Nella giornata del 21 novembre all’Innovation Arena dello IAB Forum 2019 abbiamo assistito al workshop dal titolo “BE2BE – Get in the AR Game: filtri Instagram e nuove opportunità per le aziende” tenuto da Nicoletta Orlandi, Sales Manager di Be2Be, e Marco Tosi, Art Director di Be2Be.
La tematica del workshop, come si evince dal titolo stesso, è stata la realtà aumentata, e in particolar modo questa proiettata nel mondo di Instagram attraverso la costruzione di nuovi filtri.

“L’esperienza di acquisto è sempre più social, come i nostri momenti e le nostre interazioni quotidiane – in particolare Instagram è un potentissimo boost per le aziende per migliorare le loro vendite” ha cominciato così il suo intervento Nicoletta Orlandi.
Oggi è cambiato tutto: nuovi strumenti come la pubblicità, le stories e i filtri sono entrati a far parte di Instagram. Allo stesso tempo però è anche cambiata la user experience: la sua prima veste era quella di social usato quasi unicamente per rappresentare e trasmettere belle immagini (image board), mentre ad oggi questo è diventato un punto di accesso fondamentale per i brand e quindi un modo per farsi scegliere dagli utenti (infatti un utente di Instagram su due acquista dopo aver visto un prodotto sul social).

Come la realtà aumentata si potenzia attraverso l’uso dei social?
Snapchat in questo è stato il primo, ha cambiato il paradigma dell’advertising mettendo la telecamera al primo posto: camera is the next big thing.
Di realtà aumentata ne parlano in tanti: in primis in termini di evoluzione tecnologica, mentre il secondo trend siamo noi in quanto utilizzatori. Sono questi due fattori insieme a dare a questa diffusione.
Qual è la differenza tra realtà virtuale e realtà aumentata?
La realtà virtuale utilizza visori, cuffie, guanti quindi sfrutta altri device proiettando l’utente in una realtà parallela e in un contesto alterato. La realtà aumentata invece è integrata alle nostre azioni quotidiane, potenzia ma non altera la realtà, arricchisce ma non crea qualcosa di diverso.
La realtà aumentata ci dà informazioni, crea engagement e i dati lo confermano: 85 milioni di utenti in America entro il 2021 utilizzeranno la realtà aumentata, utilizzo destinato a crescere al contrario di quello della realtà virtuale che invece scenderà (perché anche se ha una tecnologia più matura, ha il sopracitato limite della presenza del device).
Qual è il social che domina la scena italiana?
Facebook è il social più diffuso, ma Instagram è il social con il più alto tasso di crescita (gli utenti sono raddoppiati negli ultimi tre anni). Su Instagram infatti effettuiamo la maggior parte delle nostre operazioni di scelta di acquisto: cerchiamo informazioni, ci confrontiamo con il nostro gruppo sociale di riferimento, mandiamo messaggi e poi decidiamo se acquistare o meno. In seguito all’acquisto qualcuno poi mostra fiero cosa ha comprato.
Ma soprattutto, ormai utilizziamo la fotocamera per tutto: questa è passata da essere semplice depositaria dei nostri ricordi ad essere utilizzata per immortalare qualsiasi momento, per farsi i selfie, per poter parlare con i propri affetti tramite videochiamata. La usiamo nei modi più creativi e se ne creeranno ancora altri.

Quali sono le nuove opportunità che questo nuovo uso di camera e social porta con sè?
“Ogni volta che nasce una nuova tecnologia i pubblicitari trovano un modo per usarla” così continua l’incontro con Marco Tosi. Nel corso degli anni si è passati da grandi formati pubblicitari a formati sempre più piccoli, più brevi e frammentari. Ma non è solo una questione fisica, il cambiamento infatti è anche nel ruolo dell’utente: si è passati da una pubblicità push a una pubblicità interattiva, secondo cui l’user non è solo più un bersaglio ma ha la possibilità di interagire e scegliere qual è il formato più adatto a lui. L’utente può addirittura interpretare diversi ruoli a seconda del suo grado di coinvolgimento: può essere influencer, ambasciatore, creatore, promoter o testimonial.
Tutto ciò cambia ovviamente le aspettative degli utenti che cominciano ad abituarsi a questo nuovo tipo di comunicazioni.
Quali sono i brand che sono arrivati per primi nell’utilizzo della realtà aumentata in ambito pubblicitario?
I primi in assoluto sono stati i brand che si occupano di estetica e cosmesi: è il caso di WeMakeUp, Gucci e Adidas. WeMakeUp in particolare ha permesso agli utenti di vedere direttamente sul loro viso quale fosse il trucco migliore in modo da poterlo scegliere in base alla loro carnagione: in questo modo si è registrato un aumento del +27,6% negli acquisti.

Altri esempi sono poi quello di Starbucks, quello di alcuni musei che permettono ai visitatori di esplorare i quadri in un modo nuovo, e quello di Rayban che permette di applicare gli occhiali sul proprio viso per visualizzare il modelli e il tipo di lenti più adatti.
Secondo Be2Be il social adv attraverso la realtà aumentata è il futuro.
