Di Elisa Cutaia e Simone Giannetti

Si sono spente da una settimana le telecamere che hanno ripreso il primo evento online sul digitale in Italia, lo IAB Forum 2020. Tre giornate caratterizzate da plenarie, game changers e workshop che ci hanno lasciato tanti spunti di riflessione e ci hanno presentato molti possibili scenari futuri.

È sicuramente il caso del dialogo tra il giornalista e Presidente Advisory Board IAB Italia Ferruccio de Bortoli e il professore presso l’Università di Oxford Luciano Floridi.

Il dialogo inizia con Ferruccio De Bertoli che descrive la sua visione di buona politica. Secondo il giornalista ci vuole una politica competente perché i problemi con cui abbiamo a che fare oggi sono veramente complicati, non ci si può inventare un mestiere senza sapere quello di cui si sta parlando. In secondo luogo “ci vuole poi una politica che non sia interessata a sé stessa ma interessata a chi riceve la politica, che non guarda al suo interesse ma all’interesse di chi ha votato”, quindi servirebbe una politica disinteressata a sé stessa ma interessata alla società. Infine, bisognerebbe creare una politica lungimirante, bisognerebbe pensare alle generazioni del futuro che pagano da sempre i costi della crisi e degli sbagli del presente.

Il professore Luciano Floridi si interroga sugli sbagli che sta commettendo la politica italiana durante questa annata caratterizzata dalla pandemia.

Ferruccio De Bertoli sostiene che ci sono stati due elementi che sono stati chiari fin da subito. Il primo elemento è sicuramente la disorganizzazione non ha consentito il perfetto utilizzo delle risorse che ha l’Italia. Il nostro Paese aveva i dati, le tecnologie e le competenze ma non metterle insieme al sistema ha creato un disastro sia in Italia che nel resto del mondo. Il secondo elemento che ha portato a degli errori è l’arroganza che ha impedito di comprendere quanto sia grave la disorganizzazione, un po’ di consapevolezza avrebbe portato attenzione verso i dettagli. Sono mancati tutti e due gli elementi ed oggi l’Italia si ritrova in una situazione peggiore rispetto a come sarebbe potuta essere.

Inoltre, la politica italiana avrebbe dovuto trattare la società civile come una società matura alla quale si può chiedere di interagire con essa, non una politica che impone ma una politica che ascolta e incoraggia. In questo modo le persone sarebbero potute essere disponibili anche a far controllare i propri dati, a scaricare l’applicazione IMMUNI e a collaborare con il governo.

Nonostante questi elementi negativi è stata questa straordinaria tragedia a farci cambiare pagina, l’Italia è entrata nel 2000 soltanto oggi. La pandemia ha fatto capire che il progetto europeo è un progetto di solidarietà e di rilancio verso il futuro e verso la rivoluzione digitale. “C’è voluta purtroppo una tragedia come questa per capire che bisogna entrare con un po’ di coraggio nel 2000 e avere un progetto in termini lunghi”.

È arrivato il momento della nascita di un nuovo pensiero politico che superi quelle che sono le vecchie contrapposizioni del 900 e che ci spinga davvero verso il futuro. Possiamo immaginarci un futuro sostenibile e tecnologico ma la società deve imparare a governare la tecnologia per poterla gestire nel miglior modo possibile.


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