Shaping the Market Revolution

di Federica Diomira Sanna e Sebastiano Vissani

La diciassettesima edizione dello IAB Forum 2019, tenutasi il 20 e il 21 novembre a Milano, è stata cucita con maestria attorno al claim “Shaping the Revolution”. La figura retorica è interessante e il tema è cruciale, se si ammette che in tanti casi la tecnologia si è dimostrata più veloce della capacità dell’uomo di plasmarne il potenziale. Il punto focale è il riconoscimento della permanenza della rivoluzione, all’interno della quale l’uomo deve essere centrale per ricavarne il massimo potenziale in termini economici, etici e sociali.  Il tema, di enorme interesse, ha colto nel segno e l’ hasthag  #shapingtherevolution è diventato di tendenza su Twitter nella prima giornata del forum.

Sul palco, durante il panel moderato dalla giornalista Mia Ceran, sono intervenuti Luca Altieri (Director of Marketing CMO IBM Italia), Antonio Bosio (Head of Product  & Solutions Samsung Electronics Italia s.p.a.), Monica Gargantini (Responsabile Digital Governant Pirelli) e Alicia Matilda Lubrani (Direttore Marketing e Country Corporate Communication Axpo Italia e Brand Pulsee) che hanno risposto alla domanda chiave: in questa rivoluzione permanente nella quale si è immersi, come si fa a non  esserne travolti ma a plasmarla?

Monica Gargantini ha introdotto il suo speech riportando il famoso payoff aziendale “la potenza è nulla senza controllo”,  che rispecchia l’obiettivo Pirelli di capire il valore del digitale, declinarlo nei processi aziendali e costruire un percorso per non farsi travolgere dalle opportunità, cercando sempre di mantenere una linea coerente con la strategia aziendale e il business model.  La digital trasformation infatti offre delle opportunità così ampie per un’azienda come Pirelli, che il rischio di esserne travolti è sempre incombente. Sono stati quindi ridisegnati i  processi cercando di rimanere coerenti con il business attraverso l’omnichannel sul lato marketing, le analisi dei dati nei processi di fabbrica e delineando un percorso di innovazione interna digitale attraverso la robot process automation, l’artificial intelligence  e le chatbot.

Anche Alicia Lubrani ha riportato il claim Pulsee “evolvi la tua energia” per introdurre l’impegno dell’azienda, che ha voluto rompere gli schemi portando un prodotto 100% digitale all’interno dell’industria energetica. Il percorso di rinnovo ha incluso l’introduzione di una user experience digitalizzata che ha eliminato i documenti cartacei,  di un sito genderless (specchio dell’evoluzione della società), fino ad arrivare all’attenzione per l’impatto iconologico e il climate change per cui l’azienda ha attivato servizi green attraverso i quali il consumatore può scegliere l’impianto da cui proviene l’energia e  certificare il suo gas come carbon free.  

Un momento del panel Shaping the Revolution

Luca Altieri nel suo intervento ha invece enunciato la necessità di governare una rivoluzione non completamente completata, elencando le caratteristiche che un buon governatore dovrebbe avere e che sono riconducibili a:

  1. Consapevolezza dell’epoca e della rivoluzione in cui viviamo caratterizzata da dati, tecnologia sempre più pervasiva, intelligenza artificiale. È necessario avere consapevolezza di quello che è disponibile e di come utilizzarlo, di dubitare di tutto quello che viene proposto e dello status quo odierno.
  2. Competenze: le skills stanno cambiando e stanno emergendo nuove professioni. È quindi fondamentale essere flessibili ed avere le competenze che aiutino ad affrontare l’innovazione ed essere preparati ad una trasformazione delle tradizionali professionalità.
  3. Valore dell’eticità: il cambiamento va governato in maniera etica. Mentre le rivoluzioni precedenti hanno introdotto le macchine per creare profitto e consumismo sfrenato,  spesso erodendo e depauperando ciò che stava intorno, oggi la tecnologia va usata per garantire il benessere della società e dell’individuo. IBM mondo a questo proposito ha una policy chiara riguardo l’utilizzo dei dati e ha stretto varie partnership per garantire la qualità del Made in Italy.

Antonio Bosio nel suo intervento sottolinea la necessità per l’innovazione digitale di essere rilevante ed accessibile. Per questa ragione Samsung profonde un impegno costante nella semplificazione dell’interazione fra utente e prodotti digitali, separando la  complessità tecnologica da quella di utilizzo e facendo in modo che il digitale sia un’opportunità estesa a tutti. Un ulteriore passo avanti  nella user experience sarà dato dalle potenzialità della voce. Tramite l’intelligenza artificiale e il 5G si potrà comprendere così bene la voce delle persone da far attivare servizi e funzionalità dei prodotti richiesti  e fornire risposte puntuali semplicemente a seguito di una richiesta vocale dell’utente. Una forte opportunità sarà data dal 5G grazie alla velocità dei dati, la bassa latenza e alla capacità di gestire tanti dispositivi connessi. Si parla quindi di miglioramenti concreti e tangibili nelle opportunità e sicurezza che il digitale può offrire.

Si è parlato poi della necessità di essere rapidi nel fornire soluzioni e risoluzioni di problematiche e nell’ottenere valore dalle attività intraprese. Per Monica Gargantini il digitale offre una opportunità da raccogliere il più velocemente possibile. Abbandonare le metodologie standard e sviluppare soluzioni tecnologiche permette di mirare alle priorità aziendali e reagire agli stimoli provenienti dall’esterno e dalla tecnologia in maniera veloce e mirata. Anima innovativa e forti tradizioni sono il motore della Pirelli.

Il discorso poi è virato sul tema dei big data. La prima ad intervenire nel discorso è stata Alicia Lubrani, la quale ha sottolineato come i big data rappresentino una grande opportunità per le aziende. L’esempio riportato è quello di Axpo, società centenaria di energia che lavora tramite piattaforma proprietaria che utilizza la tecnologia blockchain per tracciare le operazioni che avvengono ogni quarto d’ora tra stakeholders e aziende. La tecnologia tuttavia, ci tiene a sottolineare Alicia Lubrani, non sostituirà l’essere umano, il quale ha il ruolo di governarla per fare cose meravigliose. Grandi dati consentono di formulare proposte che possono rispondere alle esigenze della singola azienda e del singolo consumatore.

Luca Altieri conclude il panel  spiegando la motivazione per cui sia meglio parlare di intelligenza aumentata e non artificiale. Si tratta per lui di una questione valoriale, non semplicemente di lessico. L’intelligenza è propria solo dell’essere umano, l’unico che è in grado di trovare soluzioni in maniera creativa. L’intelligenza aumentata deve aiutare l’individuo a prendere delle decisioni in maniera più veloce e tramite previsioni. IBM ha Watson, un sistema di IA che è in grado d interpretare i dati e l’informazione chiave, permettendo decisioni efficaci per il business. L’intelligenza aumentata non va sottovalutata ma bisogna ricordarsi che alla base c’è sempre l’individuo.

Si conclude in questa maniera il panel, durante il quale è stato possibile ascoltare le testimonianze di importanti aziende presenti sul panorama italiano, le quali hanno condiviso i loro strumenti di approccio alla rivoluzione digital e hanno fornito un importante spunto di riflessione. È prassi condivisa quella di ritagliarsi un ruolo in primo piano nell’innovazione, per governarla e gestirla ribadendo sempre la centralità umana. Shaping the revolution è il mantra che gli operatori del settore devono tenere bene a mente per dare il proprio contributo nel mondo del digitale.


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