“Technology has disrupted the world…noi lavoriamo per ridisegnarlo”, così Matteo Roversi, brand experience director di Imille apre il suo intervento presso la seconda giornata dello IAB Forum 2019, tenutosi a Milano il 20 e il 21 di novembre.

Oggi viviamo nell’epoca della tecnologia e delle grandi piattaforme, una realtà diversa da quella passata in quanto le tecnologie hanno portato con sé un nuovo tipo di linguaggio caratterizzato da peculiarità che prima non si conoscevano.

Oggi aprirsi verso ciò che non si conosce incute timore, la tecnologia e le piattaforme evolvono, assumono sempre maggiori dimensioni e sembrano sfuggire dal nostro controllo, “ma è questo il futuro che vogliamo creare?” 

Matteo Roversi afferma che in un contesto simile è possibile delineare il futuro utilizzando modelli del presente e del passato, attraverso strumenti che già si conoscono.

Imille infatti, si pone una mission ben precisa, riprogettare questa realtà per come potrebbe essere. Attraverso il design e la tecnologia vuole aiutare i propri clienti a ricostruire esperienze che siano frictionless e a riprendere il controllo della realtà odierna.

Quali sono i passi da compiere per realizzare un obiettivo simile?

In primo luogo, è opportuno allargare la propria visione senza chiudersi su sé stessi. 

É necessario quindi creare esperienze che non solo mettano al centro l’individuo ma che pongano al centro il futuro del nostro pianeta. 

In secondo luogo, occorre modificare il proprio linguaggio, abbandonare la neutralità e assumere una posizione diretta al centro della comunità per comunicare cultura. 

È opportuno inoltre evitare contesti che diventano sempre più tossici, ma andare alla ricerca di contesti più puliti che diano la possibilità alle aziende di far emergere gli aspetti positivi.

Infine, è importante misurare le nuove metriche che le piattaforme sociali hanno introdotto nel lavoro; molte infatti aziende iniziano ad abbracciare un percorso sostenibile.

“La tecnologia” dichiara Roversi, “è un luogo neutro, non è né buona né cattiva, sta a noi decidere da che parte schierarsi”.

Giulia Gazzetta e Diego Colosimo


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