Mercoledì 13 Maggio 2020 durante la AI Week Italia, insieme a tantissimi altri interventi, c’è stato un pomeriggio dedicato a come l’Artificial Intelligence sta rivoluzionando le Aziende del mondo HealthCare che ha visto partecipe come Relatore anche Carola Salvato, CEO di Havas Health & You Italia.

AI

Il moderno ecosistema della salute si basa su un valore fondamentale, la fiducia. Stessa fiducia che nutre relazioni tra Havas Life e i suoi clienti e partner. Ha impostato il suo modello di ricerca su nuovi formati di comunicazione e soluzioni innovative, per contribuire al successo di chi si affida a loro. Havas Life parla di Personas, non di pazienti: la malattia è qualcosa che li contraddistingue ma non che li giudica o li rende diversi da altre persone.

E’ così che Carola introduce il suo speech, dando successivamente una definizione della parola Health: l’uso di tecnologie informatiche e telecomunicazioni a vantaggio della salute umana. La salute è un tema che coinvolge ogni aspetto della nostra vita e oggi viviamo nell’info-sfera, siamo sempre più connessi. Non esiste più un tempo online e uno offline, esiste un tempo on life.

How can Artificial Intelligence be used to help advance Health Care?

Oggi disponiamo di Wearable capaci di monitorare il nostro stato di salute e di App dotate di software validati scientificamente in grado di sostituire i farmaci – o ancora meglio – in grado di affiancare le terapie. Si può dire quasi che è già realtà questa nuova fase della medicina, chiamata “la terza fase” e già da qualche anno i medici prescrivono come se fossero farmaci, applicazioni che si scaricano sullo Smartphone: queste App stanno diventando man mano la frontiera per curare diverse patologie come per esempio malattie croniche, disturbi dell’umore, problemi respiratori e molto altro.

Il mercato è in fortissima crescita e investirà molto per quanto riguarda l’Artificial Intelligence. Viviamo in un’era dove stiamo ridisegnando e riconsiderando i ruoli e i comportamenti dell’essere umano, delle tecnologie e di tutti gli attori come brand, medici. Esistono algoritmi che capiscono se siamo a rischio di malattia, ed è proprio grazie a loro che vivremo più a lungo – vantaggio da non sottovalutare per la classe medica. Ci saranno dati clinici che in un futuro già presente, verranno raccolti dalla nascita e successivamente interpretati dall’Artificial Intelligence in pochi minuti, così da consentire al medico una corretta diagnosi in tempi incredibilmente contenuti e magari, anche priva di errori. E’ questo l’obiettivo principale su cui la ricerca si sta impegnando maggiormente, trattandosi proprio di un atto di fiducia totale.

Carola riporta successivamente un esempio del primo vero farmaco sviluppato dall’Artificial Intelligence: si tratta di una pillola digitale che si stampa in 3D e una volta deglutita rilascia il farmaco in risposta agli input che arrivano direttamente dallo Smartphone, con il quale è collegata tramite Bluetooth. E’ già pronta e in attesa di essere testata sull’uomo. Questo significa essere riusciti in un grandissimo passo in avanti, enorme vantaggio per noi esseri umani.

L’innovazione non è solamente un qualcosa fine a sé stesso, ma si tratta di un processo per arrivare a scoprire qualcosa che possa realmente incidere sulla vita umana.

Innovare è anzitutto la capacità di attuare processi di trasformazione e di creare nuove opportunità a vantaggio dell’essere umano e del suo ambiente, con l’obiettivo fondamentale di migliorare la nostra qualità di vita.

Lo scopo di tutta questa innovazione – come nel caso specifico dell’Artificial Intelligence – non è come detto precedentemente fine a sé stesso, ma è inserito nella cornice più grande dei rapporti umani. L’intelligenza delle macchine, infatti, funziona solo se accompagnata dall’intelligenza emotiva degli uomini. Il traguardo finale è sempre l’uomo, purché al termine di questo viaggio, ci sia sempre una scelta consapevole. Sta alla capacità umana di connecting the dots per creare ecosistemi interconnessi, relazionali e collaborativi al fine di enfatizzare il potenziale di ogni singola azione.

Tutto questo è volto a servire l’uomo e i suoi bisogni. Non vogliamo più parlare di malattia, ma di vita. Vogliamo sostenere il concetto della bellezza dell’esistenza e dell’anima, perché noi siamo anche quello.

Carola conclude, le persone con problemi di salute desiderano sempre più la presenza – oltre a quella del medico – di strumenti che facciano parte del loro percorso di malattia, ma soprattutto di vita. La sfida dell’utilizzo dell’Artificial Intelligence sarà di trovare le modalità per supportare i medici a comprenderne le potenzialità e ad utilizzare al meglio tutti i dati disponibili al fine di migliorare la loro pratica clinica.

Quante possibilità abbiamo e quanti benefici reali e sostenibili? Tutto questo dipende da noi. Bisogna però al contempo creare fiducia, alimentarla e proteggerla come se fosse il bene più prezioso che l’umanità disponga. 

HUMAN PURPOSE FIRST, il traguardo è l’uomo.

 


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