Shaping The Revolution: il ruolo dell’uomo nella rivoluzione digitale

Ad aprire le danze di IAB Forum 2019 è il tema Shaping The Revolution, spiegato attraverso le parole del padrone di casa: il presidente di IAB Italia Carlo Noseda.

Parlare di rivoluzione digitale implica porsi delle domande, caricarsi di responsabilità e, in particolare, implica una riflessione sul ruolo dell’uomo nella trasformazione digitale, con l’obiettivo di saper governare la rivoluzione, plasmarla e non esserne semplici spettatori: la passività di fronte a una rivoluzione, soprattutto se caratterizzata da una certa velocità, è potenzialmente distruttiva, specie in ambito aziendale.

Internet quest’anno compie 50 anni, e le cose si sono evolute parecchio da allora: oggi è il fenomeno di massa che tutti conosciamo, e perciò, ricorda Noseda citando Baricco nel suo “The Game”, “oggi non siamo più i nerd da garage, abbiamo una maturità e una consapevolezza che ci permettono di fare una riflessione profonda su quello che è il ruolo dell’uomo all’interno di questo cambiamento epocale. Questo è il momento per porci tante domande.”

Perché è necessario interrogarci sul ruolo dell’uomo in una rivoluzione che parte dalla tecnologia? Anzitutto perché il digitale è tutt’altro che intangibile, come per molti anni è stato percepito dall’immaginario collettivo, ma è anzi reale, concreto, una cosa che viviamo tutti i giorni. L’idea che il digitale sia uno spazio virtuale completamente disconnesso dalla realtà fisica, è un’idea che deve essere abbandonata, soprattutto in virtù della nostra esperienza quotidiana in cui atomi e bit si mescolano: viviamo una realtà inedita, ibrida e serve un certo grado di consapevolezza, che trova espressione nel claim Shaping The Revolution.

Shaping è una parola che significa plasmare; come dei demiurghi, siamo noi che dobbiamo governare, essere padroni di questo cambiamento.

Anche il termine rivoluzione merita qualche attenzione, perché si configura come entità senza inizio né fine; l’evoluzione è continua, dinamica, esisterà per sempre. Questo significa che chiedersi se si stia facendo la cosa giusta deve essere un imperativo categorico, poiché quello che abbiamo fatto ieri in un certo modo potrebbe non essere più la migliore soluzione rispetto a quello che è necessario fare oggi.

 Iab forum è un momento atteso anche per capire l’andamento del mercato, tirare le somme di quello che è successo durante l’anno e, soprattutto, sbirciare i trend futuri.

In collaborazione con il Politecnico di Milano, infatti, si svolge un lavoro di sezionamento dei dati per vedere quali siano i trend e quali i fattori che determinano questa crescita.

Crescita che, in realtà, non costituisce più di tanto una sorpresa. Come ricorda Noseda: “Il digitale cresce da quando esiste il primo banner”.

Quest’anno rispetto all’anno scorso abbiamo un +9% di crescita, che porta a un valore complessivo dell’industry digitale di circa 3.3 miliardi di euro. Fondamentalmente il digitale si configura come il secondo mezzo più efficace, dopo la televisione, sul quale è interessante investire.

Sempre più mezzi infatti stanno diventando digitali e, allo stesso tempo, le strategie di comunicazione ricoprono un ruolo sempre più centrale e strategicamente significativo.  Il contagio del digital è continuo e potrà solo continuare a crescere.

Ma ecco che, di fronte a questi dati, è necessario porsi criticamente ed eticamente: nei giorni di IAB Forum ci si chiede quanto di questa crescita finisca nelle mani di pochi e quanto invece è in grado IAB, anche in qualità di associazione, di spingere affinché ci sia equità e trasparenza all’interno di un mercato che ne ha bisogno per poter continuare a crescere.

Contribuire alla diffusione della cultura digitale è una delle modalità per farlo. Come? Carlo Noseda ricorda che anzitutto lo scorso anno è stata costituita, in collaborazione con “Netcomm” e IAB, la “Federazione del Digitale”, un’entità che ha come obiettivo quello educazionale volto a diffondere tutte le attività di IAB.

A contribuire alla diffusione della cultura digitale è ovviamente anche la Milano Digital Week (appuntamento imperdibile che si terrà a marzo).

E ultimo, ma non per importanza, IAB annuncia ed inaugura il progetto IAB Podcast: una serie di contenuti registrati nel corso dei giorni del forum con la partecipazione di numerosi associati che, nell’innovation room, raccontano e offrono la loro storia.

Il video è un formato che continua a essere signore della crescita, ma anche l’audio sta diventando un tassello particolarmente rilevante nel settore comunicativo. Noseda lancia a tal proposito una provocazione “If video is the king, audio is the new queen” e spiega che una delle ultime tendenze che stanno raggiungendo l’Italia sia proprio quella dell’advertising governata dalla voce, declinata in tanti formati differenti: da quello dei vocal assistant o dei voice control, che man mano si stanno diffondendo nelle case degli italiani, a quello, per l’appunto, del podcast.

Saper cogliere prontamente le nuove opportunità e favorire la cultura del cambiamento sono le attività che IAB si propone di attuare attraverso uno degli eventi del settore digital più amato dagli appassionati. Il programma di IAB Forum è ricco e variegato, atto a valorizzare la diversità e i tanti punti di vista portati sul palco da oltre trenta speaker, nazionali e internazionali, specialisti di dati ma anche filosofi, creativi… perché il mondo digitale in fondo necessita di interdisciplinarità, di etica e dell’intraprendenza necessaria a dare forma alla rivoluzione.


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