?”.
Dopo gli studi universitari e la laurea in fisica all’Università di Padova, Faggin si trasferisce in California, dove nel 1968, contribuisce alla creazione del primo microprocessore al mondo, sviluppato con tecnologia MOS con porta di silicio, presso la Fairchild Semiconductor. Da qui comincia una stagione ricca di scoperte, come Intel 4004 e Intel 8080, considerati rivoluzionari per l’epoca e simboli di leggerezza, ma superati negli anni da nuovi microprocessori sempre più piccoli e leggeri. “La leggerezza è nella mente”.
Per Corrado Passera invece, il periodo successivo all’esperienza in Olivetti è segnato dall’incarico di Governo come Ministro dello Sviluppo Economico, a fine anni ’90. Gli fu affidato il compito di riportare in auge Poste Italiane, che erano considerate metafora negativa del Paese. “Fu un’esperienza professionale e umana pazzesca. Duecentomila persone hanno fatto il miracolo: da ultimi in classifica per efficienza, si poteva arrivare tra i primi”. Corrado Passera, supportato dall’azienda, dai sindacati e dalla politica, riuscì a trasformare l’ente pubblico in un moderno operatore postale. “Avevamo la sensazione che avrebbe fatto bene non solo a noi ma anche al Paese”.

Terza tematica del talk: il telefonino. Federico Faggin negli anni ’80 decise di cambiare strada: “Intel non si muoveva abbastanza in fretta, per la 8080 ho dovuto aspettare 9 mesi per avere il permesso di procedere. Decisi allora di diventare imprenditore. Vedevo l’imprenditoria come un nuovo modo di conoscere e sviluppare me stesso”. Dopo aver appreso che era ancora troppo presto per tecnologie più avanzate come l’intelligenza artificiale, Faggin si dedica alla creazione dei primi touchpad e touchscreen, pensati per i telefonini. Nonostante l’innovazione geniale, molte aziende gli chiusero le porte in faccia. Solo Apple intuì le potenzialità di questa tecnologia e iniziò a svilupparla per proprio conto, creando il primo iPhone. “Le aziende che rifiutarono il touchscreen oggi non esistono più”.
Non è stato da meno Corrado Passera, che a capo di due startup di successo come Omnitel e Infostrada, ha contribuito alla creazione del telefonino. Icona dell’intraprendenza imprenditoriale, Passera sintetizza la sua filosofia: “Se c’è cambiamento, cavalcarlo fino in fondo”.
L’intervista prosegue parlando del 2011, anno che accomuna le vite professionali dei due protagonisti. Nasce la fondazione Federico ed Elvia Faggin, dedicata allo studio scientifico della consapevolezza. Un progetto che nasce dallo studio delle neuroscienze, che lo portano a domandarsi come è possibile realizzare un computer consapevole. “Mi sono messo a studiare e ho scoperto che la realtà è molto più ricca di quello che pensavo. La consapevolezza non può essere prodotta dalla materia ma è proprietà fondamentale della natura, esiste già all’inizio dell’universo. Ho creato questa fondazione per aumentare la conoscenza di questa caratteristica fondamentale che ci differenzia dalle macchine, che ci rende umani. Dà significato, soddisfazione, gioia e dolore alla nostra vita”.
Contemporaneamente, Corrado Passera, con l’incarico di Ministro dello Sviluppo Economico, ha introdotto la Legge sulle startup o, come lui stesso l’ha definita, la legge del “si può”, favorendo gli incentivi all’innovazione.

Cerofolini conclude l’intervista chiedendo ai due ospiti che cosa ha dato loro la forza di mettersi in gioco in tutti questi anni. Faggin e Passera rispondono ricordano i loro affetti più cari, la moglie Elvia per il primo, il padre e la moglie Giovanna per il secondo, che hanno rappresentato uno sguardo critico, che incita e rimprovera, ma anche uno sguardo che ama, senza il quale non avrebbero raggiunto i loro successi.
Due storie affascinanti, che ci hanno trasmesso l’importanza di sviluppare uno spirito critico, una coscienza, che va coltivata con curiosità. “È una potenza che ci permette di essere liberi”.
Federica Menoni & Benedetta Barbieri
