Scritto da Francesco Santamaria e Alice Maserati.

Nella giornata dell’undici novembre allo IAB Forum 2020 si è anche parlato del futuro che attende il format classico di TV broadcast in un contesto in continua evoluzione in cui lo streaming ha un peso sempre più rilevante.

La visione di Sky Q

Davide Tesoro-Tess, executive vice president di Sky Italia, afferma che il colosso televisivo ha un triplice modo di affrontare le necessità del presente e del futuro ovvero:

  • Porre particolare attenzione sul contenuto lineare, classico, consumato in modo tradizionale;
  • Riuscire a valorizzare i contenuti creati da nuovi produttori “aggregandoli” a quelli già esistenti;
  • Puntare sullo streaming con il focus principale di rendere fruibili contenuti in maniera semplice per gli utenti.

Sky Q punta esattamente alla possibilità di offrire allo spettatore differenti tipi di contenuti sostenuti dalla flessibilità dello streaming; riportando le parole di Tesoro-Tess: “It’s not just the traditional TV content[…]we got YouTube on Sky Q for example, very popular apps and very popolar contents”.

Una questione importante è che i clienti Sky (circa il 50%) decidono di passare a Sky Q sempre più frequentemente e rimangono sodisfatti dalla possibilità di fruire film e serie TV differenti sul grande schermo grazie alla grande offerta disponibile. I partner Sky come Dazn, Spotify, Netflix e YouTube hanno un grande vantaggio grazie a questa specifica modalità di fruizione, creando un circolo virtuoso win-win in cui Sky, utenti e partner ottengono  grandi vantaggi.

Parlando della customer experience futura le keywords fondamentali per Sky sono: “simplicity” e “flexibility”. L’obiettivo principale è restare al passo col mondo, essere reattivi e soddisfare le richieste di una clientela che sono sempre più fluide.

Frammentazione dei device

Uno dei possibili problemi discussi è stato quello relativo alla frammentazione dei device e di come questa possa influire sugli inserzionisti e clienti. Per Sky il problema per gli inserzionisti non si dovrebbe porre, bensì dovrebbe essere visto come un’opportunità di segmentare l’audience e targettizzare fasce di utenza differenti grazie alla cross-medialità che Sky Q rende possibile.

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